Salman Rushdie, vincitore del “Best of the Booker”, rievoca così il suo esordio letterario. dopo un decennio di false partenze:
“Un giorno, era il 1976 – non sono più nemmeno sicuro della data – un giovane scrittore sconosciuto, alle prese con una storia immensa e intrattabile, decise di ricominciare daccapo, stavolta ricorrendo alla narrazione in prima persona. Quel giorno affidai alla pagina gran parte dell’ esordio de I figli della mezzanotte. «Sono nato nella città di Bombay… tanto tempo fa». «Le lancette dell’ orologio congiunsero le mani in un saluto rispettoso mentre venivo al mondo». «Ammanettato alla storia».
Provo ancora oggi quella sensazione elettrizzante che si impossessò di me quando sentii la voce di Saleem Sinai, e capii che era la mia voce. Ripensandoci, quel giorno marcò l’ inizio della mia identità di scrittore, dopo un decennio di partenze sbagliate. «La mia nascita fu scandita dagli orologi e macchiata dai delitti. [...]»



Pubblicato da Laura Costantini in 05/08/2008 alle 10:22 am
Adesso ci provo anch’io. Dici che funziona?
Pubblicato da Luigi in 05/08/2008 alle 11:49 am
Hai visto mai?