Il programma di Licio Gelli – Una profezia avverata?

16/03/2009

È uscito nei giorni scorsi, per i tipi della casa editrice Socialmente, un libro “scomodo”, Il programma di Licio Gelli – Una profezia avverata? di Antonella Beccaria, giornalista da sempre impegnata sul fonte degli innumerevoli misteri italiani, dai Bambini di Satana al sequestro Fioroni ai delitti della Uno bianca.
(segue)


Le vittime di Madoff sono state sue complici?

16/03/2009

Interessante e provocatorio – ma solo all’apparenza, perché “only the willfully ignorant could have seen Bernard L. Madoff’s fund as a good investment” -  punto di vista, questo di Joe Nocera sul N.Y.T.:

[...] What happened to the victims of Bernard Madoff is terrible. But every day in this country, people lose money due to financial fraud or negligence. Innocent investors who bought stock in Enron lost millions when that company turned out to be a fraud; nobody made them whole. Half a dozen Ponzi schemes have been discovered since Mr. Madoff was arrested in December. People lose it all because they start a company that turns out to be misguided, or because they do something that is risky, hoping to hit the jackpot. Taxpayers don’t bail them out, and they shouldn’t start now. Did the S.E.C. foul up? You bet. But that doesn’t mean the investors themselves are off the hook. Investors blaming the S.E.C. for their decision to give every last penny to Bernie Madoff is like a child blaming his mother for letting him start a fight while she wasn’t looking.


La ricca mangiatoia dei premi letterari

14/03/2009

Misera fine, quella del Premio Grinzane Cavour, il cui patron, Giuliano Soria, è stato arrestato con l’accusa di malversazione, violenza sessuale, molestie, e appropriazione indebita.

E tuttavia che la maggior parte dei premi letterari in Italia siano ormai divenuti specchi per le allodole e macchine mangia soldi (delle istituzioni, degli “editori sponsor”, perfino degli autori, nel caso degli innumerevoli premi locali) è un dato di fatto acquisito ormai da anni.

Come non pensare, ad esempio, alle vittorie annunciate, nelle ultime edizioni di un celeberrimo premio romano, garantite in partenza dal cosiddetto “maggior impegno” dell’editore di turno?

In merito alla vicenda del Grinzane Gad Lerner scrive:

Si vedeva a occhio nudo che la faccenda era solo un grande scrocco vestito di pseudo-dignita’ culturale, magari condita di retorica piemontesarda. Rispettabili esponenti dell’intellighenzia hanno fatto finta di non accorgersene, e oggi esibiscono corrucciato stupore, solo perchè gliene veniva un viaggio all’estero piuttosto che un assegno o anche solo uno sfogo per il loro narcisismo. Serate di gala a go’ go’, con grattatina di tartufo. [...]


Behind the Curve

12/03/2009

Paul Krugman sul N.Y.T. avanza seri dubbi sulle recenti mosse in campo economico del presidente Obama:

The Obama administration’s economic policy is already falling behind the curve, and there’s a real, growing danger that it will never catch up.

E non è l’unico, anche se, almeno negli USA, l’approccio sembra ben più concreto e realistico che da noi…


Roma: Scioperi, cortei e tabù

11/03/2009

sciopero-roma

di Carlo Santulli

Uno dei tabù della Sinistra, che fa sì che, credo (ed in un certo senso temo, perché anch’io ho origini da quelle parti politiche), resterà alla, diciamo così, Opposizione (non che ci sia nessuno che si opponga davvero) fino al 2200, è il cosiddetto fascicolo “scioperi e cortei”. Sull’intestazione del suddetto fascicolo c’è scritto che gli scioperi sono sempre una cosa buona e giusta, e così i cortei, e guai a dire il contrario.
Corollario della precedente affermazione è che gli scioperi ed i cortei vanno sempre e comunque a danneggiare i “signori”, cioè quelli che non lavorano e che prendono i mezzi pubblici per farsi un giro della città indisturbati a scattare foto, senza mischiarsi col resto del mondo. E che chi non vede la giustezza e l’utilità di scioperi e cortei, è perché ha una scarsa coscienza politica, cioè in buona sostanza si disinteressa delle sorti del popolo lavoratore, e solo si cura del proprio “particulare”, come dalle parole del Guicciardini.
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ARPAMagazine n. 94

10/03/2009

arpamagazine

È online il nuovo numero di ARPAMagazine, rivista digitale che racconta le nuove tendenze artistiche, culturali e di spettacolo, per conoscere da vicino la letteratura, l’arte, il design, la moda, la musica, il cinema e la tecnologia di domani.

Tra i contenuti, vi segnalo un’intervista a Giampiero Mughini, nella quale il celebre giornalista eretico confessa tra l’altro il suo amore viscerale per i computer di una certa Mela mordicchiata

Sfogliabile online, ma disponibile anche in formato PDF, ARPAMagazine può essere anche stampata, o consultata su palmare per averla sempre con sé.

Il sommario:

CONCEPTS Design e Architettura
NARRATIVA: Domani (Stefano Paolocci)
MUSICA: Buone novelle hanno i cantanti. Intervista ad Alessandro Grazian (Daniela Giordani)
MUSICA: Nome meno nome. Intervista a Matteo B. Bianchi (Antonio Celozzi)
LETTERATURA: Gli interessi in comune. Intervista a Vanni Santoni (Carlotta Vissani)
TEATRO: Giovani soprani crescono. Intervista a Diletta Rizzo Marin (Federica Solaro)
TEATRO: Cirano. L’amore romantico è di scena al Teatro Libero (Federica Solaro)
TEATRO: Tutto esaurito per il Sogno di Ronconi al Piccolo (Federica Solaro)
LIBRI: Come parlare alle ragazze. Nasce in America il manuale di un don Giovanni da cortile (Holly Orange)
LIBRI/MUSICA: Born to run in the USA (Antonio Celozzi)
TEATRO: Paolo Poli porta in scena al Teatro Carcano i Sillabari di Parise (Federica Solaro)
GIORNALISMO: Giampiero Mughini: “avessi un figlio, gli direi di non fare il giornalista” (Luigi Milani)
CINEMA: Oscar 2009. Le nomination per il miglior film (Andrea Cattaneo)
POESIA: Né cenere, né luce e Zitella (Elena Rodrìguez)
AGENDA

ARPAMagazine n. 94 è accessibile all’indirizzo www.ARPAMagazine.com


Il “Texone” di Magnus

09/03/2009

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Vi segnalo la ristampa, a diversi anni dalla prima uscita, del mitico “Texone” disegnato dall’indimenticabile Magnus, su sceneggiatura di Claudio Nizzi. Non fatevelo sfuggire, se all’epoca l’avete perso.

‘Nuff said!


De Bortoli: Rai? Grazie, ma preferisco di no

09/03/2009

Ferruccio De Bortoli rinuncia alla presidenza della Rai.
Come dargli torto?


8 Marzo 2009: la Festa della Donna secondo Jasmina Tesanovic

08/03/2009

jasmina_tesanovicIn occasione della Festa della Donna pubblico volentieri questo contributo inviatomi da Jasmina Tesanovic, il cui ultimo libro, Processo agli Scorpioni (Stampa Alternativa 2009), è da poco uscito nel nostro Paese.

Un capitale di rabbia

The global economic crisis has stirred all kind of troubles. Women thrive in troubles and make an income out of it.  In all dark historical times, in all wars and economic crisis women have been the caryatids of survival. The invisible grey economy of mothers, sisters and daughters becomes the only structure after the fall of patriarchy. Oh yes, women are rich even when they are poor.

In the third millennium of the third wave of feminism we don’t have a  feminist movement, but a global network. It is standing on the shoulders of the last century feminisms, but it has no continuity. The global crisis has made women aware of the mainstream ghettoization of feminism.  Thrust in the strong arms of laws, biological quotas, cultural, class and race identities, ngo’s: the issues of power have been marginalized. Through the pulverized power issues, the misbalance of power has remained the same.  Women human’s rights have been put behind the emergency of war, security issues and economic crisis. The emergence of new fundamentalisms, dividing and demonizing the Other have pulverized the global feminist issues. There are no more women’s issues, all issues are also women’s and women can now, through a feminist reading give their own answers: from reproductive rights to war crimes and women’s tribunals.

Women bodies have become territories of criminal deeds. From rapes used in wars as weapon of ethnic cleansing to quotas in democratic parliaments where personalities of women leaders have been thus annihilated.

One topic has always been the litmus test: the freedom of reproductive choice. Today in the era of raging fundamentalisms; christian, muslim and other, womens bodies have been treated as war machines.  On the territory of former Yugoslavia, rapes were used by all sides in order to change the ethnic structure of a territory.  In San Salvador where abortion is 100 percent prohibited even in case of the certain death of the mother, the vagina is treated as a crime scene. In US until Obama s victory, all health programs  and other social ones were conditioned by pro life politics.

The heroine of the third millennium is not an empress, a mermaid, a witch, a bitch, a singer, a dancer, a philosopher, a writer, a martyr… she can be all of that but those are only words and roles from an old and  dying language: so contagiously sick that it is  choking civilization, capitalism, socialism, dictatorships, rich and poor into one melting pot called the crisis.

The crisis of capitals, values, institutions, opinions, the crisis of knowledge and survival.

Anna Politkovskaya, the war reporter, the assassinated Russian journalist,  used to say:

The whole world is afraid of nuclear proliferation while instead I am afraid of hate: nobody can predict the paths revenge will take.  The children from the camps will never forgive the children who grew up in cosy homes.  The refugees need understanding and solidarity, not gifts of cash or the hypocrisy of those who fast to “share the suffering” and yet secretly nibble cheese in the closet.

“I live my life and I write what I see:” anywhere on the planet, we can retrace Anna’s steps.  We owe her that.


Baricco: aboliamo i finanziamenti al teatro/2

05/03/2009

Alessandro Baricco

La replica di Baricco:

[...] Pensare è un gesto che non può farsi dare il calendario dalla politica. Quando cerchiamo di abbozzare idee formate, schizzare modelli alternativi, immaginare soluzioni inedite, stiamo facendo un gesto lungo, sporto nel futuro: stiamo cercando di arrivare puntuali a un appuntamento che avremo tra anni: non domani, non alla prossima riunione sindacale, non alla prossima seduta della Commissione parlamentare, non alle prossime elezioni. Per quello c’ è la politica. Ma riflettere, è un’altra cosa. Una cosa che non dobbiamo temere, anche quando strategicamente è scomoda. Un compito per cui nessun giorno è sbagliato.

(il testo completo della replica di A.B.)


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