Reading teatrale: A.A.A. Autori & Attori Cercasi

06/05/2011

A.A.A. Autori & Attori Cercasi
un progetto a cura di artekreativa

venerdì 6 maggio
alle 21,30
c/o Arcobaleno – circolo arci 8 marzo
via pullino 1

Serena Damiani e Marco Tullio Dentale di artekreativa leggeranno brani di vari autori, tra i quali Luigi Milani, che ha realizzato per l’occasione uno speciale adattamento dal Prologo del suo ultimo romanzo, Nessun Futuro (Casini Editore 2011).

Info: www.artekreativa.com


Stephen Frears intervistato da D

06/07/2010

Una cosa che non ha mai capito della gente?

Che ci sono persone interessanti e altre che non lo sono.

Come si immagina il paradiso?

Devo proprio?

Il vero lusso è?

La vita di un artista. L’immaginazione.

Cosa conta più dell’amore?

L’amore. Il resto sono cose stupide, anche la paure sono stupide, alla fine dei conti.

Il suo più grande fallimento?

La vita è un fallimento, sei lì e non fai che errori. Non puoi farci niente. Tranne fare nuovi errori, un po’ migliori di quelli precedenti.

Cosa è la perfetta felicità?

Non fare errori, o dimenticarli.

(via SeiDiModa)


3/06/10, Giussano: Ai confini dell’Arte

28/05/2010

A Giussano (MB), il prossimo 3 giugno alle ore 21, presso la Biblioteca Civica che ha sede nella splendida Villa Sartirana in Via Carroccio 2, si terrà una conferenza dal titolo Ai confini dell’Arte, breve viaggio alla ricerca dei limiti dell’arte (se ne ha) e alla scoperta dei misteri dell’arte contemporanea.

Interverranno all’incontro la professoressa Ilaria Boschini, David RivaDiramazioni e Daniele Bonfanti.

Si parlerà di arte, della sua evoluzione fino alle forme estreme dei giorni nostri e del suo rapporto con il mondo di oggi, senza tralasciare uno sguardo a cosa potrebbe aspettarci domani.

E sarà l’occasione ideale per presentare, in prima nazionale, il nuovo inquietante romanzo di Riva, Opera sei, uscito il 29 aprile scorso per la collana Mezzanotte di Edizioni XII. Voce narrante sarà Marcello Mariani.

Visualizza la locandina grande di Ai confini dell’Arte >>

Vai alla scheda di Opera sei >>

Vedi la GoogleMap >>


Addio a Frank Frazetta

11/05/2010

È scomparso ieri, all’età di 82 anni, Frank Frazetta, uno dei più grandi illustratori di tutti i tempi, l’artista che forse più di ogni altro ha tracciato le coordinate grafiche del genere Fantasy.

We’ll miss You, Frank!


Writers

19/07/2009

Graffiti a Roma, Largo Maccagno

Graffiti a Roma, Largo Maccagno

di Carlo Santulli

Senza voler scendere in politica, ma parlandone, noi abbiamo un governo che basa la propria sopravvivenza in vita, logicamente, su un certo consenso degli elettori (siamo in democrazia…): una delle categorie più frequentemente usate dal presidente del Consiglio per dimostrare la vitalità della sua compagine e direi quasi la necessità della propria permanenza al potere è quella dell’ottimismo. Quest’utilizzo “politico” dell’ottimismo, che è in fondo un elemento personale del carattere di ognuno di noi (e dipende anche un po’ dall’ambiente in cui si cresce e dalle proprie vicende personali), non è nuovo: già Bettino Craxi negli anni ’80 si richiamava al cosiddetto “ottimismo della volontà”. Però è sintomatico che lo si faccia ancora, e che in fondo l’ottimismo riscuota successo, almeno elettorale.

È chiaro che l’ottimismo è una forzatura (ma anche il pessimismo lo è), perché il mondo ha una propria fisionomia, nel bene o nel male, che non è in bianco e nero, ma invece un’indefinita sfumatura e fusione di colori tutti diversi tra loro (un informatico parlerebbe di un mondo RGB…). È lo sguardo proiettato sulla realtà a non essere mai obiettivo, sicché le tinte vengono distorte, modificate e così via. Applichiamo dei filtri, in parole povere.

Venendo all’oggetto di quel che voglio dire, negli ultimi due decenni circa in Italia, un paese che ha avuto sempre una notevole tradizione di graffiti (dai tempi degli antichi Romani, ma chissà, forse anche prima) è arrivata, naturalmente dall’America, la moda del writing, in pratica l’idea di dipingere muri (che per concetto sono brutti, altra cosa sulla quale ci sarebbe parecchio da discutere: conosco pareti che sono sommesse opere di poesia) o mezzi di trasporto (il che incide su una per conto mio tragica realtà italiana, in cui l’unico mezzo di trasporto amato è spesso la propria auto, col risultato che figuriamoci se si può essere attenti al decoro di qualcosa che è, come da nome originario, “omnibus”, cioè per tutti). La quantità di pittura sparsa sul muro o altrove può essere diversa, si passa da semplici “tag” a dipinti anche complessi e di qualche pretesa, la qualità è logicamente anch’essa molto variabile.

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Egitto e Germania in guerra per Nefertiti

18/06/2009

Nefertiti

A proposito di Nefertiti – personaggio di grande fascino di cui si parla in un libro in uscita in questi giorni e di cui abbiamo parlato qui – segnalo la contesa in atto tra l’Egitto e la Germania, avente a oggetto proprio la celebre regina egiziana, o meglio il suo busto, come riferisce un articolo apparso giorni fa su Repubblica:

BERLINO – Fin dai miti antichi tramandatici da Omero, si narra di guerre tra grandi nazioni per contendersi la donna più bella. È quanto sta per succedere tra la prima potenza dell´Unione europea, la Germania, e il glorioso Egitto, leader culturale e in parte politico del mondo arabo.

La fascinosa donna della discordia, al contrario di Elena di Troia, non è viva, eppure è desiderata ancora oggi come un simbolo di eleganza e femminilità perfette. Parliamo della splendida regina Nefertiti, moglie del faraone Akhenaton. Visse 3400 anni fa, ma la sua bellezza ineguagliabile appare tuttora mozzafiato, tramandataci dal busto che la ritrae, e che dai tempi del Kaiser è esposto nei musei di Berlino.

Il Cairo lo rivuole, ha detto al quotidiano Der Tagesspiegel il potentissimo e autorevole Zahi Hawass, massimo esperto e responsabile del patrimonio artistico e culturale dell´antichità egiziana. Presto sarà in grado di provare che il busto fu portato via con la frode, quindi la richiesta è legittima. E se non sarà soddisfatta, gli egiziani sono pronti a sospendere ogni cooperazione culturale con il museo di Berlino.

È una situazione imbarazzante, forse più difficile del contenzioso che oppone Londra ad Atene sul futuro degli Elgin Marbles, cioè i fregi del Partenone di cui da anni la Grecia ne richiede invano la restituzione.

«Il busto di Nefertiti è da quasi cento anni da voi a Berlino, noi lo riavremo molto volentieri», dice Zahi Hawass. Negli ultimi tempi, Hawass ha chiesto la restituzione di circa cinquemila tesori dell´antica arte egiziana, sparsi tra musei e collezioni per tutto in mondo. «Sono tesori che appartengono all´Egitto, ma non vuol dire che devono tutti tornare a casa. Deve essere restituito ciò che ci fu rubato, tra cui cinque opere d’arte uniche per la nostra cultura. In questo gruppo di cinque capolavori c’è il busto di Nefertiti».

Il contenzioso è arduo: nel 1912, all’apice dello splendore della Germania imperiale di Guglielmo II, Ludwig Borchart trovò lo splendido busto nel corso di scavi, e lo portò a Berlino, dove da allora è esposto, attualmente allo Altes Museum nel mirabile complesso dell’Isola dei Musei, non lontano dalla Porta di Brandeburgo. «Confido che ben presto avremo in mano tutto il necessario per richiedere formalmente la restituzione del busto. Mi risulta che non esistano documenti che possano provare che Nefertiti abbia lasciato l´Egitto in modo legale e moralmente ineccepibile».

Come minimo, esige che Berlino conceda subito il busto quale prestito.
I tedeschi non ne vogliono sapere: temono che vada distrutto nel trasporto. «Accuse assurde, non siamo mica i pirati dei Caraibi», ribatte Hawass.
Grave dilemma per la Germania: cedere vorrebbe dire privare la capitale del suo tesoro antico più prezioso, rifiutare significherebbe fare una figuraccia col mondo arabo e il mondo extraeuropeo tout court.


Donna non è bello

08/12/2008

tenda-teatroThaïs: ancora colpa ed espiazione per le donne?

Nel 2008?

di Jasmina Tesanovic

Dopo tanti anni, ieri  sono andata all’opera: Regio di Torino, a sentire Thais di  Massenet. Una volta dentro il bellissimo spazio disegnato da Carlo Molino, mi sono ricordata perché non vado più all’opera da anni, dai tempi della Scala: perché il fasto raramente meritava la rappresentazione che solo pochi conoscitori dalle ultime file delle gallerie potevano giudicare.
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Il linguaggio della critica

25/10/2008

Una polemica vecchia, ma sempre attuale, è quella che che evidenzia un antico vizio della critica:

ll linguaggio della critica, soprattutto di quella che si occupa dell’arte contemporanea, è minato spesso da un male oscuro: l’incapacità di trovare un rapporto con i lettori, e quindi l’impossibilità di svolgere quell’opera di mediazione fra artisti e pubblico, che dovrebbe costituire la ragione stessa dell’esistenza della critica. [...]

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Vision Beneath Light

13/09/2008

Sono lieto e orgoglioso di pubblicare su questo blog l’interessante e, com’è costume del professor Tom Sherman, provocatorio saggio sul futuro dell’arte. Ringrazio Tom per avermi concesso di proporre il suo scritto agli amici di FP.

VISION BENEATH LIGHT

by Tom Sherman

In 1995 I began writing a text called “Thoughts from the Antechamber” (on the future of art). It was a controversial, polarizing text among private readers and was eventually rejected by a couple of hard copy magazines for its politically incorrect observations and for a series of other perhaps unavoidable misunderstandings. Its only public exposure came when it was adopted as a “curatorial statement” for a show, Temple of the Third Millennium, organized by Graham Crawford for Urban Exile in Sydney, Australia, and was published on their now defunct web-site in January 1996. I begin the substance of this muse by quoting from the last endnote of this earlier text:

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Stencil art in Serbia

11/09/2008
Stencil art in serbia

Stencil art in serbia

Stencil Art in Serbia from Jasmina Tesanovic on Vimeo, special guest Bruce Sterling.


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