Think different, Rai!
25/01/2012In questi giorni sulle reti di Mamma (o matrigna, fate voi) Rai impazza uno spot che invita a rinnovare l’abbonamento al servizio radiotelevisivo.
E fin qui nulla di anomalo, a parte l’anomalia “congenita” dell’obbligo di pagare il canone. Ma questo è un altro discorso e temo di scatenare una “flame war” che potrebbe infuriare per giorni, se non mesi…
C’è un altro aspetto che stona, in quel pur gradevole filmato: l’essere molto – direi troppo – simile al celeberrimo e pluripremiato spot Think Different di Apple, la cui voce narrante nella versione italiana apparteneva al Premio Nobel Dario Fo.
Qui di seguito riporto i due spot. Giudicate voi.
Flop di fine anno
31/12/2011
Questo fine anno, oltre a bagno di lacrime e sangue “imposte” – l’aggettivo non è casuale – dal nostro Presidente del Consiglio ci ha fatto dono però di due notizie piacevoli, se non rincuoranti: il flop clamoroso del solito cinepanettone, mai così indigesto, e la chiusura del Grande Fratello, il padre – o patrigno, fate voi… – di tutti i reality show.
Che si tratti di timidi segnali di risveglio delle menti e soprattutto del buon gusto italico, che molti davano ormai per estinti?
Apple Store Italia: ressa da Black Friday
25/11/2011Già dalle 23 di ieri sera lo store on line di Apple Italia era irraggiungibile. Il motivo? Il numero straordinario di accessi dei clienti interessati a usufruire degli sconti straordinari praticati dalla Casa di Cupertino per la giornata di oggi, il cosiddetto Black Friday. L’alternativa è recarsi presso un negozio Apple “fisico”: buona fortuna!
Come cantava tanti, ma tanti anni fa il grande Petrolini, “Ma cos’è questa crisi?”
L’osceno spettacolo della morte
23/10/2011Scriveva un paio di giorni fa Massimo Gramellini su La Stampa:
Non c’è mai nulla di glorioso nell’esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia di ragioni. Ci vogliono Sofocle e Shakespeare, non gli scatti sfocati di un telefonino, per sublimarla in catarsi. Gli sputi, i calci e gli oltraggi a una vittima inerme – sia essa Gesù o Gheddafi – degradano chi li compie a un rango subumano.
Come dargli torto? Per non parlare della continua, ossessiva riproposizione dei vari video – e non passa giorno che non ne spuntino purtroppo di inediti – che mostrano il dittatore morente nelle mani dei rivoltosi.
La morbosità “paga” in tivù, lo sappiamo. Ma è davvero ora di porre fine a questo genere orrendo di… spettacolo, se così si può definire l’ostentazione della morte violenta.
Steve Jobs, 1955-2011
06/10/2011Questa è una di quelle notizie che davvero non vorresti mai sentire. Accendo la tv, mi sintonizzo come al solito su RaiNews e la corsa dei titoli mi chiude lo stomaco: Steve è morto.
Sì. per chi, come me, utilizza dai primi anni ’90 i prodotti della Casa di Cupertino, Jobs è sempre stato “Steve”. Steve, il misfit, the genius, il grande innovatore, il modello irraggiungibile.
Può apparire retorico dirlo, ma è vero, senza Steve il mondo oggi sarebbe diverso. Ciò che ha fatto nel mondo dell’informatica, delle comunicazioni, dei media, del design rimane epocale, imprescindibile.
Oggi Steve non c’è più, ma lo spirito delle sue innovazioni e l’esempio del suo approccio alla vita rimarrà tra noi.
Ne sono certo.
Il filo di Arianna
22/02/2011Nei giorni scorsi i notiziari televisivi di casa nostra hanno dato grande risalto alla notizia dell’acquisizione milionaria – costata la bellezza di 315 milioni di dollari – da parte del gruppo America OnLine del sito Huffington Post, creato solo quattro anni fa da Arianna Huffington.
Si è esaltato in particolare l’aspetto individuale dell’impresa, di indubbio successo, compiuta da “Arianna la Rossa”, oggi una delle opinion maker di maggio peso sulla scena americana. Non è mancato chi ha abbinato immagini tratti da vecchi film dedicati alle mitiche imprese dei primi pionieri del West a quelle, più patinate e “borghesi” della Huffington.
Soprattutto, si è posto in gran risalto l’aspetto coraggioso, quasi eroico dell’operazione da “selfmade woman”, che, dopo aver aperto nel 2006 un sito di notizie, commenti ecc…, sarebbe poi magicamente approdata alla ricca corte del gigante malato Aol. Sembra si dimentichi però che la signora in questione varò il sito con il “modesto” contributo iniziale di un milione di dollari.
Corollario divertente dell’attuale vicenda, la notizia che molti dei collaboratori, rigorosamente a titolo gratuito, starebbero ora reclamando la spartizione di parte della ricca torta che si accinge ad addentare la rampante – e indubbiamente abile – signora Huffington.
Sanremo, il festival zombie
16/02/2011Prima serata del Festival di Sanremo all’insegna del noioso, vecchio, stantio. Morandi, come sempre, è simpatico, ma è apparso come rallentato e quasi rassegnato, imbolsito officiante di un rito televisivo sempre più soporifero.
L’unico momento degno di nota, la canzonaccia satirica dei comici Luca e Paolo, Ti sputtanerò, dedicata, per amor di Par condicio, al Presidente della Camera, nonchè Presidente autosospeso di Futuro e Libertà Gianfranco Fini e al Premier Silvio Berlusconi.
Musicalmente parlando, a parte un discreto Vecchioni, l’esibizione di Luca Madonia e Franco Battiato… E stendiamo un velo pietoso sulle vallette stoccafisso, apparse un’ora dopo l’inizio della trasmissione.
E sarebbe questa l’arma finale con cui i discografici pretenderebbero di rianimare l’industria del disco ormai agonizzante?
Per non parlare di quella volta che gli organizzatori tentarono perfino la carta del grunge, con i risultati che tutti purtroppo ricordiamo.
Pubblicato da luigi milani 





