La semiotica del videomessaggio di B.

17/01/2011

Annota, con fotografico puntiglio, La Stampa:

Il Berlusconi che entra nelle case degli italiani in abito scuro, camicia celeste e cravatta blu a piccoli disegni, è seduto a un tavolo da lavoro candido, con fascicoli alla destra e alla sinistra e, davanti, il testo sul quale comunque non si abbassa lo sguardo, probabilmente per l’uso del “teleprompter” che permette di leggere mantenendo lo sguardo alla telecamera.

Anche alle spalle di Berlusconi lo sfondo è bianco, con scaffali pieni di libri. E con le cornici d’argento scintillante che incastonano, in secondo piano ma sufficientemente visibili, il padrone di casa (perchè proprio nella Villa San Martino di Arcore il video è girato) insieme ai propri figli, in momenti di serenità che la loro età e la silhouette delle figure data indietro nel tempo.

Soprattutto la presenza  delle fotografie dei familiari, così vistosamente esposte all’occhio della telecamera, sembra voler lanciare con tutta evidenza un messaggio rassicurante, se non da bravo “pater familias”, almeno da ricco, se non saggio, patriarca.


L’estetica del porno

16/08/2010

Scrive Stefano Zecchi, con grande acutezza e lucidità, in merito al tracimare dell’estetica porno nell’universo, sempre più a corto di idee, della pubblicità:

[...] L’attenzione si cattura quando si esce dall’indifferenza. La scorciatoia più facile ed efficace è quella che usa il nudo e l’erotismo per acchiappare la curiosità delle persone verso ciò che il messaggio suggerisce. È un’esperienza che si può verificare senza difficoltà: la pubblicità alza l’asticella, proponendo immagini sempre più provocanti, sempre più erotiche, e la pornografica diventa alla fine un fertile terreno per suggestionare il pubblico. [...]


Kiss more, tweet less

20/07/2010

Bob Herbert sul N.Y.T. si mostra molto critico sulla dilagante tendenza al multitasking umano e sulla “iper connettività”.
Non potrei essere più d’accordo.

We need to reduce the speed limits of our lives. We need to savor the trip. Leave the cellphone at home every once in awhile. Try kissing more and tweeting less. And stop talking so much.

Listen.

Other people have something to say, too. And when they don’t, that glorious silence that you hear will have more to say to you than you ever imagined. That is when you will begin to hear your song. That’s when your best thoughts take hold, and you become really you.


Stephen Frears intervistato da D

06/07/2010

Una cosa che non ha mai capito della gente?

Che ci sono persone interessanti e altre che non lo sono.

Come si immagina il paradiso?

Devo proprio?

Il vero lusso è?

La vita di un artista. L’immaginazione.

Cosa conta più dell’amore?

L’amore. Il resto sono cose stupide, anche la paure sono stupide, alla fine dei conti.

Il suo più grande fallimento?

La vita è un fallimento, sei lì e non fai che errori. Non puoi farci niente. Tranne fare nuovi errori, un po’ migliori di quelli precedenti.

Cosa è la perfetta felicità?

Non fare errori, o dimenticarli.

(via SeiDiModa)


Sei inquisito? Perfetto, allora ti nomino ministro!

25/06/2010

Pierluigi Bersani, a proposito della nomina a Ministro al Decentramento e sussidiarietà di Aldo Brancher, che ieri ha presentato istanza di legittimo impedimento al processo per la vicenda che riguarda la tentata scalata di Antonveneta da parte di Bpi:

Ieri il mondo ha imparato due cose sull’Italia: che la Slovacchia ci ha buttato fuori dai mondiali e che nel nostro paese si fanno ministri per scansare la giustizia. Non so quale appaia più vergognosa, ma credo proprio la seconda»: così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, arrivato a Milano per partecipare al corteo della Cgil, ha commentato la nomina a Ministro al Decentramento e sussidiarietà Aldo Brancher, che ieri ha presentato istanza di legittimo impedimento al processo per la vicenda che riguarda la tentata scalata di Antonveneta da parte di Bpi.

(via l’Unità.it)


Dalla finzione narrativa alla realtà: la morte irrompe in TV in prime time

23/06/2010

Sono stato mio malgrado cattivo profeta: un mio racconto del 2001 preconizzava quanto è puntualmente accaduto: la morte esibita in un reality show (per i più curiosi: il racconto in questione è Real TV, e fa parte dell’antologia Memorie a perdere, uscita lo scorso anno).

Discovery Channel trasmette con “Deadliest catch” le avventure del capitano Harris e l’infarto fatale che lo colpisce. Il lungo addio del protagonista, eroe della pesca in Alaska, farà impennare gli ascolti. Ma divampa la polemica

(via Repubblica)


L’esclusione di Morgan da Sanremo, o dell’ipocrisia perbenista

03/02/2010

E così Morgan è stato escluso dal Festival di Sanremo in seguito alle dichiarazioni da lui rilasciate nel corso di un’intervista a una nota rivista.

Grande, scontata, manifestazione di ipocrisia e perbenismo. Il tutto ricalca peraltro un copione già visto infinite volte: nei primi anni ’80, ad esempio, in occasione dell’arresto per droga di un certo cantautore di Zocca, tale Vasco Rossi. Una certa stampa – non la cosiddetta opinione pubblica, badate bene – azionò tutti le armi nel tentativo di fare letteralmente a pezzi il “trasgressivo” Vasco, primo tra tutti Nantas Salvalaggio, che già aveva il dente avvelenato col Vasco.

E prima ancora, i ripetuti arresti di personaggi come Mick Jagger & C., e i frequenti fermi in aeroporto per Sir Macca, John Lennon, Billy Idol. O, ai giorni nostri, di George Michael e Pete Doherty. Vero però che all’estero tanta pelosa riprovazione raramente viene manifestata.

A Morgan, uno dei pochi artisti italiani che stimo, la mia personale solidarietà per l’aggressione subita. E dell’esclusione da Sanremo francamente mi sembra possa anzi farne un motivo di vanto.


Susan Sarandon, hippie irriducibile

30/01/2010

Cosa voleva fare quando aveva 13 anni? A 13 non so, ma a 20 la hippie. Negli anni 60 e 70, quando scendevi in strada la gente ti ascoltava, oggi nessuno protesta più.

La parte preferita del suo corpo? Le tette, da giovane le adoravo. E non ho mai avuto problemi a farle vedere. Mia madre sì, a tutt’oggi non ha mai voluto guardare un film in cui mi spoglio, il che da giovane succedeva piuttosto spesso!

Permetterebbe a sua figlia di posare per Playboy? Ho cercato in tutti i modi di convincerla a farlo, ma lei non ne vuole sapere. Io l’ho fatto, e mi sono divertita.

Fuma? Non sigarette… Ripeto, sono una hippie. Anche i miei figli lo pensano. Ma almeno non li ho chiamati “Raggio di Sole” o “Campo di Luce”.

Quando è depressa, cosa fa? Cammino. C’è una bellissima passeggiata a New York, lungo il fiume, puoi andare fino in cima a Manhattan e ritorno. Cammino cammino cammino, e alla fine sono così esausta che non riesco più a pensare a quello che mi angoscia.  [...]

(D Web intervista Susan Sarandon)


Il centro storico di Frosinone? Rinasce grazie a Facebook

24/01/2010

La rinascita del centro storico di Frosinone passa anche da Facebook. Il social network più in voga tra i giovani è lo strumento privilegiato per lanciare idee, scambiare opinioni, raccogliere consensi.
Ed è proprio grazie a Facebook che sta avendo risonanza, in questi giorni, l’iniziativa di tornare ad animare la parte alta della città così come avveniva in passato, quando il sabato sera il popolo dello “struscio” si riuniva tra Corso Della Repubblica e Viale Marconi, per la canonica passeggiata “in provincia”, come abitualmente si usava definire questa zona del capoluogo.
E proprio da questo modo di dire prende il nome l’iniziativa “il sabato in provincia”, che l’associazione Frosinone Cultura sta organizzando per il 6 febbraio, dalle 17 in poi, invitando tutti a tornare numerosi tra le stradine del centro storico e contribuire, così, alla sua rinascita; rinascita che da anni, ormai, è oggetto di accesi diverbi tra istituzioni e commercianti, che non hanno mai trovato un accordo sulle strategie da mettere in atto per scongiurare il declino definitivo di quello che, un tempo, era un luogo di ritrovo privilegiato per giovani e meno giovani.

(via Frosinone Cultura)


Chi governa in Serbia

22/09/2009

Oltre mare, ma sempre vicino casa nostra, i rigurgiti mai sopiti di omofobia dilagano: stavolta è il turno della Serbia, come riferisce puntualmente Jasmina Tesanovic, giornalista, videomaker e scrittrice, nel suo reportage, pubblicato da PeaceLink, dal titolo significativo Cancelled pride Parade, who Rules in Serbia.


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