Applicando n. 294, novembre 2010

04/11/2010

È uscito il numero di novembre di Applicando. In prova il Mac Pro 12-core: ai raggi X il nuovo top di gamma tra i desktop. E poi, un’nteprima di Office per Mac 2011 e delle sue numerose novità, prima fra tutte Outlook. Nella sezione Test: Parallels Desktop 6, Undercover 4.1. Focus: iTunes 10, ma senza lode.

Tutorial: estendere Safari 5, iPad per leggere o per scrivere? E nella sezione talking mac, parla Antongiulio Frulio, alla vigilia di importanti impegni internazionali, in un’intervista che è quasi una lezione di orchestrazione. Antongiulio, compositore e orchestratore tra i più apprezzati di qua e di là dell’oceano, nonché beta tester per importanti software house è, naturalmente, un Mac e iPhone user di razza…


Accadde di tutto, e non si può dimenticare

02/11/2010

Riporto qui di seguito la prefazione che Antonella Beccaria ha scritto per il volume Ci sono stati dei disordini. La tragedia di una donna al G8 di Genova, a giorni in uscita per i tipi di Arduino Sacco Editore:

Il G8 di Genova rimane una ferita aperta nel recente passato italiano. Da quel luglio 2001 sono passati quasi dieci anni: un tempo infinitesimale sulla linea del tempo, ma enorme per chi ricorda i fatti che sconvolsero una città riportando alla memoria (diretta o formatasi sui libri, dipende dall’età) gli scontri del giugno 1960 quando – a quindici anni dalla fine della lotta di Resistenza – venne dato il nulla osta al sesto convegno nazionale del Movimento Sociale Italiano.

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Jasmina scopre il nazionalismo

26/08/2010

Scrive Valeria Gandus su Il fatto Quotidiano:

[...] Jasmina è serba. Una serba atipica che non sa che cosa sia il nazionalismo se non per averlo subito: fiera oppositrice di Milosevic, durante l’ultimo conflitto dei Balcani, quello poi sfociato nella guerra del Kosovo, teneva un diario online (Normalità, il diario di un idiota politico, poi pubblicato in Italia da Fandango) attraverso il quale raccontava al mondo la vita quotidiana sotto le bombe della Nato e, insieme, denunciava la stupidità e la ferocia del regime che quella guerra aveva provocato. Una «serba traditrice» non solo per Milosevic ma per gran parte dei suoi connazionali che ancora oggi non le perdonano le denunce degli orrori (a cominciare dalla strage di Srebrenica) compiute in nome della grande madre Serbia, una nazione che ha perso tutte le guerre che ha combattuto, primato di cui Jasmina va particolarmente fiera.

E particolarmente contenta era Jasmina di essere ospite della Croazia, il Paese che una ventina d’anni fa si distaccò dalla Jugoslavia avviando quella secessione che avrebbe poi portato al disastro che tutti ricordiamo. I due popoli, un tempo uniti sotto la stessa bandiera e poi divisi da una guerra crudele e cruenta come e più di tutte le guerre, tornavano a parlarsi, a comunicare: non solo attraverso il ripristino della linea ferroviaria che in capo a qualche anno tornerà a collegare Serbia, Croazia e Slovenia fra loro e all’Europa, ma anche attraverso il libero scambio di idee e opinioni fra intellettuali di diverse nazionalità, fra le quali quella serba da lei rappresentata, e il pubblico croato.

Ma la contentezza è durata poco. Per quel pubblico Jasmina era e sempre resterà una nemica proprio in quanto serba. A ogni approdo, di isola in isola verso il sud, le cose andavano peggio: appena iniziava a parlare con il suo accento indiscutibilmente serbo, nonostante Jasmina parli quotidianamente in inglese con suo marito e in italiano con gli abitanti e gli amici di Torino, città nella quale vive da qualche anno, nonostante tutto ciò, appena apriva bocca arrivavano i brusii di disapprovazione, i fischi e anche peggio. Alla fine, i volonterosi e incolpevoli organizzatori della crociera letteraria sono arrivati a chiederle di parlare in italiano, lingua ben conosciuta in Croazia, per evitare il peggio. [...]

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L’autunno di Berlusconi?

27/07/2010

Scrive Alexander Stille nel suo blog, col consueto acume e considerando il berlusconismo in una, ahinoi, sconsolante prospettiva storica:

[...] Si potrebbe forse dire che e’, in qualche modo, finito il berlusconismo, o almeno un certo tipo di berlusconismo, cioe’ il berlusconismo come modello ideale capace di fare sognare la gente. Quando Berlusconi ha cominciato c’era nel suo elettorato un vero entusiasmo tra i suoi elettori, un convincimento (contro tutta l’evidenza  dei fatti, a mio avviso, ma non per questo meno genuino) che Berlusconi era l’uomo dei miracoli, capace di fare dell’Italia quello che ha fatto alla sua azienda e di fare degli italiani quello che ha fatto agli azionisti della Mediaset. C’era anche il convincimento che la ricchezza personale di Berlusconi fosse un fatto positivo: troppo ricco per farsi corrompere, piu’ pratico, piu’ in  gamba e piu’ a contatto con i bisogni della gente dei politici tradizionali. Credo che questo mito sia tramontato. Ormai gli scandali degli ultimi due anni hanno reso fin troppo evidente che Berlusconi s’interessa quasi esclusivemente degli interessi suoi a scapito del bene pubblico; che s’interessa poco dei problemi del paese; e che Berlusconi invece di porre fine alla corruzione e il clientelismo che hanno caratterizzato la Prima Repubblica li ha continuati e forse peggiorati.  Tutto cio’, non significa che questi elettori non voteranno piu’ per il centro-destra o per Berlusconi, ma lo faranno senza grandi illusioni e con stanchezza, per ragioni di tornaconto personale (almeno Berlusconi non mi manda la Guardia di Finanza) o per disaffezione verso la sinistra.


E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche, di Antonella Beccaria

20/05/2010

Esce oggi, per i tipi di Socialmente Editore, un libro da non perdere, E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche, di Antonella Beccaria, una delle voci più attive nel campo del giornalismo investigativo. La prefazione è firmata da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra le Vittime del 2 agosto 1980

Come di consueto per i testi prodotti da Antonella, il libro è rilasciato con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.

Un estratto dalla prefazione:

Questo libro dimostra che c’è un livello di impunità tutt’altro che marginale in questo Paese. Il caso Calvi, presentato all’inizio come un suicidio al quale in pochi hanno creduto, si è delineato per quello che in realtà era: un omicidio. Un omicidio per il quale, però, non ci sono colpevoli, allo stato attuale, ma solo degli imputati, già assolti in primo grado.

Era il 18 giugno 1982 quando il banchiere Roberto Calvi venne trovato impiccato sotto il ponte di Blackfriars, sul Tamigi. Sono passati quasi ventotto anni da allora, ma la sua morte e i processi che sul suo caso furono aperti tracciarono un’epoca intrisa di affarismo e giochi finanziari che videro incrociarsi il “salvatore” della lira Michela Sindona, lo IOR (la banca del Vaticano), la loggia massonica P2 e alcuni esponenti di spicco della banda della Magliana e della mafia (come Giuseppe Calò, Francesco Di Carlo e altri). Infine non è mancato il più volte inquisito Flavio Carboni.

Sono trascorsi ventotto anni in cui, oltre a dare un riscontro di verità a quella morte, l’Italia dovrebbe avere subito un riassetto in cui certe spericolate operazioni e il mondo che faceva capo alla cosiddetta prima Repubblica avrebbero dovuto essere un retaggio del passato. Un retaggio a cui si sarebbe potuto guardare dicendo che ormai siamo immuni da certe situazioni.

Ma osservando la situazione del nostro Paese rimaniamo sconcertati dal ricorrere di nomi e di fatti che sembrano ricordarci che quel passato non se n’è ancora andato. Anzi, ogni giorno si fa più incombente e più presente: non solo ci si para di fronte, ma rischia di travolgere completamente la nostra democrazia. [...]


La Corte d’Appello condanna, il Governo assolve

19/05/2010

Leggo su La Stampa di oggi che Il Governo avrebbe “assolto” i funzionari di polizia responsabili, secondo la Corte d’Appello di Genova, della «macelleria messicana» avvenuta la notte tra il 20 e il 21 giugno del 2001 nella scuola Diaz: «Hanno e continueranno ad avere la piena fiducia» del Viminale e dunque «rimarranno al loro posto».

Come a dire che le inaudite violenze furono perpetrate per iniziativa esclusiva degli agenti, che dunque avrebbero agito di loro iniziativa. Come direbbe Montalbano: “Crediamoci.”

D’altro canto, lo stesso Camilleri ha espresso tutto il suo disagio proprio proprio sulle pagine di un libro della celebre serie del commissario, Il Giro di boa.

Peccato solo che la reazione governativa non sia fiction, ma deprecabile realtà.

Resta l’amarezza per una vicenda che ricorda i giorni peggiori della dittatura cilena.


L’alba di una nuova era: il Pulitzer a una testata on line

13/04/2010

Svolta epocale: uno dei più prestigiosi riconoscimenti per la carta stampata – il Pulitzer Prize for Investigative Reporting – è stato assegnato per la prima volta a una testata online e non profit, ProPublica. Tema dell’inchiesta, ripresa poi dal magazine del New York Times: il lavoro dei medici di un ospedale di New Orleans, isolato dall’alluvione scatenata dall’uragano Katrina.

Il premio rappresenta, direi, la presa d’atto ufficiale di un altro modo di fare giornalismo, sancendo di fatto l’avvenuto passaggio dall’informazione tradizionale della carta stampata a quella, ubiquitaria e in tempo reale, veicolata dal Web e spesso addirittura svincolata da logiche commerciali.

Salutiamo l’alba di una nuova era. Niente sarà più come prima, nel mondo del giornalismo.


Bruce Sterling a Tempi Dispari (RaiNews24)

10/02/2010

Giovedì 11 febbraio, alle 21.30, lo scrittore e giornalista Bruce Sterling sarà ospite della trasmissione Tempi Dispari, condotta da Francesco Gatti, in onda su RaiNews24.

Vi ricordo inoltre che B.S. parteciperà il giorno seguente alla presentazione del libro Nefertiti di Jasmina Tesanovic, libro di cui lo scrittore ha scritto la prefazione.


E’ uscito MilanoNera mag di dicembre

19/12/2009

Ricco come sempre di contenuti, dalle recensioni alle interviste, MilanoNera mag, il magazine diretto dallo scrittore noir Paolo Roversi è disponibile gratuitamente nelle migliori librerie e on line a questo indirizzo.


A proposito di scrittura e traduzione…

16/12/2009

[...] Tradurre comporta sempre una grossa responsabilità, dal momento che non ci si può certo limitare a una traduzione pedissequa per puro ossequio alla lettera del testo, col risultato paradossale di svilire o peggio, come pure accade, travisare il pensiero dell’autore. Al contrario, è necessario un lavoro di adattamento, che pur cercando di mantenere la massima aderenza alla struttura e alla forma originarie, possa rendere il testo il più comprensibile e fruibile possibile.

(via GraphoMania – segue)


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