Il 26 giugno è stata la Giornata internazionale per le vittime della tortura proclamata dall’Onu. Dalle nostre parti ha un sapore un po’ esotico: quando se ne parla, anche in ambienti istituzionali, sembra si parli di concetti astratti. Certo, Guantanamo e Abu Grahib ci hanno dato qualche brivido, ma – come ebbe a dire un alto magistrato qualche anno fa – la tortura da noi non è prevista, e dunque è un problema che riguarda quei Paesi che la prescrivono.
Leggete allora questa testimonianza di abusi, raccolta da Stefano Anastasia e Fiorentina Barbieri (difensore civico per l’associazione Antigone)
La lettura del libro, che mette in evidenza il coraggio della giudice e di molti personaggi che costituiscono la storia di questo processo, è profondamente angosciante e solo la scrittura giornalistica e narrativa dell’autrice rende scorrevole. Può darsi che qualcuno sia più sensibile di altri, ma mi sono reso conto che la scelta pacifista, intesa non solo come posizione contro la guerra ma anche contro ogni nazionalismo, contro ogni fascismo, sia la sola che possa salvarci da quell’orrore.
I giornali hanno il dovere di informare perché i cittadini hanno il diritto di conoscere e di sapere. La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermata.
Il servizio d’immigrazione americana è convinto che il matrimonio tra Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic sia una sorta di finzione messa in atto in frode alla legge sull’immigrazione. La celebre, ma anche combattiva, coppia di artisti ha lanciato allora una campagna di sensibilizzazione nei riguardi della loro vicenda, che purtroppo non è un caso isolato.
È in atto non da oggi – dice l’ex garante della protezione dei dati personali – un gravissimo e pericoloso conflitto sul tema della legalità e il rispetto dei diritti. Queste invocazioni, questi tentativi di impedire che si dia esecuzione ad una sentenza passata in giudicato non vengono da soggetti che fanno appello a dei criteri morali. In tal senso figuriamoci se sono d’accordo sul contenuto e ancor meno sulle parole del cardinale Barragan.
Scrive Piero Sansonetti, a proposito della sentenza della prima sezione del Tribunale sulle violenza commesse alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001, che ha assolto i vertici della polizia e condannato alcuni agenti e due soli dirigenti:
Probabilmente è la sentenza peggiore, la più sfacciata, la più arrogantemente ingiusta, che mai sia stata pronunciata da un tribunale italiano della Repubblica. Non si era mai vista una cosa del genere. I vertici della polizia tutti assolti. Gli autori e gli architetti di una pagina tra le più brutte, infami, della storia della polizia italiana, da quando è caduto il fascismo, tutti dichiarati bravi ragazzi. C’è stata solo una condanna, quella contro Vincenzo Canterini che è stato condannato a 4 anni e 3 mesi perché contro la sua partecipazione diretta al pestaggio dei ragazzi della Diaz erano state raccolte troppe prove. Gli altri responsabili di quell’orrore che recentemente è stato definito da un dirigente della polizia come «macelleria messicana», sono stati dichiarati non colpevoli. [...]