Lo zombi rock di Michael Jackson & C.

19/11/2010

In questi giorni non si parla d’altro. Alludo ai numeri legati alle rockstar scomparse, al business dei cari estinti in giacca di pelle, jeans strappati e capelli al vento. A breve uscirà un romanzo che si occupa, tra l’altro, proprio di questo aspetto, l’avvilente sfruttamento commerciale di artisti del recente passato, da Elvis Presley a Michael Jackson, passando per John Lennon e Freddie Mercury.

Il libro in questione è Nessun Futuro, primo romanzo “post grunge” del 2012. Protagonisti: una vee-jay inquieta a caccia di scomode verità, un fotografo che ha inquadrato nel mirino della sua reflex troppe storie e volti per poterli dimenticare, ma soprattutto lui, il fantasma di Phil Summers. Una storia archetipica: la rockstar di successo che scompare nel nulla senza lasciare tracce di sè.


Il MEI in piazza contro i network radiofonici contro il boicottaggio della musica italiana

05/11/2010

Giordano Sangiorgi contro i network: “Misura ottusa, stanno facendo un danno enorme. Anche il Festival di Sanremo sia dalla nostra parte”

“Basta con il boicottaggio delle radio alla musica italiana. E’ una situazione insostenibile che sta danneggiando gravemente l’intero settore e che sta provocando gravissimi danni al made in italy musicale”. Giordano Sangiorgi, organizzatore del Mei – Meeting degli indipendenti, la più grande vetrina della nuova musica indipendente italiana, che si svolgerà dal 25 al 28 novembre a Faenza, lancia un grido d’allarme per porre fine al boicottaggio della musica italiana da parte dei principali network radiofonici.

“E’ un comportamento scandaloso che sta creando problemi enormi all’intero settore discografico – prosegue Sangiorgi – dati alla mano ci sono network che trasmettono dal 10 al 30% di musica italiana, una quota bassissima, che sta impedendo una normale promozione dei prodotti discografici del nostro Paese in un periodo cruciale per l’industria come quello che va da autunno a fine dicembre”.

Il boicottaggio va avanti ormai,  in modo sempre piu’ acuto, soprattutto dal dicembre 2008, da quando alcuni dei principali network hanno disdetto, in seguito ad una controversia economica,  l’accordo con il Consorzio Fonografici (Scf), che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei diritti connessi, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata. In tal modo non arrivano più diritti né ai produttori, né agli artisti, interpreti ed esecutori italiani. Leggi il seguito di questo post »


Gennaio 2011: Nessun Futuro

11/10/2010


È confermata per gennaio 2011 l’uscita del “romanzo grunge” Nessun Futuro, di cui potete già sbirciare la copertina, “rubata” dalla sezione Novità sul sito di Casini Editore… Presto altre info, con anticipazioni e… backstage su queste pagine: stay tuned!


La fine di un’epoca?

25/05/2010

L’ultimo, grande netwok “para legale” di condivisione di file musicali, LimeWire, sembra avere i giorni contati: le major del disco hanno portato in tribunale il suo fondatore, e l’esito appare scontato.


Addio a Ronnie James Dio

17/05/2010

È scomparso ieri, domenica, all’età di 67 anni. Dopo aver militato nei Rainbow, aveva rimpiazzato Ozzy Osbourne nei Black Sabbath nel 1979. Con lui scompare un pezzo importante del Metal.

(via N.Y.T. ArtsBeat)


L’esclusione di Morgan da Sanremo, o dell’ipocrisia perbenista

03/02/2010

E così Morgan è stato escluso dal Festival di Sanremo in seguito alle dichiarazioni da lui rilasciate nel corso di un’intervista a una nota rivista.

Grande, scontata, manifestazione di ipocrisia e perbenismo. Il tutto ricalca peraltro un copione già visto infinite volte: nei primi anni ’80, ad esempio, in occasione dell’arresto per droga di un certo cantautore di Zocca, tale Vasco Rossi. Una certa stampa – non la cosiddetta opinione pubblica, badate bene – azionò tutti le armi nel tentativo di fare letteralmente a pezzi il “trasgressivo” Vasco, primo tra tutti Nantas Salvalaggio, che già aveva il dente avvelenato col Vasco.

E prima ancora, i ripetuti arresti di personaggi come Mick Jagger & C., e i frequenti fermi in aeroporto per Sir Macca, John Lennon, Billy Idol. O, ai giorni nostri, di George Michael e Pete Doherty. Vero però che all’estero tanta pelosa riprovazione raramente viene manifestata.

A Morgan, uno dei pochi artisti italiani che stimo, la mia personale solidarietà per l’aggressione subita. E dell’esclusione da Sanremo francamente mi sembra possa anzi farne un motivo di vanto.


Il ritorno di Rodolfo Montuoro: Lola

14/01/2010

Rodolfo Montuoro propone al suo pubblico la seconda tranche dell’ambizioso progetto Nacht, iniziato alcuni mesi fa con la pubblicazione di “Orfeo”, e che giungerà a compimento nel corso del 2010, quando sarà pubblicato l’album nella sua interezza, vedendo così ricomposti i vari tasselli del complesso puzzle musicale orchestrato dal musicista.

Dopo i miti di Ulisse, Eros, Psiche, Euridice, Hannibal Lecter, Orfeo e il Minotauro del Labirinto, “Lola” arricchisce il personale assortimento di “mitografie” dell’artista.

leggi la recensione su Onda Rock


Michael Jackson: This is it

12/10/2009

Il primo singolo “postumo” di Michael Jackson: non male, nonostante tutto. Un classico lento strappalacrime, che anticipa l’album e il film omonimi, in uscita a breve.

more about “Michael Jackson: This is it“, posted with vodpod

Recuperiamo un’opera: “Maruzza” di Pietro Floridia

03/10/2009

di Carlo Santulli

Ci sono libri che sembrano introvabili, poi si cerca più a fondo, tra biblioteche o bancarelle dell’usato, oppure in siti Internet, come www.AbeBooks.it per esempio, e magari ne rimane una copia…Non crediate che solo libri antichissimi e forse illeggibili siano “quasi” spariti (provate a cercare un romanzo d’avventura italiano degli anni ’20, un libro di Renzo Chiosso o di Guido Milanesi o anche di autori per ragazzi notissimi all’epoca, come Salvator Gotta o Collodi Nipote, alias Paolo Lorenzini). Ripubblicare non conviene a nessuno, perché oggi si va per mode, i costi sono alti e così via: forse il print-on-demand può risolvere qualche problema di ristampe, ma quello che serve è la conoscenza, il ricordo, sapere che quel certo libro esiste, e varrebbe la pena di leggerlo, perché può comunicarci ancora qualcosa. Ed è brutto che non sia più facile reperire certi libri, perché, non so come dirlo, ma è come se il mondo si restringesse, in certo senso.

Nel caso dell’opera lirica, la situazione è molto più problematica, per i costi coinvolti. Non c’è una sorta di “print on demand” in questo caso, l’opera va rappresentata, o almeno eseguita in studio di registrazione. Certo, si possono incidere soltanto dei pezzi staccati, ma, come ogni appassionato sa, l’ascolto delle opere come se fossero una “collana di canzoni”, lascia sempre qualcosa di incerto, di insoddisfacente, non permette di cogliere quei nessi interni e quei riferimenti, musicali e letterari, che s’inseguono da una parte all’altra della composizione. Questo è vieppiù vero quando si parla di opera medio e tardo-ottocentesca, dove ogni parte diviene insostituibile e non è più possibile per un cantante riprendere un proprio “cavallo di battaglia” da un’altra opera, come per esempio cantare la scena sulla tomba di Giulietta dall’opera di Nicola Vaccaj incastonandola nei “Capuleti e Montecchi“ di Vincenzo Bellini.

Insomma, servono soldi, per un prodotto di “nicchia”, ma per fortuna gli appassionati non si arrendono: parlando di opere ottocentesche, negli ultimi anni sono per esempio tornate alla luce,  venendo finalmente rappresentate e registrate, “Ruy Blas” e “Giulietta e Romeo” di Filippo Marchetti, “Salvator Rosa” di Carlos Antonio Gomes, “Don Bucefalo” di Antonio Cagnoni… e alcune altre. Questo contribuisce alla nostra conoscenza di un periodo storico e musicale (oltre che deliziarci, in molti casi, perché erano successi dell’epoca, ed il cuore del pubblico è, in fondo, sempre lo stesso) ed allarga, come dicevo al principio, il nostro mondo, il che è sempre positivo.

Uno dei benemeriti artefici di questa rinascita è il maestro Silvano Frontalini, che vanta una lunga serie di incisioni di musica operistica dimenticata, specie in collaborazione con l’editore bolognese  Bongiovanni. Una delle più recenti incisioni di Frontalini è il “Chatterton” di Ruggero Leoncavallo, opera che l’autore di “Pagliacci” aveva scritto prima del suo maggior successo, lasciandola poi, più o meno, in un cassetto (la storia è più complicata di così, ma sto dando dei cenni): un’aria di “Chatterton” è piuttosto nota tra gli appassionati “Tu sola a me rimani o poesia”, ma per il resto mancava finora un’incisione completa su disco.

Andrea Franco, che conosco dai primi tempi di Progetto Babele, specie per un bel saggio sulla “Turandot”, ha recensito l’incisione di “Chatterton”, da persona sincera e di cuore, evidenziando pregi ed inevitabili piccole pecche (ricordiamo, prima incisione su budget modesto), ed è venuto a contatto col direttore (piccoli miracoli di Internet). Il maestro Frontalini ha rilanciato, per così dire: ora vorrebbe riportare alla luce un altro dramma di fine ottocento, “Maruzza” di Pietro Floridia, musicista siciliano, esattamente di Modica, rappresentata per la prima volta nel 1894, tra grandi elogi (alcuni recensori dell’epoca giungevano a preferirla alla celeberrima “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni…). Andrea (a proposito di cuore…) si è offerto entusiasticamente di aiutare: mi sembra una causa giusta e doverosa per la cultura musicale. Per maggiori informazioni, potete rivolgervi direttamente al blog di Andrea Franco (ottima scusa per farci un giro, se vi interessa l’opera lirica).


Woodstock, quarant’anni fa: intervista a Gino Castaldo

25/08/2009

L’intervista

(via Recensore.com)


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 309 other followers