In questi giorni sulle reti di Mamma (o matrigna, fate voi) Rai impazza uno spot che invita a rinnovare l’abbonamento al servizio radiotelevisivo.
E fin qui nulla di anomalo, a parte l’anomalia “congenita” dell’obbligo di pagare il canone. Ma questo è un altro discorso e temo di scatenare una “flame war” che potrebbe infuriare per giorni, se non mesi…
C’è un altro aspetto che stona, in quel pur gradevole filmato: l’essere molto – direi troppo – simile al celeberrimo e pluripremiato spot Think Different di Apple, la cui voce narrante nella versione italiana apparteneva al Premio Nobel Dario Fo.
Già dalle 23 di ieri sera lo store on line di Apple Italia era irraggiungibile. Il motivo? Il numero straordinario di accessi dei clienti interessati a usufruire degli sconti straordinari praticati dalla Casa di Cupertino per la giornata di oggi, il cosiddetto Black Friday. L’alternativa è recarsi presso un negozio Apple “fisico”: buona fortuna!
Come cantava tanti, ma tanti anni fa il grande Petrolini, “Ma cos’è questa crisi?”
Mentre l’Europa giustamente si preoccupa per la guerra in Libia – l’Italia in primis, vuoi per il suo passato coloniale, vuoi per la recente, imbarazzante “amicizia” del nostro Premier con il dittatore sotto scacco Gheddafi – la situazione in Giappone rimane grave. Dopo il terremoto e lo tsunami, la catastrofe nucleare di Fukushima ormai è una realtà.
Sulla scorta di quanto già avvenuto all’estero, anche da noi il mondo dell’arte si mobilita. L’iniziativa si deve alla scrittrice e blogger Lara Manni, che ha promosso una meritoria operazione, Autori per il Giappone: un blog che sta raccogliendo le opere di molti scrittori, professionisti (tra questi la regina del fantasy italiano, Licia Trosi) e non e di illustratori (un nome per tutti, Franco Brambilla, illustratore tra l’altro della collana s.f. Mondadori Urania)
Ci sono opere realizzate ad hoc – come ad esempio il breve racconto s.f. scritto dall’autore di questo blog - accanto a incipit di romanzi e testi di varia natura. Importante soprattutto è fare un’offerta a Save the Children, organizzazione attiva anche sul fronte degli aiuti al Giappone. Ogni donazione, di qualunque entità, sarà ben accetta.
Segnalo l’interessante e audace operazione di marketing e comunicazione viralemessa in atto da Fazi sul Web per promuovere un romanzo, Il Testamento di Salvatore Siciliano, di Salvatore Cobuzio.
Dal primo marzo, giorno d’avvio della campagna, ad oggi, 10 milioni di personehanno visto su Facebook e negli altri social network l’immagine e il testamento di Salvatore Siciliano. Il sito www.salvatoresiciliano.com ha avuto 30.000 visualizzazioni dopo le prime 4 ore dalla pubblicazione del testamento.
Nel suo romanzo d’esordio Salvatore Cobuzio descrive chi è veramente Salvatore Siciliano, rivelando anche il messaggio contenuto nel suo testamento. Sul suo personaggio mille supposizioni sono state fatte: Siciliano è un pentito di mafia, un politico di sinistra manovrato da Beppe Grillo o Travaglio. C’è stato anche chi pensato a una strategia di lancio di un film.
Sì, è vero, la famiglia di Mike Bongiorno ha autorizzato, non senza suscitare aspre polemiche, compresa la stizzita presa di posizione di Fiorello, partner storico di Bongiorno negli spot tv degli ultimi anni, la messa in onda degli spot già girati dall’anziano conduttore, ma fa comunque una certa impressione guardare questi filmati pubblicitari che sembrano letteralmente giungere dall’aldilà… Stephen King non avrebbe saputo fare di meglio.
Che la TV – e non solo quella generalista – sia uno zombi non è solo l’autore di questo blog a ripeterlo , ormai da molti anni, vedi ad esempio l’opinione di Nicholas Negroponte. Ora però il… decesso è stato ufficialmente certificato dalla crisi della raccolta pubblicitaria, vera e propria cartina di tornasole dell reale stato di salute (!) della televisione.
Autunno nero per la pubblicità. Vanno in rosso i giornali, va in rosso la tv. E per le tv di Berlusconi, si sussurra, è profondo rosso. Conti alla mano: la Rai – se la crisi di spot perdura – secondo i calcoli della Sipra, la sua concessionaria, perderà almeno 40 milioni di euro.
Mediaset, che ormai vende spot a prezzi stracciati e ha anche problemi d’ascolto, rischia di rimetterci almeno il doppio di questa cifra. E così quella frase buttata là da Berlusconi venerdì scorso alla cena con gli industriali («Mi domando come facciate a dare pubblicità alla Rai, che trasmette programmi da cui si diffondono panico e sfiducia»), e mai smentita, non sembra tanto l’appello del politico contro la tv pubblica che non sta “in riga”, ma il disperato tentativo da imbonitore di rosicchiare qualche spot in più alla concorrenza.
Che la Rai se la passi male, in quanto a spot, lo ha detto persino il suo direttore generale, Claudio Cappon: «La raccolta pubblicitaria per gli ultimi mesi dell’anno ha subito una contrazione improvvisa, a doppia cifra».
La relazione dell’amministratore delegato Sipra, Maurizio Braccialarghe, parla chiaro: nell’ultimo trimestre la Rai ha subìto un vero e proprio tracollo pubblicitario rispetto al periodo luglio-settembre dello scorso anno, e le prospettive sono pessime.
L’Upa (associazione dei pubblicitari) stima un calo reale del 2,5% degli investimenti pubblicitari in televisione. E potrebbe persino rivelarsi una stima ottimistica, perché ancora non c’è nessuna avvisaglia di investimenti per il periodo natalizio.
Paradossi dal mondo della televisione: Le Iene, scatenati fustigatori di costumi sul piccolo schermo, sono divenuti testimonial di una nota casa automobilistica.