… La firma su Scriptorium, col consueto acume critico, Carlo Santulli, dopo essersi cimentato nella lettura di Napoli Ferrovia di Ermanno Rea.
Guarda il video dell’intervista a Ermanno Rea da Scrittori per un anno (Rai)
… La firma su Scriptorium, col consueto acume critico, Carlo Santulli, dopo essersi cimentato nella lettura di Napoli Ferrovia di Ermanno Rea.
Guarda il video dell’intervista a Ermanno Rea da Scrittori per un anno (Rai)
Senza voler scendere in politica, ma parlandone, noi abbiamo un governo che basa la propria sopravvivenza in vita, logicamente, su un certo consenso degli elettori (siamo in democrazia…): una delle categorie più frequentemente usate dal presidente del Consiglio per dimostrare la vitalità della sua compagine e direi quasi la necessità della propria permanenza al potere è quella dell’ottimismo. Quest’utilizzo “politico” dell’ottimismo, che è in fondo un elemento personale del carattere di ognuno di noi (e dipende anche un po’ dall’ambiente in cui si cresce e dalle proprie vicende personali), non è nuovo: già Bettino Craxi negli anni ’80 si richiamava al cosiddetto “ottimismo della volontà”. Però è sintomatico che lo si faccia ancora, e che in fondo l’ottimismo riscuota successo, almeno elettorale.
È chiaro che l’ottimismo è una forzatura (ma anche il pessimismo lo è), perché il mondo ha una propria fisionomia, nel bene o nel male, che non è in bianco e nero, ma invece un’indefinita sfumatura e fusione di colori tutti diversi tra loro (un informatico parlerebbe di un mondo RGB…). È lo sguardo proiettato sulla realtà a non essere mai obiettivo, sicché le tinte vengono distorte, modificate e così via. Applichiamo dei filtri, in parole povere.
Venendo all’oggetto di quel che voglio dire, negli ultimi due decenni circa in Italia, un paese che ha avuto sempre una notevole tradizione di graffiti (dai tempi degli antichi Romani, ma chissà, forse anche prima) è arrivata, naturalmente dall’America, la moda del writing, in pratica l’idea di dipingere muri (che per concetto sono brutti, altra cosa sulla quale ci sarebbe parecchio da discutere: conosco pareti che sono sommesse opere di poesia) o mezzi di trasporto (il che incide su una per conto mio tragica realtà italiana, in cui l’unico mezzo di trasporto amato è spesso la propria auto, col risultato che figuriamoci se si può essere attenti al decoro di qualcosa che è, come da nome originario, “omnibus”, cioè per tutti). La quantità di pittura sparsa sul muro o altrove può essere diversa, si passa da semplici “tag” a dipinti anche complessi e di qualche pretesa, la qualità è logicamente anch’essa molto variabile.
Il 06 Giugno 2009, alle ore 17:00
presso il Teatro Del Giullare
Via Michele Vernieri, 2
Salerno
Presentazione del libro
GHIGO E GLI ALTRI
di Carlo Santulli
Lettura di brani tratti dall’opera, con l´attore della Compagnia del Giullare, Andrea Bloise.
Sarà presente l´autore.
Introdurrà il libro Valeria Francese
Carlo Santulli, scrittore, critico, professore associato a contratto presso la facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma e collaboratore storico della rivista letteraria Progetto Babele, ha dato alle stampe la sua prima raccolta, Ghigo e gli altri, che contiene nove racconti e un romanzo breve. Le storie sono colorate da un accento realistico, ma solo se per realista non intendiamo dire mimetico, referenziale, atto di corrispondenza univoca fra le parole e le cose.
Altre info sul libro.
Per informazioni: Carlo Santulli.

Il 22 maggio 2009,
a Venezia
dalle 17:00 alle 19:00
presso la Galleria A+A www.aplusa.it
del Centro espositivo Sloveno
Progetto Babele
a Venezia
Saranno presenti:
Cinzia Sgambaro (traduttrice e scrittrice),
Carlo Santulli (scrittore) e
Marco R. Capelli (fondatore di Progetto Babele).
Verranno presentati:
Ghigo e gli altri di Carlo Santulli (Edizioni Simple)
Per colpa del Dottor Moreau di Fernando Sorrentino
Da D´Annunzio a Pirandello di Mario Puccini,
storia di un libro ritrovato, a cura di M.R.Capelli e C.Santulli
Ospiti:
Emiliano Grisostolo, scrittore friulano,
che presenterà il suo ultimo romanzo:
Il castello incantato (Editrice Zona 2008)
Accompagnamento musicale
a cura di Fabrizio Milone e Luisa Lo Prieno
Letture di Lorena Zivelonghi e Elvira Naccari
La Galleria A+A è una sede espositiva no-profit, un centro espositivo per la promozione dell’arte slovena contemporanea ed internazionale, finanziata dal Ministero della Cultura sloveno. La prima sede della Galleria è stata Madrid, quando aprì i battenti dieci anni fa, in uno spazio abilmente restaurato dall’architetto Boris Podrecca. Dopo un lustro di frenetica attività, coordinata da Lidija Sircelj, la galleria si è trasferita a Venezia dove oltre ad ospitare mostre temporanee è anche la sede del padiglione sloveno alle varie Biennali.
La galleria è attualmente diretta da Aurora Fonda. Nell’ambito del programma espositivo si cerca di instaurare una rete di contatti con istituzioni cittadine e straniere allo scopo di organizzare tavole rotonde, performance, video proiezioni che offrano una panoramica delle espressioni artistiche di oggi, diventando un punto di incontro e di scambio fondamentale per la conoscenza del presente.
COME ARRIVARE
CONTATTI: Centro Espositivo Sloveno San Marco 3073 – Venezia 30124
Tel/Fax ++39 041 2770466
Venerdì 10 aprile alle ore 19
presso la libreria Rinascita Ostiense di Roma,
Via Prospero Alpino 48
Presentazione del libro GHIGO E GLI ALTRI di Carlo Santulli.
CARLO SANTULLI scrittore, critico, professore associato a contratto presso la facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma e collaboratore storico della rivista letteraria PROGETTO BABELE, ha dato alle stampe la sua prima raccolta, Ghigo e gli altri, che contiene nove racconti e un romanzo breve. Le storie sono colorate da un accento realistico, ma solo se per realista non intendiamo dire mimetico, referenziale, atto di corrispondenza univoca fra le parole e le cose.
Altre info sul libro: http://www.progettobabele.it/ghigo/libro.php
Booktrailer di Ghigo e gli altri, primo libro di Carlo Santulli: Carlo è il Deus ex Machina di Progetto Babele, oltre che ottimo scrittore e docente universitario.
Il libro verrà presentato venerdì 10 aprile a Roma, alla Libreria Rinascita Ostiense.
Come diceva Nanni Moretti in una celebre battuta di “Palombella rossa”, “le parole sono importanti”. Ecco, penso proprio di sì, le parole sono importanti, in quanto si caricano di significati “altri”, riflettendo la nostra visione della vita, le nostre ansie e così via.
Ci pensavo qualche tempo fa, vedendo in giro per Roma (ce ne saranno anche altrove, ma lì mi trovavo e lì li ho visti, con ossessiva ripetitività) dei manifesti del PD, dove c’era un uomo con la scadenza stampata sulla fronte (e fin qui tutto bene, perché una scadenza purtroppo ce l’abbiamo tutti, anche se forse non con tanta evidenza). Quello che ho trovato offensivo, è però il testo “Il lavoro nobilita, il precariato no”.
Confesso: lavoro a contratto da tanti e tanti anni, e non mi lamento, perchè potrebbe andarmi molto, ma molto peggio (per esempio essere disoccupato, o letteralmente sulla strada): inoltre ho le mie soddisfazioni (capisco che questo sembri curioso a chi ha scritto il brillante manifesto, ma è così). Ora scopro che non sono nobile, come tanti “precari” (una parola, diciamocelo, odiosa, partorita da qualche genio del sindacato negli anni ’70).
Senza negare che chi lavora col posto fisso sia nobile, mi permetterei solo di far osservare che chi è “precario” innanzitutto lavora, quanto e a volte più degli altri, poi vive nell’incertezza del rinnovo del contratto, oppure deve trovare un altro lavoro dove riprendere il discorso, deve sentirsi dire dalle aziende che è fuori mercato (specie se ha passato i quaranta); non parliamo poi del discorso contributivo, ecc. ecc.
Non voglio fare “la lagna”, perché non è nel mio stile, però tutte le cose di cui sopra sono, secondo me, nobili, o meglio è molto nobile fare tutto questo e non farsi prendere dallo scoramento e dall’avvilimento, con buona pace del manifesto del morente partito dell’ex-opposizione. Insomma, contribuire a mandare avanti il paese, talora protestando, ma anche lavorando silenziosamente il più delle volte.
Lo so, lo so, che il messaggio che il manifesto voleva dare era positivo, il PD ci vuole tutti stabilizzati, conosco questa storia: ma non sarà domani, questo è certo. E intanto che aspettiamo e lottiamo (nobilmente, se permettete) per favore, rispettateci davvero. E cominciate a non chiamarci più precari, che dentro molti di noi hanno un coraggio di andare avanti, che tanto labile e precario non è. Tant’è vero che dura da anni ed anni, e non accenna a finire.
Vi segnalo questa interessante recensione di Zapatero, un socialismo gentile, biografia del presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero. Il recensore, Carlo Santulli, sfrutta a fondo l’occasione per tracciare anche un attento bilancio politico, senza limitarsi alla reltà spagnola, visto il seguito di cui gode il leader spagnolo anche nel nostro Paese.

Daniel Pennac
Ai numerosi estimatori di Daniel Pennac, autore di Diario di scuola, segnalo la recensione di Carlo Santulli, interessante per almeno un paio di buoni motivi: primo, perché è scritta col consueto acume dal Capo Recensore di Progetto Babele (Carlo, appunto), e, secondo, perché il si dà il caso che il recensore sia anche docente universitario, e quindi particolarmente indicato per dire la sua sull’argomento affrontato dallo scrittore francese. Insomma, datemi retta: leggetela!