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USA: Crollo di un’economia/6

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Secondo molti analisti, General Motors è ormai da considerarsi DOA (Dead on Arrival). Nè basterà il colossale aiuto promesso dal neopresidente Obama a risollevarne le sorti, pare.

Un esito tragico, ma non inatteso, dell’attuale stato di crisi, o l’inizio del tracollo finale? Come anticipato da molti romanzi di s.f., il sistema capitalistico americano ha davvero i giorni contati?

USA: Crollo di un’economia/4

Usa, i prezzi delle case crollano del 17%

Diminuzione record nelle 10 principali aree metropolitane. A Miami e Las Vegas -28%

WASHINGTON – Crollano i prezzi delle case negli Stati Uniti. Nel mese di maggio l’indice Standard & Poor’s/Case-Schiller (uno dei principali indicatori del settore immobiliare americano) ha fatto segnare una diminuzione record del 16,9%, rispetto allo scorso anno, secondo i dati misurati in 10 delle principali aree metropolitane statunitensi. Si tratta del maggior declino da quando l’indice è stato introdotto 21 anni fa.

(segue sul Corriere della Sera)

U.S.A.: crollo di un’economia/3

L’ onda lunga dei mutui subprime ha portato al fallimento di altre due banche negli Stati Uniti: la First National Bank nello stato del Nevada e la First Heritage Bank in California: con una manovra repentina delle autorità federali, sono passate venerdì sera sotto il controllo pubblico e subito cedute alla Mutual of Omaha Bank, un istituto controllato dall’ omonima società di assicurazioni e servizi finanziari.

Dall’inizio dell’ anno ci sono stati in tutto sette fallimenti bancari negli Usa. E anche se gli ultimi due non sono della stessa dimensione della IndyMac – la cassa di risparmio crollata due settimane fa, che aveva assets per 32 miliardi di dollari e depositi per 19 – si tratta comunque della conferma di un trend pericoloso.

(segue su Repubblica)

La crisi del sistema economico americano

Il presidente russo Dmitri Medvedev al Forum economico di San Pietroburgo ha duramente criticato la politica economica USA, affermando tra l’altro che:

“Il ruolo formale degli USA nel sistema economico mondiale non corrisponde alle loro reali possibilità, e questo è una delle cause della crisi globale corrente. Per quanto sia grande il mercato americano e per quando sia sicuro il sistema finanziario, non sono in grado di sostituire i mercati finanziari e commerciali globali.”

La prospettiva di Medvedev potrà anche essere russo-centrica e più o meno scopertamente anti-occidentale, ma temo ci sia del vero in quanto dice.

Il rischio di un nuovo 1929 potrebbe non essere così remoto.

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