20/07/2010

Bob Herbert sul N.Y.T. si mostra molto critico sulla dilagante tendenza al multitasking umano e sulla “iper connettività”.
Non potrei essere più d’accordo.
We need to reduce the speed limits of our lives. We need to savor the trip. Leave the cellphone at home every once in awhile. Try kissing more and tweeting less. And stop talking so much.
Listen.
Other people have something to say, too. And when they don’t, that glorious silence that you hear will have more to say to you than you ever imagined. That is when you will begin to hear your song. That’s when your best thoughts take hold, and you become really you.
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Pubblicato da luigi milani
17/06/2009
MySpace ha annunciato tagli alla forza lavoro del 30%, e sia Facebook che Twitter, benchè realtà di successo quanto a numero di utenti, sono tuttora alla ricerca di reali ritorni economici.
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Pubblicato da luigi milani
04/05/2009
…. E non è uno sconosciuto qualunque, ma un nome storico della scena digitale italiana, il buon Vittorio Zambardino (alzi la mano chi lo ricorda fin dai tempi di Agorà Telematica e MCLink…). Cosa è accaduto – non solo a lui, è in buona (?) compagnia, purtroppo – lo rivela egli stesso in un post nel suo frequentatissimo blog.
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Pubblicato da luigi milani
20/02/2009
Massimo D’Alema, intervistato oggi da Repubblica:
[...] Per troppi mesi siamo rimasti sospesi nell’incertezza del “partito leggero”: non abbiamo capito se doveva essere un partito di iscritti, di sezioni, di gazebo. Il risultato è un ircocervo, che oggi nessuno sa ben definire. La mia vecchia sezione Ds contava 427 iscritti, era un centro vivace, pieno di iniziative. Quando abbiamo fatto il Pd, e abbiamo dato vita alla cosiddetta “elezione per adesione”, sono venute a votare 687 persone. Da allora, più nulla. Il tesseramento è iniziato con grande ritardo. Oggi la sezione ha 120 iscritti, e non ha più neanche una sede. Casi analoghi sono avvenuti in tante parti del Paese. Oggi il Pd ha grosso modo la metà degli iscritti che avevano i Ds. …Un grande partito, se vuole essere riformista e di massa, deve avere regole, strutture. Bisogna che la gente lo trovi, nel suo quartiere, nella sua città. Certo, lo deve trovare anche su Internet, su Facebook, o nelle piazze quando c’è una manifestazione. Ma questo non basta, non può bastare.
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Pubblicato da luigi milani
16/02/2009
Facebook mostra il suo vero volto:
Il popolarissimo network cambia alcune righe fondamentali dei suoi termini di servizio. Da poco infatti, tutti i contenuti uploadati dagli utenti rimangono di proprietà di Facebook, anche se ci si disiscrive al servizio. Una mossa che apre scenari e accende inevitabili polemiche
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Pubblicato da luigi milani
02/02/2009
L’articolo è un po’ datato, ma non – ahinoi – il suo inquietante contenuto (meritoriamente segnalato da Bernardo Parrella nel suo net critique):
Tom Hodgkinson, With friends like these… (UK Guardian, 01/14)
Facebook has 59 million users – and 2 million new ones join each week. But you won’t catch Tom Hodgkinson volunteering his personal information – not now that he knows the politics of the people behind the social networking site
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Pubblicato da luigi milani
20/12/2008

Walter Veltroni ha dato un ultimatum, che suona però un po’ fuori tempo massimo, oltre che vago e indeterminato: “O innovazione, o morte”.
A prescindere dalla constatazione sotto gli occhi di tutti dello stato comatoso, se non proprio della morte, nel quale versa già da un pezzo per il Pd, c’è da chiedersi cosa intenda il buon W.V. per “innovazione”, a meno che non intenda proseguire sulla strada del lodevole, ma in fondo velleitario, social networking dell’immancabile Facebook…
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Pubblicato da luigi milani