Kiss more, tweet less

20/07/2010

Bob Herbert sul N.Y.T. si mostra molto critico sulla dilagante tendenza al multitasking umano e sulla “iper connettività”.
Non potrei essere più d’accordo.

We need to reduce the speed limits of our lives. We need to savor the trip. Leave the cellphone at home every once in awhile. Try kissing more and tweeting less. And stop talking so much.

Listen.

Other people have something to say, too. And when they don’t, that glorious silence that you hear will have more to say to you than you ever imagined. That is when you will begin to hear your song. That’s when your best thoughts take hold, and you become really you.


I blog? Zombi digitali

11/09/2009

Il dibattito è aperto, e sono almeno un paio d’anni che se ne parla. Di cosa? Della morte dei blog, o meglio dell’idea tradizionale di blog.

I meno giovani ricorderanno, prima ancora del glorioso avvento del World Wide Web, la diffusione dei B.B.S. (Bulletin Board Systems), presto soppiantati dalla proliferazione dei Forum sul Web e, più in generale, da forme di comunicazione più rapide.

Abbiamo assistito al fenomeno della proliferazione dei siti Web personali, oggi appannaggio quasi esclusivo di aziende o personaggi pubblici. Cosa sia accaduto è sotto gli occhi di tutti: sono stati travolti dal fenomeno blog, che, a partire dai primi anni 2000, ha preso piede anche in Italia.

In seguito hanno fatto la loro comparsa i cosiddetti Social Network: dapprima MySpace e poi l’onnipresente e sempre più dilagante FaceBook, che ha sussunto in sè caratteristiche in fondo antiche, quali la chat, l’email, la possibilità di creare pagine personali con features più innovative e interattive,  in grado di creare aggregazione tra singoli individui e gruppi.Per non parlare dell’eterno “cinguettio”, specie nei paesi anglosassoni, di Twitter.

Moda? Tendenze destinata a mutare, evolvere ed eventualmente morire, almeno finchè non si sarà capito come sfruttare commercialmente il flusso planetario di dati personali in costante viaggio sulla Rete?
Forse.

Ciò che mi premeva evidenziare in questa mia breve riflessione è la sensazione che i blog – e per amor di paradosso pubblico queste righe proprio su un blog, peraltro ancora in buona salute – siano ormai agli ultimi fuochi.


Social network: l’inizio della fine?

17/06/2009

MySpace ha annunciato tagli alla forza lavoro del 30%, e sia Facebook che Twitter, benchè realtà di successo quanto a numero di utenti, sono tuttora alla ricerca di reali ritorni economici.


… E intanto c’è chi denuncia Facebook

04/05/2009

…. E non è uno sconosciuto qualunque, ma un nome storico della scena digitale italiana, il buon Vittorio Zambardino (alzi la mano chi lo ricorda fin dai tempi di Agorà Telematica e MCLink…). Cosa è accaduto – non solo a lui, è in buona (?) compagnia, purtroppo – lo rivela egli stesso in un post nel suo frequentatissimo blog.


D’Alema: Facebook non basta

20/02/2009

Massimo D’Alema, intervistato oggi da Repubblica:

[...] Per troppi mesi siamo rimasti sospesi nell’incertezza del “partito leggero”: non abbiamo capito se doveva essere un partito di iscritti, di sezioni, di gazebo. Il risultato è un ircocervo, che oggi nessuno sa ben definire. La mia vecchia sezione Ds contava 427 iscritti, era un centro vivace, pieno di iniziative. Quando abbiamo fatto il Pd, e abbiamo dato vita alla cosiddetta “elezione per adesione”, sono venute a votare 687 persone. Da allora, più nulla. Il tesseramento è iniziato con grande ritardo. Oggi la sezione ha 120 iscritti, e non ha più neanche una sede. Casi analoghi sono avvenuti in tante parti del Paese. Oggi il Pd ha grosso modo la metà degli iscritti che avevano i Ds. …Un grande partito, se vuole essere riformista e di massa, deve avere regole, strutture. Bisogna che la gente lo trovi, nel suo quartiere, nella sua città. Certo, lo deve trovare anche su Internet, su Facebook, o nelle piazze quando c’è una manifestazione. Ma questo non basta, non può bastare.


Facebook: i tuoi contenuti sono miei

16/02/2009

Facebook mostra il suo vero volto:

Il popolarissimo network cambia alcune righe fondamentali dei suoi termini di servizio. Da poco infatti, tutti i contenuti uploadati dagli utenti rimangono di proprietà di Facebook, anche se ci si disiscrive al servizio. Una mossa che apre scenari e accende inevitabili polemiche
(segue su Kataweb)

Il lato oscuro di Facebook

02/02/2009

L’articolo è un po’ datato, ma non – ahinoi – il suo inquietante contenuto (meritoriamente segnalato da Bernardo Parrella nel suo net critique):

Tom Hodgkinson, With friends like these… (UK Guardian, 01/14)

Facebook has 59 million users – and 2 million new ones join each week. But you won’t catch Tom Hodgkinson volunteering his personal information – not now that he knows the politics of the people behind the social networking site


O innovazione, o morte

20/12/2008

veltroni-1

Walter Veltroni ha dato un ultimatum, che suona però un po’ fuori tempo massimo, oltre che vago e indeterminato: “O innovazione, o morte”.

A prescindere dalla constatazione sotto gli occhi di tutti dello stato comatoso, se non proprio della morte, nel quale versa già da un pezzo per il Pd, c’è da chiedersi cosa intenda il buon W.V. per “innovazione”, a meno che non intenda proseguire sulla strada del lodevole, ma in fondo velleitario, social networking dell’immancabile Facebook…


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 309 other followers