La mannaia del Governo si abbatte sull’editoria

02/04/2010

Sospese da oggi tutte le agevolazioni per gli abbonamenti postali a libri, quotidiani e periodici. È quanto prevede un decreto dello Sviluppo economico (!), pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, che individua nel 31 marzo 2010 l’ultimo giorno di applicazione degli sconti tariffari previsti per la spedizione dei prodotti editoriali. Una decisione che purtroppo era nell’aria da tempo, ma che, se attuata, potrebbe provocare la scomparsa di molti piccoli editori.

Le associazioni di categoria si stanno ovviamente mobilitando. Speriamo che la situazione muti, o saranno davvero tempi duri per larga parte dell’editoria italiana. E i primi a farne le spese saranno ovviamente gli già scarsi acquirenti di libri, che dovranno farsi carico delle aumentate spese di spedizione.

(Via Sole 24 Ore)


Il futuro dell’informazione on line è a pagamento?

04/03/2009

rocky-mountain-news

In tutto il mondo le principali testate giornalistiche accusano gravi emorragie di lettori e bilanci in profondo rosso. La bancarotta, per molti giornali è dietro l’angolo.
I motivi sono molteplici: lo strapotere del Web, il bombardamento delle news televisive, la crescente disaffezione del pubblico verso l’informazione stampata, la recessione planetaria.

L’ultima vittima in ordine di tempo, The Rocky Mountain News (Colorado), storico quotidiano  americano fondato nel 1859, ha cessato le pubblicazioni alla fine di febbraio. Il giornale aveva accumulato, solo nel corso dell’ultimo anno, perdite colossali, e, in mancanza di acquirenti, è stato chiuso dalla proprietà.

Lo stesso New York Times ha ipotecato la prestigiosa sede newyorchese, progettata da Renzo Piano, di recente inaugurata, per far fronte a una situazione economica pesantissima.

E allora, ci informa Vittorio Zambardino su Affari & Finanza (Repubblica):

La scommessa del web è far pagare le notizie: È l’economia di guerra dei giornali: non far più conto sulla sola pubblicità, tornare a farsi pagare non più solo per quello che esce su carta, ma per tutto ciò che appare sul web o viaggia fino a un telefono smart o un lettore ereader. Trasformare il lettore in cliente. Non si discute di altro nei giornali: l’epicentro è negli Usa, dove la crisi dell’editoria è la più drammatica di tutte. Inutile però nasconderlo: il buzz, le voci insistenti, i memo, le pressioni si moltiplicano dovunque vi sia una crisi, cioè ovunque nel mondo.

Ho la netta sensazione, anche a non voler indossare le lugubri vesti della solita Cassandra, che il rimedio ipotizzato sia di gran lunga peggiore del male…


La crisi di Liberazione

26/09/2008

Il giornale, la cui crisi appare davvero grave in seguito ai paventati tagli governativi, ha aperto un blog “di lotta”.


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