Obama secondo Zoro

30/01/2009

Non siamo personaggi in cerca d’autore

17/11/2008

Scrive Nichi Vendola su Liberazione:

Sarebbe bello poter compiere il nostro cammino dentro gli snodi delle odierne contraddizioni, facendo vivere un confronto aperto e coraggioso, una ricerca collettiva. [...]
Rischiamo non solo di separarci tra noi, ma tutti noi, comunque collocati, rischiamo di separarci dal mondo, rischiamo di vivere lo spazio asfittico delle fissità politico-ideologiche, senza più intendere il rumore e il senso di quel cambiamento che torna a scaldare i motori. Rischiamo di essere travolti persino dall’onda anomala che aspettavamo: dalle viscere della crisi della globalizzazione, dai luoghi frammentati e minacciati della formazione e della produzione, dalle crepe nella gerarchia dei poteri e dei valori, sgorgano rivolte nuove, protagonisti territoriali o tematici, linguaggi critici che sono quella “domanda sociale” di una sinistra che invece fatica a incarnarsi, che cerca di reclutare piuttosto che di capire e interloquire. Di questa sinistra che appare muta, muta perché priva di parole, orfana di vocabolario, capace solo di citarsi addosso. Non siamo personaggi in cerca d’autore: anzi, gli autori abbondano. Semplicemente non abbiamo più un teatro, il teatro. A meno che non si pensi che, con un po’ di restauri, copione e proscenio si rimettono a posto e siamo pronti per recitare una qualche rivoluzione. Il teatro del Novecento è stato raso al suolo.

(segue)


Berlusconi: Di Pietro, uomo malvagio

27/10/2008

“Spero di no”. Il premier Silvio Berlusconi risponde cosi’ quando gli viene chiesto di commentare il fatto che sembra ci sia un riavvicinamento tra il Pd e l’Italia dei Valori. Berlusconi ritiene sbagliato recuperare un rapporto “con un uomo malvagio come Di Pietro che ha messo in galera 15 cittadini che poi non sono stati rinviati a giudizio”. “Rimettersi in alleanza con un uomo che sbraita in modo cosi’ forsennato, va a disdoro di chiunque lo facesse”.

(via Adnkronos)


Cacciari: Ilcorteo del 25? Errore strategico

22/10/2008

Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, critica aspramente la politica del Pd al Nord, dove a suo dire la formazione politica sarebbe di fatto inesistente.

Contesta però anche l’imminente manifestazione di piazza, lamentando anche lo scarso dialogo con Walter Veltroni.

In questa intervista.


Nasce YouDem, la Social TV del Pd

11/10/2008

(((Temo che lo scollamento del Pd dal mondo reale sia ormai irreversibile… )))

Nasce YouDem

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79844

[...] Il 14 ottobre 2007 quattro milioni di italiani esprimevano la loro voglia di partecipare andando a votare alle primarie. Ora, per festeggiare questo anniversario di democrazia, il Pd se n’è inventata un’altra: è YouDem, la tv “dal basso” del Partito democratico. Le trasmissioni – in onda sul canale 813 di Sky oppure via Internet – cominciano martedì alle 9.30 con la rassegna stampa di Michele Serra, seguita da un programma sull’ambiente condotto da Mario Tozzi.
Alle 11 ogni giorno Gianni Riotta in “.Dem” intervisterà dirigenti del Pd. Il primo giorno si comincia con Veltroni. Il palinsesto di martedì continuerà poi con alcuni documenti e rubriche riguardanti l’economia e la politica estera, quest’ultima a cura di Filippo Sensi, e con alcuni filmati di ragazzi italiani, conosciuti da Veltroni a Denver, che a proprie spese stanno seguendo la campagna elettorale di Obama. Il pomeriggio, rubriche con vari ospiti tra cui, ad esempio, lo scrittore Andrea Camilleri, l’economista Tito Boeri, la direttrice de l’Unità Concita De Gregorio, lo scrittore Sandro Veronesi. [...]


Cacciari vs. Veltroni

07/10/2008

Massimo Cacciari critica la sortita di Walter Veltroni contro Berlusconi, definito “un’anomalia del sistema democratico”:

“Ormai… più fisiologico di Silvio Berlusconi chi c’è? (ride). È vent’anni che è lì! Dire che è un’anomalia diventa ridicolo (ride). I suoi avversari dovrebbero dire che è una malattia cronica e inguaribile (ride), non un’anomalia (ride). Ma come si fa a dire che è un’anomalia una persona che da vent’anni per la terza volta è tornato a fare il presidente del Consiglio? Si può dire che è anomala l’Italia a questo punto, no Berlusconi (ride). Più normale di così! E’ dal 1994 che è in politica. Dire che è un’anomalia è una cattiva battuta, è una cosa che fa ridere. Che fa sorridere. Anomalia a casa mia vuol dire un’eccezione e come si fa a dirlo di uno che per la terza volta è tornato alla guida del governo?”.

E allora perché Veltroni ha usato queste parole? “E che ne so io! Bisogna chiederlo a lui…”.

(via Affaritaliani.it)


Gli USA sono in crisi, la recessione avanza, e anche il PD non si sente troppo bene

06/10/2008

Dice Sofri JR su W.V.:

Il PD oggi è molto in difficoltà: chiedete in giro. Peggio: ha un’immagine di partito allo sbando: cito mi pare lo stesso Walter Veltroni quando disse dell’agonizzante governo Prodi, “si avverte una sensazione di sfarinamento”. E guardate, so distinguere le fesserie dei giornali da quello che pensa la gente: ma so anche che le fesserie dei giornali orientano molto di quello che pensa la gente, e so che le fesserie dei giornali non possono diventare un alibi. Se chiedete in giro alle persone normali cosa pensano stia facendo il PD, vi risponderanno che Veltroni e D’Alema si fanno la guerra. E non posso credere davvero che uomini intelligenti reputino che la soluzione a questo tipo di comunicazione sia semplicemente rispondere “no, non è vero”.

Ma io non mi so spiegare Walter Veltroni, e quindi immagino che qualcosa mi sfugga. Cosa mi sfugge? Tutto il paese fa battute – divertite o scorate – sullo stordimento da KO che avrebbe colpito il nostro segretario, o quel che è. Tutti si chiedono dove sia finito il Veltroni della campagna elettorale: tutti notano la totale differenza di passo, ovvero l’assenza. Dico solo che ho trovato incredibile che sull’unica iniziativa politica e di comunicazione forte presa da Walter in questi mesi – l’intervento sulla questione Alitalia – invece che leggere e sentire almeno sulla stampa non vicina al centrodestra “Veltroni interviene sulla questione Alitalia”, se non “Veltroni risolve la questione Alitalia”, ho letto e sentito solo “Veltroni: sono intervenuto io”. Con conseguente prevedibile derisione e demolizione del concetto da parte del centrodestra. Ma che modo è? Ma c’è l’abbiamo un responsabile della comunicazione, un gruppo di persone che lavorino su queste cose, che sono le cose con cui poi si vincono i cuori e le elezioni?

Warte, cosa mi sfugge? Cosa ci sfugge? Perché ti avviso, siamo in parecchi. E siamo il famoso paese reale, non una cosa che si snobba con un’alzata di spalle e la legittima convinzione di essere quelli che sanno fare le cose, altro che chiacchiere. Le chiacchiere stanno affondando questo partito.

(il resto dell’intervento lo trovate qui)

(E grazie al sempre vigile MS per la preziosa segnalazione)


L’atto di fede di D’Alema

01/10/2008

(Staino è sempre maestro, nel fotografare la realtà politica)


Veltroni:” L’Alitalia? L’ho salvata io!”

26/09/2008

(meglio riderci su, che è meglio, va’…)


Parisi: Berlusconi è un grande

06/09/2008

Firenze – Walter Veltroni? «Avrebbe dovuto imparare da Berlusconi», che è «un grande politico e un grande leader», ed è stato capace di «tenere un filo e svolgerlo nel tempo, per 15 anni, imparando sia dalle sue vittorie che dagli errori».

Il popolo della Festa democratica (piuttosto scarso alle cinque di pomeriggio, con 38 gradi all’ombra) guarda attonito Arturo Parisi, il «grillo parlante del centrosinistra», come lo chiama il suo intervistatore Giovanni Minoli, l’inventore dell’Ulivo, l’amico e la mente politica di Romano Prodi e dei suoi (sfortunati) governi. Che Parisi sia diventato da mesi l’arcinemico di Veltroni, il suo critico più esplicito e implacabile si sapeva.

Ma che addirittura arrivasse, in odio a Walter, a recitare una sorta di panegirico del Cavaliere e delle sue virtù no, questo nessuno se l’aspettava. E infatti Minoli si diverte molto, «dirigessi un giornale domani titolerei “Parisi: Berlusconi è un grande”, professor Parisi», lo provoca. E lui si limita ad allargare le braccia, come a dire che purtroppo è proprio così.

(segue)


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