Angelo Acquaro sull’inserto R2 di Repubblica di oggi solleva una questione, ahinoi, spinosa: il valore della critica nell’era del Web e dei social network. Il parere del lettore, espresso a volte in tempo reale – durante la lettura di un libro, per esempio – con un Twitt sembra contare, a torto o a ragione, più del giudizio del recensore blasonato.
La critica, si chiede dunque Acquaro, riprendendo la provocazione già lanciata da Elif Batuman, è forse divenuta una categoria dell’inutile?

Pubblicato da luigi milani 




