Lo stile fluido e il continuo alternarsi delle varie scene rende la lettura scorrevole, ma Olonomico non è un romanzo facile, per apprezzarne appieno i cambi di scena e le visioni oniriche occorrono una minima esperienza fantascientifica e una lettura attenta, peraltro ampiamente ripagate dalle sensazioni che scaturiscono dalle pagine.
Apriamo la settimana con una recensione fresca di giornata: il blog letterario Le Bardenanrecensisce D-Doomsday, l’antologia di racconti post-apocalittici curata da Alexia Bianchini e Claudio Cordella.
Un breve estratto:
D-Doomsday è una breve raccolta di racconti che fanno venire la pelle d’oca e lasciano affiorare le paure più oscene e terribili del genere umano. A partire dalla prefazione, si capisce che quello che si ha tra le mani è un lavoro che va a toccare molteplici livelli e non solo a livello di letteratura:
Ultima recensione dell’anno per Io vedo dentro te, romanzo distopico di Alexia Bianchini, che si aggiudica l’ennesima recensione positiva, stavolta sulle pagine di Club Urban Fantasy. Non posso che esserne felice e anche un pizzico orgoglioso, avendo fortemente voluto questo romanzo fin da quando lo lessi nella sua prima incarnazione.
Grazie a Club Urban Fantasy e complimenti ancora ad Alexia: la mia fiducia nella sue qualità autoriali era dunque ben riposta. Un’altra conferma della vitalità della narrativa di genere fantastico di casa nostra, per di più al femminile. Non è poco, di questi tempi.
Il blog letterario Il Flauto di Pan ha di recente recensito il romanzo Noos – Il canto del mondo di Graziano Versace, edito da Ciesse Edizioni. Un piccolo estratto dalla recensione:
È un’opera difficilmente etichettabile, questa di Graziano Versace perché se è vero che la componente fantascientifica è presente, non mancano elementi fantasy e mitologici a completare un quadro ricchissimo di simbolismi e che, nell’insieme, ingloba anche leggere pennellate in odore di new age.
E ancora:
[...] lo stesso percorso si connota come percorso dell’anima giacché il viaggio descritto acquisisce una forte valenza simbolica.
Durante le pause della revisione del saggio sulla Biomimetica scritto in coproduzione con il professor Carlo Santulli – finalmente in dirittura d’arrivo – sono stato intervistato dal collega scrittore Antonio Ferrara, che ringrazio per… il coraggio nell’avermi spinto a sproloquiare, una volta di più, sul mestiere della scrittura, su gioie – poche – e dolori – tanti! – dello scrittore nell’era moderna.
Senza dimenticare naturalmente l’argomento del momento, l’ebook, da molti temuto, da altri blandito, da quasi tutti poco conosciuto.
Non una banale storia, ma un unirsi consapevole di personalità complesse, che difficilmente si lasciano intrappolare dalle convenzioni e dagli stereotipi; una storia avulsa da perbenismi, con tutte le ordinarie insofferenze che umanizzano i personaggi rendendoli quanto mai credibili. “Nessun futuro” è uno spaccato sulla società del consumismo, sull’apparire piuttosto che sull’essere, somministrato in maniera sottile ma incisiva, anche quando, quasi “di striscio”, accenna alle colonizzazioni camuffate da evangelizzazioni al solo scopo di sottomettere e distruggere interi popoli e la loro civiltà, come ad esempio gli Indiani d’America. La voce narrante compie un viaggio interiore oltre che fisico, e che sia femminile non è un caso: le sfaccettature, i pensieri inespressi, le piccole contraddizioni vengono colte diversamente dalla sensibilità della donna. Il linguaggio è asciutto, privo di orpelli, ma allo stesso tempo ricercato, i personaggi ben delineati, la storia è complessa ma strutturata in maniera lineare. Continua a leggere »
Il giornale on line Sulla notizia recensendo il libro Nessun Futuro, scrive:
Un romanzo graffiante, cupo a volte, una discesa nel mondo dorato, ancorchè spietato, del mondo dell’arte in generale e della musica rock nel caso di Nessun Futuro. Un periplo nei meandri dei misteri intorno alle false morti delle tante rockstar, peraltro misteriosamente morte tutte a 27 anni, che porterà il lettore a confrontarsi con la ferale spietatezza dei mass media e del mondo dello show business. Il mondo che crea le star, il mondo che le distrugge. Un romanzo che è un po’ il grido di una generazione che non ci sta a non avere “Nessun Futuro”.
Mentre prosegue implacabile il conto alla rovescia per l’uscita del romanzo Nessun Futuro, Il mensile on line AspectsrecensisceMemorie a perdere, la raccolta di racconti uscita lo scorso anno.
Un estratto:
È con mano decisa e piglio esperto che lo scrittore tratteggia i suoi personaggi. Leggendo i tredici racconti sembra di assistere alla creazione di un plastico, di una scultura che si sviluppa con sobria armonia ai nostri occhi man mano che si prosegue nella lettura.
Da principio sono i personaggi a prendere forma, e Milani li delinea con la maestria di un consumato artista. Ne descrive l’aspetto, le forme, scava dentro di loro a rivelarne le loro inquietudini, i loro pensieri fino a dargli una plasticità ed una vita tale da sembrare reali, come il contesto e le storie in cui sono implicati, storie di ordinarie allucinazioni.
Ma è una scrittura fluente e leggera quella di Milani, che non stanca mai, che anzi coinvolge ed intriga per la capacità dello scrittore di toccare anche le corde più profonde con il tocco lieve di una farfalla
Un buon rimedio contro il logorio post-vacanze: una recensione nuova di zecca del mio libro Memorie a perdere, scritta con grande acume da Alessia Mocci di Sul Romanzo.
Un piccolo estratto:
Le tematiche utilizzate dall’autore sono estremamente variegate, infatti si passa dalla guerra e contestazione etica del potere degli Stati Uniti (“Abu Ghraib”) all’ultimo giorno di lavoro di due uomini della stessa età che casualmente si incontrano (“Ultimo giorno di lavoro”), dalla partita del Bayern Monaco contro la Dinamo Tbilisi (“Novantesimo”) ad un fatidico incidente rientrando ubriachi a casa (“A pochi minuti da casa”), da una storia d’amore ormai terminata (“Se ti scrivo”) ad un gruppo di ragazzi e ragazze che si rovinano la vita (“Senza freni”). Ed ancora troviamo nella silloge una donna che in un centro commerciale ruba un mascara (“Discrezionalità”), una figlia che ricerca il rapporto con il padre (“Figlia”), la storia di un quadro che si muove la notte (“Quadro”), un ristoratore che intavola discorsi fittizi sulle sue immaginate avventure per rendere interessati i suoi clienti (“Van Damme”), un gruppo di militari che nasconde le sbornie del loro superiore (“Quella notte sull’altana”), un’amicizia che non riesce ad affermarsi come tale (“Rilassati!”), un programma televisivo un po’ particolare (“Real TV”).