Transiberiana, il ritorno trionfale del Banco del Mutuo Soccorso

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Credits: Sony Music Italy/ Inside Out Music

A distanza di ben venticinque anni dal precedente album, il Banco ha inciso un nuovo disco, Transiberiana. Dirò subito, a fugare ogni possibile dubbio, che si tratta di un lavoro riuscitissimo: è orgogliosamente “prog”, scritto e suonato alla grande. Da ascoltare e riascoltare più volte per coglierne al meglio le tante sfumature: è un concept album dedicato in senso lato al viaggio della vita, come spiega meglio lo stesso Vittorio Nocenzi:

Il viaggio della vita!! Un bellissimo argomento da trattare e musicare, fatto di biografia, di sogni, di ideali, di realtà, di meraviglia, di stupore, di paure e timori…Poteva essere una storia piena di umanità e di magia… Spero che tutto questo siamo riusciti ad esprimerlo, perché c’è molto di vero in quello che abbiamo scritto, c’è molto di noi oggi, in questo momento di disorientamento, in cui tutto sembra difficile e avvelenato dal cinismo, dal materialismo… Sembra che per la poesia non ci sia più spazio… Invece non è così: la poesia è vita, è sentimento, è visione di un futuro diverso!!! Ed anche la musica é visione, anzi è la sorella della pittura, perché, come diceva Leonardo, è figurazione dell’invisibile!”

Certo, alla voce non c’è più quel gigante – in tutti i sensi – che rispondeva al nome di Francesco Di Giacomo, ma il nuovo cantante, Tony D’Alessio, svolge il suo compito egregiamente. Il sound della band è potente, spinto, tra echi dei Genesis e sferzate hard rock.

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Credits: Ufficio stampa Daniele Mignardi, Promopressagency

Gli arrangiamenti sono curatissimi, con tastiere vintage ma anche molto moderne e, sì, i brani sono inconfondibilmente progressive, ma hanno una durata ragionevole, forse più in linea con i tempi.

In tal senso non vi nascondo che l’operazione del BMS mi ha fatto pensare al primo disco degli Asia, quando il grande John Wetton e compagni riuscirono a imbrigliare la forza evocativa del prog in brani addirittura adatti al broadcasting

Che dire in definitiva, se non rivolgere un caloroso bentornato alla band, augurando nel contempo buon ascolto ai tanti fan del Banco?

 

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“NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue” vince il Premio Italia

Una gran bella notizia: l’antologia NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue vince il prestigioso Premio Italia!

KippleBlog

NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue si afferma al Premio Italia vincendo nella sezione Antologia.

È un’affermazione corale a partire dagli autori che, con i loro racconti, hanno voluto e saputo dare un senso di commistione tra la letteratura di genere e non, passando per i curatori, l’illustratrice della copertina, fino ai lettori che, loro in primis, hanno decretato la bontà e la validità della pubblicazione. È un momento bellissimo, questo, la redazione Kipple lo dedica a tutti voi che ci continuate a sostenere con le vostre letture; long life and prosper a NEXT-Stream!

L’elenco completo dei vincitori del Premio Italia è su Fantascienza.com, e approfittando di questo post vogliamo complimentarci intanto con Giovanni De Matteo, vincitore di un premio speciale per essere arrivato a un soffio dalla vittoria nella categoria Racconto amatoriale, ma anche con tutti gli altri meritati winners, fino a Giuseppe Lippi, che…

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X-Men di Chris Claremont, la ristampa integrale

MINXM003_0La Marvel Italia ha avviato da qualche mese la ristampa integrale dell’intero ciclo degli X-Men di Chris Claremont. Si tratta di un corpus di storie di altissimo livello qualitativo, da rileggere per chi – come il sottoscritto – le lesse oltre trent’anni fa e per chi invece ne fosse all’oscuro.

Degno di nota, credo, il contesto nel quale si trovò a lavorare il grande autore: la Marvel Comics della seconda metà degli anni ’70 versava in profonda crisi, sia sotto il profilo delle vendite che quello della qualità. Non a caso, il numero delle pagine degli albi in quel periodo scese dalle abituali 20, 21 pagine a 16, 17.

Ebbene, proprio in un momento di pericoloso stallo per la Casa delle Idee, Claremont, coadiuvato in maniera strepitosa dall’allora astro nascente John Byrne, seppe dare una sana sferzata creativa al boccheggiante universo Marvel. Riuscì a farlo lavorando su una testata considerata fino a quel momento minore, tra l’altro.

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Un po’ come aveva fatto solo pochi anni prima alla D.C. Comics Jack “King” Kirby, quando, accingendosi a creare la complessa saga del Quarto Mondo, aveva scelto una testata minore, Superman’s Pal Jimmy Olsen.

Dal canto suo Claremont, fine tessitore di trame e sottotrame e sofisticato caratterizzatore dei personaggi, dà vita nel corso della sua lunga gestione a un intero universo narrativo, quello mutante, definendone caratteristiche e orizzonti. Come non citare poi il ciclo di Fenice, da molti considerato l’apice assoluto e ineguagliato della gestione Claremont, tra l’altro trasposto più volte al cinema?

Considerate inoltre che col n. 4 di questa ristampa è approdato ai disegni un vero e proprio titano del fumetto, il già citato John Byrne… Particolare interessante, la ristampa è proposta non nel tipico formato “comic-book” USA, ma in quello “bonelliano”, di dimensioni più ridotte.

Al riguardo, c’è da dire che, sfatando i timori di molti per una paventata minore  resa qualitativa della stampa, l’operazione ha funzionato: testi e disegni restano ben visibili e godibili. Che altro aggiungere a questo punto, se non augurarvi buona lettura?

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Led Zeppelin. Tutti gli album. Tutte le canzoni

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Nei giorni scorsi ho recensito Led Zeppelin. Tutti gli album. Tutte le canzoni, di Martin Popoff, un saggio dedicato alla mitica band hard rock britannica, edito da Il Castello.

Onestamente credevo fosse difficile, se non impossibile, rivelare ancora oggi qualcosa di nuovo sulla storia del gruppo, ma mi sbagliavo. Il volume in questione rivela tutto, ma proprio tutto, su ogni singolo brano inciso dagli Zeppelin nella loro strepitosa carriera.

Certo, può essere considerato un testo – diciamo pure il testo definitivo – per fan sfegatati del complesso, e anzi è certamente così. Eppure il lavoro di Popoff è interessante anche come ricostruzione del periodo storico, davvero irripetibile, attraversato dalla band di Jimmy Page e Robert Plant. E l’imponente apparato fotografico del volume vale da solo l’acquisto del volume.

Per chi volesse approfondire, trovate la recensione completa qui.

La chiusura di Rai Movie

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Il cosiddetto nuovo Piano Industriale della televisione di Stato prevede la chiusura di ben due canali Rai: Rai Movie e Rai Premium. Non solo: anche RaiScuola verrà trasmesso solo via Internet, non più sull’omonimo canale televisivo. A quando la chiusura di canali non meno importanti come Rai Storia e Rai 5?

L’operazione appare a dir poco discutibile, anche alla luce della ventilata sostituzione con un canale “prevalentemente femminile” (RaiSei). Temo che la sciagurata ratio dietro l’insano progetto sia da individuare, come al solito, nella guerra alla diffusione della cultura in tutte le sue forme per bieche finalità politiche. La “ggente” va mantenuta ignorante per poter mantenere il consenso: il motto Panem et circenses è sempre attuale, cari amici.

Secondo altri, la spiegazione per tali assurde decisioni potrebbe risiedere nell’incompetenza di vasti settori governativi. Lascio giudicare ai lettori.

Sul Web è stata varata una petizione on line, nel tentativo di contrastare l’insensata, annunciata chiusura di Rai Movie, all’indirizzo:

https://www.change.org/p/rai-radiotelevisione-italiana-non-chiudete-rai-movie