Buon Ferragosto!

… Da domani però, specialmente se siete – come vi auguro – in vacanza, riprendete a leggere, mi raccomando!

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Vittorio Gregotti e l’irrilevanza dell’architettura

Vittorio_Gregotti_1975

Vittorio Gregotti nel 1975

Vittorio Gregotti, architetto attivo fin dal dopoguerra e tra i più apprezzati anche all’estero – ma guai a chiamarlo archistar – sta per raggiungere l’ambito traguardo dei novant’anni.

È l’occasione per tracciare un bilancio della sua attività e anche per lanciare quella che forse non è solo una provocazione, quando afferma, nel corso della bella intervista  rilasciata al quotidiano Repubblica che “l’architettura non interessa più a nessuno”.

[…] Cosa sta succedendo nel nostro mondo? Una società immobiliare decide se, con i soldi dell’Arabia Saudita, investire a Berlino, a Shanghai o a Milano, a seconda delle convenienze. Stabilisce il costo economico, compie un’analisi di mercato, fissa le destinazioni. E alla fine arriva l’architetto, a volte à la mode, al quale si chiede di confezionare l’immagine.

Interessante l’approccio trasversale e multidisciplinare del grande progettista, che ricorda anche gli stimolanti contatti intercorsi con il mondo degli scrittori:

[…] Ho anche partecipato al gruppo 63: si ragionava su come vivere il tempo libero senza finire preda del mercato, una questione cruciale per un architetto.

Tuttavia, per tornare nel territorio specifico del grande architetto, lo sguardo di Gregotti è disincantato e amaro, nell’osservare:

Oggi non ci si preoccupa di rappresentare una condizione sociale collettiva. È andato smarrendosi il disegno complessivo della città, che viene progettata per pezzi incoerenti, troppo regolata da interessi.

Qualcuno forse potrebbe obiettare che questo pessimismo scaturisce dal peso degli anni. Il che può essere, certo. Ma temo che le argomentazioni di Gregotti siano invece ben supportate dai fatti e dall’osservazione di una realtà architettonica avvilente, che non di rado sprofonda nello squallore.

Esce per la collana VersiGuasti, Poesie, di Guido Antonelli

Segnalo ai lettori di False Percezioni l’uscita di un’importante raccolta di poesie di Guido Antonelli, edita da Kipple Officina Libraria nella collana VersiGuasti.

Non è vero che la poesia è morta, come sostengono i duri di cuore e gli illetterati. Anzi, è proprio attraverso i suoi versi che vogliamo ricordare una persona speciale, Guido Antonelli.

KippleBlog

Kipple Officina Libraria, con commozione e gioia, presenta nella collana VersiGuasti “Poesie, di Guido Antonelli, artista multiforme dalla vita costellata di eventi avventurosi, al limite dell’incredibile. La sua poesia, unica e intensa, costituisce lo specchio dei suoi lunghi e fantastici anni.
La splendida introduzione – intervista è opera di Alex Tonelli e illustra bene cos’è stato Guido, cosa pensava, quanto il suo cammino sia stato illuminante anche per le avanguardie d’inizio millennio.
Noi di Kipple e i connettivisti tutti vogliamo salutarlo con semplicità e intensità, perché questa pubblicazione è un ricordo struggente di un amico che ci ha lasciati lungo le sponde delle rivelazioni.

Dall’introduzione

“Ho capito che se volevo evocare il mistero della poesia dovevo andare oltre il significato, il senso comune, quello della nostra annichilente quotidianità. Volevo, e lo voglio ancora, il trionfo assoluto, incontrastato del suono. Scelgo le parole non per il loro…

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La canzone d’autore italiana è morta?Intervista a Maria Ausilia Gulino

Gulino p.p.Nei giorni scorsi ho intervistato Maria Ausilia Gulino, autrice di quello che può ben essere considerato il saggio definitivo sulla canzone d’autore italiana: La canzone italiana d’autore (Delos Digital).

L’autrice affronta con grande profondità  e ricchezza d’argomentazioni questo argomento – ma non solo, visto che tratta anche tutte le tematiche connesse alla storia, alla diffusione e persino alla registrazione della nostra benamata musica – che gli appassionati di musica come il sottoscritto credono di conoscere abbastanza bene, salvo poi ricredersi quando si trovano tra le mani un testo di tale livello.

Potete leggere l’intervista alla Gulino a questo link. Qui sotto intanto posto il video ufficiale de Il Vangelo di Giovanni, tratto dall’ultimo, eccellente lavoro dei Baustelle, apprezzatissima band di casa nostra che certo produce “musica d’autore”…