Giacomo Balla, oltre il futurismo

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Giacomo Balla, Un’onda di luce, 1943 • © Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

C’è una splendida mostra da visitare, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, ancora in corso purtroppo solo fino a domani, domenica 26 marzo. A cura di Stefania Frezzotti, espone opere tratte dall’intera, strepitosa carriera di Giacomo Balla, artista che a torto è stato “solo” considerato uno dei massimi esponenti del Futurismo.

Questa esposizione rivela al contrario al grande pubblico anche la produzione pre e post futurista, non meno interessante e valida, legata com’è a tecniche mutuate dalla fotografia da un lato e al ritorno al realismo nell’ultima fase della produzione di Balla.

Peccato solo per la davvero troppo esigua durata della mostra, appena un mese. Avrebbe meritato un lasso di tempo ben più esteso.

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Giacomo Balla, Audolore, 1947 • © Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

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Live in Roma: il ritorno di Battiato e Alice

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Lo scorso autunno è uscito Live in Roma, disco dal vivo della coppia Franco BattiatoAlice, ricostituita lo scorso anno per un fortunatissimo tour grazie anche alle insistenze dello stesso Franco Battiato: com’è noto, la cantante forlivese in questi ultimi anni ha intrapreso un percorso artistico piuttosto defilato, che l’ha vista spesso lontana dalle luci della ribalta.

L’album presenta una carrellata di successi dai loro ricchi repertori, più tre duetti. Un lavoro interessante, se come me amate la musica – e i testi, non meno validi – dei due artisti. Forse la presenza di Alice appare un po’ sacrificata, ma tant’è.

Per approfondire:

http://blog.graphe.it/musica/live-in-roma-battiato-alice

Video © TG1 Rai

Addio a Bernie Wrightson

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Swamp Thing, copyright D.C. Comics

È davvero un triste periodo per il mondo dell’arte: Bernie Wrightson, maestro indiscusso del fumetto, è scomparso il 18 marzo, a 68 anni, dopo una dura battaglia contro un male crudele.

Negli ultimi mesi aveva abbandonato il disegno proprio in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Il suo stile rimarrà unico, inimitabile: elaboratissimo e intricato, poco supereroistico – anche se la sua interpretazione di Batman era a dir poco strepitosa – sapeva rendere come nessun altro i personaggi e le atmosfere horror.

Il suo capolavoro rimarrà senz’altro Swamp Thing, personaggio creato negli anni ’70 assieme allo scrittore Len Wein per la D.C. Comics.

Addio a Chuck Berry, demiurgo del rock

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È scomparso ieri, alla veneranda età di 90 anni, Chuck Berry. Il suo nome forse non dirà molto alle nuove generazioni, ma non è esagerato affermare che senza la sua musica non esisterebbe il rock.

Il il rock’n roll e il blues come li conosciamo oggi sono in un certo senso nati con lui, oltre che naturalmente con la sensualità e l’energia del primo Elvis Presley. E gruppi come i Rolling Stones di Keith Richards, i Beatles di John Lennon, i Beach Boys e i Doors hanno tutti attinto a piene mani al sound inconfondibile della chitarra di Chuck.

Di Chuck Berry, vero e proprio prototipo della figura della rockstar dalla vita tormentata ma anche, sia pure a fasi alterne, di grandissimo successo, John Lennon aveva detto:

Se volete chiamare il rock in un altro modo chiamatelo Chuck Berry.

Addio, Chuck: continua a suonare i tuoi magici riff lassù, magari assieme al tuo fedele discepolo John.

Quello che potete vedere qui sotto è un raro video che mostra proprio Chuck Berry e John Lennon assieme, in una versione atipica della celeberrima Johny B Good.

La classe dirigente italiana? Non legge

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L’editore Angelo Guerini, intervistato da Stefano Righi per il Corriere della Sera, denuncia con forza ma anche amarezza le pesanti difficoltà in cui versa oggi l’editoria in Italia:

Nell’87 la saggistica presentava una fascia di lettori forti, ad alta scolarizzazione, a cui corrispondeva un’offerta varia, a costi ragionevoli. Oggi prevale una logica unitaria e devastante che espelle dal canale libreria il prodotto non legato al mass market. In più si è passati dai librai ai commessi, cambiamento che rende straordinariamente difficile il nostro lavoro.

Analizza poi il problema dei canali distributivi, che mortificano l’editoria non di massa:

[…] Amazon? Si è sviluppato in forza delle scelte demenziali del canale tradizionale. Quando si impongono sconti del 65 per cento sul prezzo di copertina, quale prodotto può reggere? Le barzellette di Totti… La scomparsa dei librai, che erano garanzia di varietà, sostituiti da centri di acquisto che decidono l’assortimento di tutta la catena, ha contribuito a produrre un’offerta appiattita verso il basso, in un regime di sostanziale oligopsonio. E se pensiamo che le università oggi sfornano laureati bookless, possiamo dire che si sta realizzando il sogno bacato degli autonomi del 1977.

Non solo, lamenta anche la caduta verticale dei lettori:

La maggior flessione degli indici di lettura si è avuta tra i giovani laureati. Il risultato è un ceto dirigente improvvisato, privo di cultura, incapace di leggere la realtà. L’indice di assorbimento della saggistica a Roma, negli ultimi dieci anni, è passato dal 18 all’8 per cento: la classe dirigente italiana non legge.

Insomma, per citare una celebre canzone di Adriano Celentano di qualche anno fa, la situazione non è buona. Per niente, aggiungo più modestamente io.

H.P.L.

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H.P. Lovecraft, © Dino Battaglia

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa, avvenuta il 15 marzo 1937, del Solitario di Providence, il grande Howard Phillips Lovecraft

La portata innovativa della sua opera e l’influenza che l’autore ha esercitato e continua a esercitare su intere generazioni di scrittori, registi e musicisti sono argomenti ben noti ai tanti estimatori di HPL.

Eppure vale la pena di leggere l’appassionato ritratto di Lovecraft apparso oggi su Graphomania: c’è ancora così tanto da apprendere dalla lezione di questo autore  – ma anche poeta, critico letterario e saggista – dall’immaginazione sconfinata e dalla tecnica narrativa unica!

Per approfondire:

http://blog.graphe.it/2017/03/15/hp-lovecraft-vita-opere

The Beatles at The Hollywood Bowl

Nel lontano 1977, da Beatlemaniaco di stretta osservanza (lo sono tuttora) acquistai l’LP The Beatles at the Hollywood Bowl. L’uscita del disco, ben orchestrata dalla stampa specializzata – Internet era ancora di là da venire – rappresentò un vero e proprio evento nella storia della discografia “postuma” dei Beatles, dal momento che si trattava del primo album dal vivo ufficiale (bootleg a parte, ovviamente) dei mitici Fab Four.

Ma quel disco era importante più per la sua rilevanza storica, come documento sonoro di un periodo irripetibile, che non per la sua reale qualità: le registrazioni originali avevano catturato solo in parte le voci e la musica dei 4 ragazzi di Liverpool. A farla da padrone era più che altro il chiasso colossale generato dalla folla in delirio.

Pochi mesi fa, in occasione della presentazione di The Beatles: Eight days a week – The touring years, lo splendido docu-film di Ron Howard, l’album è stato ripubblicato in una nuova versione arricchita anche da alcuni brani prima assenti.

Al di là del marketing, questa nuova edizione rende finalmente giustizia a quei concerti: il CD oggi vanta infatti un suono di buona qualità, lontanissimo da quello pressochè inascoltabile dell’originale disco in vinile.

E ne emerge anche con grande chiarezza il formidabile impatto sonoro della band: soprattutto l’accoppiata basso-batteria sorprende per potenza e precisione. E teniamo presente che sono ancora i Beatles del periodo pre psichedelico, prima di Revolver e di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band per intenderci…

Per approfondire