NeoOffice? OpenOffice? No, grazie. Meglio Pages.

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Esasperato dal comportamento spesso farraginoso di NeoOffice (attenzione agli update, pericolosissimi), per non parlare di OpenOffice (instabile quasi quanto il mio conto in banca), sto testando in questi giorni l’eccellente Pages, il word processor di “Mamma” Apple.

Le prime impressioni d’uso sono davvero ottime. Tempi di apertura e risposta fulminei, compatibilità con gli altri formati (doc, etc.) eccellente, interfaccia absolutely Apple… Dulcis in fundo, il rapporto qualità-prezzo dovrebbe indurre molti a liberarsi una volta per tutte da certi elefantiaci prodotti di casa Microsoft….

Srebrenica: condanne e assoluzioni

Sarajevo, 29 lug. – La Camera per i crimini di guerra del Tribunale di Stato della Bosnia-Erzegovina ha condannato 7 serbo-bosniaci ad un totale di 284 anni di reclusione perche’ ritenuti colpevoli di genocidio nella strage di Srebrenica (11 luglio 1995).

Sono stati invece prosciolti altri quattro imputati, anch’essi alla sbarra per i crimini compiuti a Srebrenica durante il conflitto della Bosnia (1992-1995).

Dr. Dragan Dabic, aka Radovan Karadzic

"Dr. Dragan Dabic", aka Radovan Karadzic

Nel frattempo, la Tv pubblica serba ha trasmesso un nuovo video del ‘dottor Dragan Dabic’, la falsa identità sotto cui si nascondeva Radovan Karadzic, con immagini dell’ex presidente serbo-bosniaco ospite, in compagnia di una donna, a una festa in una clinica di Belgrado.

(Adnkronos/Dpa)

U.S.A.: crollo di un’economia/3

L’ onda lunga dei mutui subprime ha portato al fallimento di altre due banche negli Stati Uniti: la First National Bank nello stato del Nevada e la First Heritage Bank in California: con una manovra repentina delle autorità federali, sono passate venerdì sera sotto il controllo pubblico e subito cedute alla Mutual of Omaha Bank, un istituto controllato dall’ omonima società di assicurazioni e servizi finanziari.

Dall’inizio dell’ anno ci sono stati in tutto sette fallimenti bancari negli Usa. E anche se gli ultimi due non sono della stessa dimensione della IndyMac – la cassa di risparmio crollata due settimane fa, che aveva assets per 32 miliardi di dollari e depositi per 19 – si tratta comunque della conferma di un trend pericoloso.

(segue su Repubblica)

Marisa Merlini

Ci lascia un’attrice tra le più brave e simpatiche del nostro cinema, Marisa Merlini. Mi piace ricordarne il sorriso aperto e la risata trascinante, con i quali ci ha fatto compagnia durante tutta la sua lunga carriera. Al cinema, la cosiddetta commedia all’italiana la vide infatti protagonista di numerosi film, senza contare i suoi ruoli in molte fiction televisive, andate in onda anche in tempi recentissimi.

Robert Redford: il rapporto tra giornalismo e politica? Disastroso!

Dice Robert Redford, intervistato da Repubblica:

“[…] In Leoni per agnelli, suo ultimo film, affronta il rapporto tra giornalismo e politica, già al centro di Tutti gli uomini del Presidente”, interpretato nel ’76. Crede che da allora quella relazione sia cambiata?
È peggiorata in modo disastroso. Incalzata e terrorizzata da Internet, la stampa odierna si sente una specie in via d’estinzione, e soffre di panico e disperazione. I grandi gruppi di potere economico stanno avendo la meglio sull’indipendenza dei giornalisti. Dall’epoca gloriosa di Tutti gli uomini del presidente, quando il coraggio di due giornalisti salvò il nostro primo emendamento, cioè la libertà di espressione, si è trasformata drasticamente l’etica del mestiere. E se una volta le notizie principali erano pubblicate all’ inizio e lo sport e l’ intrattenimento alla fine, oggi purtroppo si sbandierano in prima pagina i pettegolezzi sulle star, e i giornalisti non verificano più le informazioni prima di pubblicare una notizia. Conta solo non farsi rubare lo scoop dai concorrenti. Che tristezza. […]”

Segue su Repubblica

Steve Jobs: la verità

In questi giorni i media di tutto il mondo si sono scatenati in illazioni sullo stato di salute di Steve Jobs, apparso dimagrito e provato nella sua ultima apparizione pubblica, in occasione del lancio del nuovo iPhone 3G.

Molto preoccupate, al riguardo, sono state le reazioni del mercato finanziario, dal momento che, fatalmente, la Casa di Cupertino viene perlopiù identificata in toto con la figura di Jobs.

Un articolo del N.Y.T. fa finalmente chiarezza sulla situazione.

Trasformare i lettori in agguerriti fan: la risposta dal web

Un ebook gratuito svela i segreti per creare coinvolgimento e passione attorno alle proprie opere editoriali.

25/07/08, Milano – Un lungo lavoro di ricerca ed un ebook gratuito: questa è la sintesi del primo lavoro italiano in grado di applicare nell’editoria le idee del marketing evangelism, ovvero l’arte di creare una massa di fan entusiasti verso le proprie opere.

Il segreto risiede nella capacità dell’autore di creare una vera e propria comunità attorno ai propri scritti, legata da interessi e passioni comuni. E’ quanto successo, ad esempio, nel caso della saga di Harry Potter, dove le persone furono disposte ad aspettare in fila ore ed ore pur di essere tra i primi a poter tenere tra le mani un nuovo episodio della saga.

“Tutti ricordano lo stupore davanti alla fila di persone accampate per ore e ore all’ingresso delle librerie inglesi, per l’acquisto del nuovo libro di Harry Potter” ha affermato il Dr. Stefano Calicchio, autore dell’ebook “Ebbene, vedendo quelle immagini, ho deciso di cercare una spiegazione che andasse oltre il tradizionale marketing editoriale. Sicuramente in quel caso specifico sono state intraprese delle azioni che nel 99% dei restanti lanci editoriali non vengono compiute. E i risultati di vendita ne sono la naturale conseguenza”.

Per chi volesse approfondire, è possibile scaricare l’ebook gratuito “I principi del marketing evangelist” al seguente indirizzo web: http://www.lulu.com/content/3219676

A proposito dell’autore
Stefano Calicchio è tra i soci fondatori di PRstelor.eu e Marketingeditoriale.com. Ha pubblicato titoli in italiano, inglese e spagnolo. In Italia e negli Stati Uniti è stato edito tramite il portale Lulu.com e nella Repubblica di Panama con l’editore Expats Ebooks. È autore di diversi libri sul management e sul marketing on line. Nel 2007 è stato ospite di trasmissioni radiofoniche e di riviste d’economia e finanza di rilievo nazionale, tra cui Radio Capital, Corriere della Sera, Hedge ed Eurofinanza. Nel 2008 è stato inserito dalla rivista Campus (Class Editore) tra i Top 100 giovani talenti italiani nella categoria Impresa.

Intervista a Richard Gere: i giornalisti erano già sulle tracce di Karadzic

The Hunting Party

The Hunting Party

A volte la realtà supera la fantasia. Poche settimane fa è stato distribuito nel nostro Paese il film «The Hunting Party», diretto da Richard Shepard, nel quale un reporter televisivo, Simon Hunt, interpretato da un efficacissimo Richard Gere, dava la caccia a Sarajevo alla «Volpe», ossia Radovan Karadzic, il criminale di guerra più ricercato in Bosnia.

Il Corriere della Sera ha intervistato l’attore americano, da anni impegnato sul fronte dei diritti delle minoranze etniche e religiose (specialmente a favore dei monaci tibetani):

Che cosa ha pensato leggendo dell’ arresto e della falsa identità dietro la quale si nascondeva Karadzic?
«Ho ricordato come, sia pure nella finzione del copione, basato su un articolo pubblicato da Esquire e scritto da Scott Anderson (“What I Did on My Summer Vacation”), i giornalisti del film si fossero messi sulle tracce di Karadzic molto, molto tempo prima di quanto ora è accaduto. Oggi a me, nel mondo intero, interessa lo scenario post bellico più delle colpe dei criminali di guerra di un passato le cui ombre si proiettano nel presente. Nel film si affrontava anche l’ ingiustizia, direi una forma di violenza, consumata dalla comunità internazionale, che non voleva catturare questi criminali. Oggi mi chiedo: quanti giovani sanno che cosa hanno rappresentato stragi, massacri direi, come quella di Srebrenica avvenuta nel luglio del 1995? E quanti si chiedono: “Che cosa fece a quei tempi la comunità internazionale?”.

Le brutali repressioni sono ovunque e, naturalmente, penso anche al Tibet e all’ inconscio degli esseri umani che nasconde baratri di violenza». Perché nel film «La Volpe» non ha il nome del vero criminale?
«Perché la verità nel cinema ha anche bisogno di fiction per una maggiore libertà. Tuttavia, leggendo le cronache del potere di un tempo di Karadzic e di Ratko Mladic, il nostro film resta, ieri come oggi, solo un affresco, pallido, sfocato, rispetto all’ orrore quotidiano di stragi e genocidi. Mi auguro che l’ apatia di tanti oggi venga cancellata da quello che “finalmente” rappresenta l’ arresto di Karadzic».

Segue