Piero Sansonetti: Viva la Cgil

Piero Sansonetti commenta così, su Liberazione di oggi, la condotta della Cgil nella tormentata vicenda Alitalia:

“L’assenza di una forte opposizione è uno dei problemi più drammatici dell’Italia. Innanzitutto perché sbilancia il sistema democratico, introducendo, automaticamente, degli elementi di «regime». E poi perché rende debolissimii ceti deboli, quasi cancella gli interessi delle classi subalterne, li sacrifica sull’altare di quello che viene chiamato l’interesse generale e in realtà è l’interesse delle classi dirigenti. Non ci vuole molto per capire che le cose stanno così. La tragica sconfitta elettorale della sinistra, l’inconsistenza quasi paradossale del veltronismo, la totale assenza del dipietrismo sulle questioni di fondo (impegnato nel duello di tipo personale con il premier) sono le cause di questa emergenza. In questi giorni, con un certro sollievo, ci siamo accorti che nel quadro «perfetto» di assenza di opposizione (del tutto inedito nella storia della Repubblica) si è verificata una anomalia. Si chiama Cgil. […]”

segue

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8 pensieri su “Piero Sansonetti: Viva la Cgil

  1. La sinistra è caduta in maniera purtroppo plateale grazie all’incapacità dimostrata da Prodi, da Veltroni e anche da Bertinotti, che, ahinoi, non è più il Fausto dei primi anni Novanta. Il veltronismo non è meno delinquente del berlusconismo, almeno su di un piano teorico. La sinistra non ha uno zoccolo duro, di vera opposizione compatta. L’abbiamo visto con il caso Alitalia, dove soltanto la Ggil hs opposto resistenza alla delinquenza di chi voleva l’Alitalia per sé. Piero Sansonetti ha ragione: manca la coesione, e questa mancanza rende debole la sinistra – perlomeno ciò che ne è rimasto – e lascia troppi spazi liberi al capitalismo più becero di instaurarsi nel paese in foggia di vero e proprio regime. Già i mass-media sono controllati e in mano a una sola persona, una cosa intollerabile in un’Italia che solo a parole si dice democratica, per cui il controllo anche sui mezzi di trasporto farebbe di fatto dell’Italia un paese sotto regime. Non che adesso non lo sia, però sopravvive l’illusione, solo l’illusione, di essere in democrazia. Sin tanto che non ci sarà coesione nella sinistra, questa non avrà modo di reagire al capitalismo di regime e tantomeno alle sue idee.

    Un caro abbraccio, Luigi

    Beppe

  2. In effetti è cruciale in tutto il ruolo del sindacato.
    La coesione della sinistra è facile, solo a parole, in realtà l’anima
    moderata e quella massimalista sono da sempre in conflitto,
    e probabilmente il sindacato potrebbe fare il miracolo
    (ma si tratterebbe di un miracolo appunto)
    di ottenere un minimo di intesa su alcune questioni
    fondamentali.
    Personalmente non ci credo, però.
    Anche perché la mia impressione è che siano i ceti deboli per primi
    a credere nel berlusconismo.

    Ciao

    Carlo

  3. Io gli voglio bene…lo stimo molto,
    ma quest’articolo proprio no. Se lo poteva risparmiare.
    Elogiare la CGIL mi sembra proprio eccessivo. Una forzata esagerazione.
    Hanno firmato più cose loro sulla pelle dei lavoratori!!!!

  4. Sì, è vero: non voglio dire che ha ragione Berlusconi, nell’addossare tutta la colpa alla Cgil, ma davvero non riesco a capire il gioco della Cgil: prima fa fallire la trattativa con Air France, poi quella con Cai… allora vuole il fallimento dell’azienda, della serie: “Muoia Sansone con tutti i Filistei”.

    Ma chi è Sansone, domando io, e chi i Filistei? 😦

  5. Infatti, concordo che c’è una sensazione di “tanto peggio tanto meglio”,
    nell’estrema sinistra ed in certe frange sindacali,
    che ha condotto peraltro all’enorme successo di Berlusconi
    (perché è chiara l’emorragia di voti dall’estrema sinistra per esempio
    alla Lega, ma forse anche al PDL).
    Questo secondo me significa non capire che in un sistema bipolare
    tutto, ma proprio tutto, quello che si fa contro un polo favorisce l’altro polo.
    E, nel caso della CGIL, significa non capire che, se vogliono far apparire
    Berlusconi il salvatore della patria (nel momento in cui, dichiaratamente contro tutti,
    tirerà fuori in qualche modo l’Alitalia dal fallimento), ci stanno riuscendo
    perfettamente.
    Comunque, il “tanto peggio tanto meglio” venne già utilizzato da quelle parti
    politiche nel ’24, e condusse al risultato che la storia ci dice. Per fortuna ora
    dall’altra parte c’è “solo” Berlusconi.

  6. D’altra parte, all’estremo opposto, esiste anche il rischio dell’Aventinismo, che pure è un’altra tipica tendenza di certa Sinistra… Ma sarebbe anche peggio, una fuga dalla realtà bella e buona.

  7. Infatti: e, escludendo la CGIL, pur con tutti i dubbi che possiamo
    avere, siamo per il resto già nell’Aventinismo.
    Non mi spaventa tanto quello che sta succedendo, è l’assenza di reazioni
    che mi stupisce (come forse anche a Sansonetti…).

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