Intervista a John Foxx

Piccola segnalazione pro domo mea: ricordate l’artista nella foto, vero? È il mitico John Foxx, una delle leggende del Rock elettronico degli anni ’80, tra i fondatori della band degli Ultravox. Grande pioniere del sintetizzatore, ho avuto l’onore di intervistarlo per Applicando (sul numero di novembre ’08, in uscita in questi giorni), grazie all’aiuto del collega Steve Malins – di cui peraltro vi ricordo sono di recente usciti 2 ottimi saggi, rispettivamente sui Depeche Mode (in Italia pubblicato da Chinaski) e sui Duran Duran.

Sì, perchè si dà il caso che lo sfuggente John sia anche un eccellente graphic designer – sue ad esempio le copertine di alcuni album dei Porcupine Tree – e quale computer può usare, secondo voi, un artista come lui? La domanda è retorica, claro: la risposta è di tre lettere… Esatto, avete indovinato. Il Nostro è uno sfegatato Mac Lover da sempre.

Il poliedrico John naturalmente non tralascia l’attività musicale, per la quale vi rimando alla sua ricca pagina su MySpace.

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Raccolta pubblicitaria in TV: il De Profundis

Che la TV – e non solo quella generalista – sia uno zombi non è solo l’autore di questo blog a ripeterlo , ormai da molti anni, vedi ad esempio l’opinione di Nicholas Negroponte. Ora però il… decesso è stato ufficialmente certificato dalla crisi della raccolta pubblicitaria, vera e propria cartina di tornasole dell reale stato di salute (!) della televisione.

Scrive l’Unità:

Autunno nero per la pubblicità. Vanno in rosso i giornali, va in rosso la tv. E per le tv di Berlusconi, si sussurra, è profondo rosso. Conti alla mano: la Rai – se la crisi di spot perdura – secondo i calcoli della Sipra, la sua concessionaria, perderà almeno 40 milioni di euro.

Mediaset, che ormai vende spot a prezzi stracciati e ha anche problemi d’ascolto, rischia di rimetterci almeno il doppio di questa cifra. E così quella frase buttata là da Berlusconi venerdì scorso alla cena con gli industriali («Mi domando come facciate a dare pubblicità alla Rai, che trasmette programmi da cui si diffondono panico e sfiducia»), e mai smentita, non sembra tanto l’appello del politico contro la tv pubblica che non sta “in riga”, ma il disperato tentativo da imbonitore di rosicchiare qualche spot in più alla concorrenza.

Che la Rai se la passi male, in quanto a spot, lo ha detto persino il suo direttore generale, Claudio Cappon: «La raccolta pubblicitaria per gli ultimi mesi dell’anno ha subito una contrazione improvvisa, a doppia cifra».

La relazione dell’amministratore delegato Sipra, Maurizio Braccialarghe, parla chiaro: nell’ultimo trimestre la Rai ha subìto un vero e proprio tracollo pubblicitario rispetto al periodo luglio-settembre dello scorso anno, e le prospettive sono pessime.

L’Upa (associazione dei pubblicitari) stima un calo reale del 2,5% degli investimenti pubblicitari in televisione. E potrebbe persino rivelarsi una stima ottimistica, perché ancora non c’è nessuna avvisaglia di investimenti per il periodo natalizio.

Addio a Merl Saunders

Merl Saunders, una delle leggende della tastiera, colonna portante dei mitici Grateful Dead, e prima ancora collaboratore di Miles Davis, si è spento il 24 ottobre a San Francisco, all’età di 74 anni. Tra i suoi ultimi successi, l’album “Blues from the Rainforest” del 1990, uno dei 3 incisi con l’amico e compagno on the road Jerry Garcia. Il suo stile ha influenzato intere generazioni di tastieristi, dal Jazz al Rock.

Play it again, Merl.

Berlusconi: Di Pietro, uomo malvagio

“Spero di no”. Il premier Silvio Berlusconi risponde cosi’ quando gli viene chiesto di commentare il fatto che sembra ci sia un riavvicinamento tra il Pd e l’Italia dei Valori. Berlusconi ritiene sbagliato recuperare un rapporto “con un uomo malvagio come Di Pietro che ha messo in galera 15 cittadini che poi non sono stati rinviati a giudizio”. “Rimettersi in alleanza con un uomo che sbraita in modo cosi’ forsennato, va a disdoro di chiunque lo facesse”.

(via Adnkronos)

Prendete un libro

Scrive Geraldine Brooks:

Un libro è qualcosa che vi sfugge e vi supera di continuo, tanto è esteso nello spazio e nel tempo. Nello spazio perché i libri attraversano il mondo più velocemente di noi e dei nostri pensieri.  Nel tempo perché la giostra degli anni ha per loro una antica e ben nota clemenza.
[…]
I libri sono posti dove le persone si incontrano e si confrontano, luoghi immateriali fatti di parole e scie di parole che attraversano il pianeta senza fermarsi. In ogni generazione può trovarsi qualcuno che ha il coraggio di opporsi alla propaganda e dire che ciò che ci unisce è più grande e importante di ciò che ci divide. Prendete un libro. Non ci riuscirete, non potete davvero prendere un libro: nessun abbraccio umano è tanto grande. Però potete provarci. Potete provarci sussurrando a voi stessi che è una cosa che vale la pena di fare, che è qualcosa che fa bene. Potete, anzi dovete provare a prendere un libro. Perché in fondo, tentandoci, potreste ritrovarvi in mano il mondo.

(DWeb)

Il linguaggio della critica

Una polemica vecchia, ma sempre attuale, è quella che che evidenzia un antico vizio della critica:

ll linguaggio della critica, soprattutto di quella che si occupa dell’arte contemporanea, è minato spesso da un male oscuro: l’incapacità di trovare un rapporto con i lettori, e quindi l’impossibilità di svolgere quell’opera di mediazione fra artisti e pubblico, che dovrebbe costituire la ragione stessa dell’esistenza della critica. […]

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