“Volk” a Bologna: mercoledì 19 novembre

Mercoledì 19 novembre ore 21.30
presso la libreria Modo Infoshop
Via Mascarella, 24 – Bologna
presentazione del libro

VOLK

di Graziano Cernoia e Marco Pasquini
pubblicato da m.edizioni (Sassari)

interverranno

Francesca Mazzucato e Alessio Aymone

Saranno presenti gli autori

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Volk

di Graziano Cernoia, Marco Pasquini
Prefazione di Luigi Pagliarini
formato 12×19,5
copertina plastificata a colori.
Pagine: 153
Prezzo: euro 10,00
SBN: 978-88-95638-01-0

In libreria da: luglio 2008

“Io non posso pronunciare la parola popolo al plurale. Non riesco proprio. Perché mi è naturale pensare che, pur frazionandosi in diverse culture, il popolo su questa terra sia uno solo.”   (Graziano Cernoia)

“Il libro è fortemente mitteleuropeo, per le ambientazioni e per la vena fredda, malinconica e un po’ disillusa che lo percorre. Il senso della sconfitta, soprattutto. Quello della gente schiacciata tra interessi che prendono il nome a volte di religione e a volte di nazione.” (Marco Pasquini)

La trama: Questa è una storia che guarda lontano. Lontano, al di là del mare Adriatico e del Mediterraneo, al di là di quelle che chiamiamo etnie, di quelle che chiamiamo religioni e di ciò che viene definito confine di stato. Questa è una storia che parla di gente, vista attraverso gli occhi di un ragazzo che ha girato per il mondo cercando di lasciarsi alle spalle tutto quello che gli anni ottanta lo avevano fatto diventare.
È una storia che racconta del suo carattere, della rabbia, delle sue fortune e disperazioni. E di come si sia trasformato in qualcos’altro, andando alla ricerca di un popolo che non si riconosce in nessuna bandiera.

Gli autori

Graziano Cernoia, nato a Bologna nel 1967, lavora da quasi vent’anni nelle produzioni musicali dei più noti artisti italiani e stranieri, in qualità di sound engeneer e musicista. Ha partecipato da indipendente a progetti di intercultura e aiuto in paesi colpiti da conflitti etnici.

Marco Pasquini, classe ’68, svolge da quindici anni la professione di ingegnere, approfondendo la sua esperienza nel settore della sicurezza sul lavoro. Dopo diversi racconti apparsi su raccolte e antologie, ha pubblicato per m.edizioni il romanzo Rimini, ancora. È stato ospite delle giornate Tondelli 2007 (Correggio 14-15 dicembre 2007).

Per informazioni, interviste e organizzare presentazioni:
m.edizioni: 079 2674127 – 347 1944728 (Maria Mannuzzu)

info@medizioni.com

http://www.medizioni.com/

http://volkillibro.wordpress.com/

Pannella vs Pd

pannella_senatoNon sto insultando gratuitamente il Partito democratico: quando dico che sta mettendo in atto un comportamento tecnicamente eversivo, per sovvertire il risultato di un’elezione regolare, sono pronto a dimostrarlo anche in giudizio». Marco Pannella spiega di aver consultato anche i suoi avvocati, e che le pressioni del Pd (con il quale i radicali sono alleati, e del cui gruppo fanno parte i parlamentari pannelliani) per far dimettere il neo-eletto presidente della Vigilanza, Riccardo Villari, «configurano un reato punibile fino ai cinque anni», quello di attentato al funzionamento di organi costituzionali. E per impedire questo «comportamento delittuoso contro la virtù repubblicana» Pannella è pronto ad usare anche «le armi della non violenza» e ad attuare da oggi (previo parere dei suoi medici) «uno sciopero totale della fame e della sete» per «aiutare i garanti della legalità», a cominciare dal presidente della Repubblica.

Non siamo personaggi in cerca d’autore

Scrive Nichi Vendola su Liberazione:

Sarebbe bello poter compiere il nostro cammino dentro gli snodi delle odierne contraddizioni, facendo vivere un confronto aperto e coraggioso, una ricerca collettiva. […]
Rischiamo non solo di separarci tra noi, ma tutti noi, comunque collocati, rischiamo di separarci dal mondo, rischiamo di vivere lo spazio asfittico delle fissità politico-ideologiche, senza più intendere il rumore e il senso di quel cambiamento che torna a scaldare i motori. Rischiamo di essere travolti persino dall’onda anomala che aspettavamo: dalle viscere della crisi della globalizzazione, dai luoghi frammentati e minacciati della formazione e della produzione, dalle crepe nella gerarchia dei poteri e dei valori, sgorgano rivolte nuove, protagonisti territoriali o tematici, linguaggi critici che sono quella “domanda sociale” di una sinistra che invece fatica a incarnarsi, che cerca di reclutare piuttosto che di capire e interloquire. Di questa sinistra che appare muta, muta perché priva di parole, orfana di vocabolario, capace solo di citarsi addosso. Non siamo personaggi in cerca d’autore: anzi, gli autori abbondano. Semplicemente non abbiamo più un teatro, il teatro. A meno che non si pensi che, con un po’ di restauri, copione e proscenio si rimettono a posto e siamo pronti per recitare una qualche rivoluzione. Il teatro del Novecento è stato raso al suolo.

(segue)

Lettera aperta a Walter V.

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Scrive Paolo Guzzanti a Walter Veltroni, già sottoposto al fuoco di fila – anzi, di fiele – scatenato contro di lui da Maurizio Gasparri:

Ma porca miseria, Walter! Ma ci risiamo? Ma è mai possibile che seguiti a fare errori e mandi a ramengo qualsiasi politica che – ipoteticamente – potrebbe essere di sinistra? Non per buttarla a ridere, ma quel «Yes we can» di Obama non soltanto ti ha dato alla testa, ma porta sfiga perché ottiene l’effetto contrario perché la verità è che no, Waltie, you can’t.
You can’t, Waltie, and this is a fucking problem. And I really don’t know what else I can do for you (fuck!) Waltie. Di che sto parlando? Ma lo sai benissimo di che sto parlando: di questo pasticciaccio brutto del professor Villari che s’ha da dimettere dalla Vigilanza Rai, tipo «questo matrimonio non s’ha da fare», hai presente Renzo and Lucy, Waltie? Ora dimmi: come hai fatto a ficcare la testa in questo cappio? Te lo dico io come, Waltie: tu hai voluto prima incassare Di Pietro suicidando il tuo partito, poi hai cercato di scassare Di Pietro e poi incassare di nuovo Di Pietro e così via sempre in controtempo: come quando uno gioca a scopone e spariglia quando non deve e il compagno gli dà un calcio sotto al tavolo, Waltie, e cerca di capirmi.
Ti sei termopilizzato (ricordi le Termopili, Waltie? Avrai il dvd a casa, spero) su Leoluca Orlando perché era dipietrista. E hai sbagliato tempo perché a Di Pietro non gliene fregava niente. Poi hai mollato Di Pietro accendendo le speranze nel tuo orto ma le hai subito spente con l’idrante riacciuffando Di Pietro. Un casino, scusa la franchezza. […]

(segue)

Premio Nazionale di Poesia “Poesie al mondo”

È indetto il II Premio Nazionale di Poesia “Poesie al mondo”

– Il premio prevede la partecipazione gratuita con tre poesie inedite a tema libero;
– ai tre finalisti sarà pubblicata gratuitamente una loro raccolta di poesie e sarà donata una targa ricordo e un’opera d’arte;
– sarà inoltre pubblicata un’antologia del premio con le opere dei poeti finalisti e selezionati;
– scadenza 31 gennaio 2009.

Per il regolamento e per informazioni rivolgersi al curatore e/o segreteria del Premio:

Matteo Marangoni
Via Trento n.14
62100 Macerata
T/F 0733.265384
www.edizionisimple.itconcorsi@edizionisimple.it

Organizzazione: Terra dell’Arte – www.terradellarte.net
Partners artistici e tecnici: www.midac-terradellarte.netwww.edizionisimple.itwww.stampalibri.it
Partner istituzionale e patrocinio: Comune di Belforte del Chienti.

Giustizia ingiusta

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Scrive Piero Sansonetti, a proposito della sentenza della prima sezione del Tribunale sulle violenza commesse alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001, che ha assolto i vertici della polizia e condannato alcuni agenti e due soli dirigenti:

Probabilmente è la sentenza peggiore, la più sfacciata, la più arrogantemente ingiusta, che mai sia stata pronunciata da un tribunale italiano della Repubblica. Non si era mai vista una cosa del genere. I vertici della polizia tutti assolti. Gli autori e gli architetti di una pagina tra le più brutte, infami, della storia della polizia italiana, da quando è caduto il fascismo, tutti dichiarati bravi ragazzi. C’è stata solo una condanna, quella contro Vincenzo Canterini che è stato condannato a 4 anni e 3 mesi perché contro la sua partecipazione diretta al pestaggio dei ragazzi della Diaz erano state raccolte troppe prove. Gli altri responsabili di quell’orrore che recentemente è stato definito da un dirigente della polizia come «macelleria messicana», sono stati dichiarati non colpevoli. []

Liberazione: Ma tra Bondi e Santoro che differenza c’è?

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Scrive Boris Sollazzo su Liberazione, a proposito della querelle che vede l’inedita coppia Santoro – Bondi intenta a duellare con la satira radio-televisiva:

La tv è già abbastanza avvilente ma le goffe e improbabili mosse di personaggi pubblici, siano ministri o anchorman politici di riconosciuta fama, spesso peggiorano la situazione. Come spesso gli capita, Berlusconi ha aperto una moda. Prima, specialmente in Rai, si epurava sotto traccia, senza chiassate c’erano esili lunghissimi se non eterni. Se si esclude Grillo e la dissociazione in diretta di Baudo, prima dell’editto bulgaro non si stroncavano programmi e carriere con dichiarazioni di “guerra” pubbliche. Ora invece è il contrario, le rubriche della critica televisiva potrebbero essere riempite da lettere legali o comunicati ministeriali.

Destra e sinistra ormai si specchiano nella loro permalosa identità di vedute, nelle ipocrisie, nelle tentazioni liberticide. […]

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