Addio a Mike Francis

È scomparso stamattina a Roma uno degli artisti più noti e dotati della scena musicale Pop-Dance italiana degli anni ’80, Mike Francis. Con lui scompare un artista completo, inventore di un sound originalissimo e tuttora molto moderno.

Stupro in tv -> audience -> arma politica

Scrive Natalia Aspesi su Repubblica:

Se lo stupro diventa la prima notizia del più importante telegiornale Rai vuole dire che non si tratta più solo di un crimine efferato che può spezzare la vita di una donna, ma di un’ arma politica che non tiene conto del dramma individuale, ma se ne serve per altri fini non tanto occulti. Se infatti i telegiornali dovessero seguire sempre questo modo di informare, non ci sarebbe spazio per altre notizie, né internazionali né nazionali; visto che nel 2008 i casi di violenza sessuale denunciati (quindi una minima parte) sono stati 4465, e a voler essere pignoli, la massima parte dei criminali era italiana (58%), mentre i rumeni, sempre troppi, erano il 9,2%.

(segue)

Immolate Yourself, non solo il titolo di una canzone

A volte il destino ci riserva terribili sorprese, e il semplice titolo di un brano – Immolate Yourself – può assumere un signicato profetico, sinistro. È il caso della tragica scomparsa di Charles Cooper, dei Telefon Tel Aviv, band USA tra le più interessanti nel panorama della musica elettronica contemporanea.

Per una perversa coincidenza, ero in contatto con il loro PR: avremmo dovuto realizzare a breve un’intervista. Ieri all’ora di pranzo ci scambiamo alcune mail  per prendere accordi sulle modalità di realizzazione della cosa: tutto bene, ci aggiorniamo a presto. A metà pomeriggio ricevo una nuova mail del PR: “Sorry, amico mio, dobbiamo cancellare tutto. C’è stata una tragedia, e Charlie è morto.”

I Telefon Tel Aviv erano attesi a febbraio in Italia per un breve tour promozionale, in occasione del lancio del nuovo, eccellente, disco, Immolate Yourself, appunto.

Frank Miller – Matite su Hollywood

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Vi segnalo l’imminente uscita di un saggio di grande valore, dedicato a un nome cult del mondo dei comics e del cinema USA. Si tratta di Frank Miller – Matite su Hollywood, di Valentino Sergi (Edizioni XII)

È qui, nel roboante vuoto del film-concerto, del blockbuster sterile, del film muscolato, che intervengono gli autori come Miller: attraverso la trasformazione dei modi, il geniale recupero dei topoi e della misura, dei ritmi, ma con scandalosa, inedita energia, con forza e segno, grafismi e parole nuove.

(Dall’introduzione di Massimiliano Spanu).

E poi c’è il cinema, inesauribile fonte d’ispirazione. Miller firmerà gli script di Robocop 2 e Robocop 3, del cui risultato resterà talmente deluso da chiudere i ponti con Hollywood per anni, nonostante le sue opere continuino a essere saccheggiate per produrre film di qualità discutibile. Fino a Sin City almeno…

(Dal capitolo Premesse).

Message in a Book

In ogni libro c’è un messaggio…

…che l’autore desideri trasmetterlo consapevolmente o che lo faccia a livello inconscio. Quando si è davanti a un buon romanzo poi, è lo stesso lettore a cogliere il suo messaggio personale e unico, in una sorta di profana Lectio Divina. Così ogni libro è una bottiglia, nell’oceano della conoscenza, contenente infiniti messaggi per infiniti lettori. Questo blog vuol essere una spiaggia sulla quale le bottiglie si adagiano, rivelando parte dei segreti che custodiscono.

Questa la suggestiva dichiarazione d’intenti di un blog appena nato, Message in a Book, Recensioni, interviste, articoli e news dal mondo della medio piccola editoria, curato dall’eclettica Aurora Alicino, alla quale vanno tutta la mia ammirazione e il mio plauso per la bella inziativa.