Hitler era innocente

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Voglio segnalarvi un libro dal titolo provocatorio, Hitler era innocente, di Aldo Moscatelli, edito da un piccolo ma coraggioso editore, I Sognatori.

Il titolo, dicevo, è di certo audace, e potrebbe ingenerare iniziali reazioni di ostilità, a chi si limitasse a un approccio distratto, “da visita al mediastore.” In realtà, quell’enunciato contiene una serie di sottesi tutti da scoprire, in un gioco di rimandi (filosofici, letterari, psicologici e teologici) legati alla volontà di comprendere e spiegare in qualche modo le ragioni della Shoa, e le motivazioni più profonde connesse alla brutalità nazifascista.

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Nuovi critici musicali: i Vescovi!

Scrive oggi Roberto Cotroneo sull’Unità (e Curzio Maltese su Repubblica gli fa eco):

“[…] Ieri il Servizio di Informazione Religiosa dei Vescovi italiani ha scritto che Sanremo è «un Festival che vuole essere specchio della società italiana ma che è destinato a dare di essa la sua immagine più stereotipata e banale, quella falsa, confezionata ogni giorno dalla tv. Non c’è dubbio che lo spettacolo in qualche modo tenga. Ma le canzoni, quelle no, e soprattutto sul versante dell’originalità».

Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, ma che i Vescovi si intendano di canzoni, e si mettano a fare i critici musicali è perlomeno curioso. Come è curioso che Sanremo dia un’immagine stereotipata della società italiana, e che questa immagine stereotipata sia «confezionata dalla tv», ma solo quando la tv arriva al Teatro Ariston e porta le conigliette. Mentre quando è la televisione dei grandi fratelli e della spazzatura catodica di tutti i giorni, non ci sono problemi: vescovi e vaticano non si scomodano per niente. Prossimamente chiederanno di far mettere la calzamaglia a ballerine e soubrette come ai tempi delle gemelle Kessler?”

D’Alema: Facebook non basta

Massimo D’Alema, intervistato oggi da Repubblica:

[…] Per troppi mesi siamo rimasti sospesi nell’incertezza del “partito leggero”: non abbiamo capito se doveva essere un partito di iscritti, di sezioni, di gazebo. Il risultato è un ircocervo, che oggi nessuno sa ben definire. La mia vecchia sezione Ds contava 427 iscritti, era un centro vivace, pieno di iniziative. Quando abbiamo fatto il Pd, e abbiamo dato vita alla cosiddetta “elezione per adesione”, sono venute a votare 687 persone. Da allora, più nulla. Il tesseramento è iniziato con grande ritardo. Oggi la sezione ha 120 iscritti, e non ha più neanche una sede. Casi analoghi sono avvenuti in tante parti del Paese. Oggi il Pd ha grosso modo la metà degli iscritti che avevano i Ds. …Un grande partito, se vuole essere riformista e di massa, deve avere regole, strutture. Bisogna che la gente lo trovi, nel suo quartiere, nella sua città. Certo, lo deve trovare anche su Internet, su Facebook, o nelle piazze quando c’è una manifestazione. Ma questo non basta, non può bastare.

DEATH OF TELEVISION by Bruce Sterling

Un vero e proprio must: Bruce Sterling attore in un corto dedicato a uno dei miei tormentoni degli ultimi anni, la morte della televisione (perlomeno quella analogica). Per i fan più sfegatati di Bruce: il Nostro si trova in Nuova Zelanda, dove sta partecipando come conferenziere a Webstock.

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È finita così

Stamani il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha dichiarato:

La responsabilità del fallimento non è nè di Soru nè di Veltroni: è il Pd nel suo insieme che non va. Si tratta di un vento nazionale che spira in questo Paese. E il Partito Democratico non è in grado di tenerlo: tutta la leadership del partito – sosteneva Cacciari – in questi mesi si sta dimostrando non all’altezza della situazione. Non si affrontano i problemi organizzativi (che ho sottolineato tante volte), non si sviluppa un dibattito politico-strategico all’interno del partito, la dialettica è ancora bloccata sulle vecchie leadership e non si promuovono forze giovani. In questa situazione quanta strada si vuole fare? È evidente che finisca così.

Oggi pomeriggio, poi, è davvero finita così.

“Senza finzione”: la nuova collana di Stampa Alternativa

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Il 18 febbraio conferenza stampa in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma

Stampa Alternativa presenta la nuova collana “Senza Finzione”

nella sala dell’Arazzo in Campidoglio, alle ore 12.00.

Ne parlano Umberto Croppi, Marcello Baraghini e Ivan Scalfarotto assieme agli autori Alessandro Chiarelli e Andrea Pompili e alle direttrici di collana Antonella Beccaria e Simona Mammano.

“Senza finzione” la nuova collana di Stampa Alternativa

dal 20 febbraio in tutte le librerie

Inchieste “alla vecchia maniera” per affrontare tematiche scomode, legate a terrorismo, ricostruzione di crimini con valenza politica e di interesse pubblico, tutte vicende realmente accadute e scritte con registro narrativo o stile giornalistico. Inchieste di “controinformazione” ma soprattutto scritte da “inseders”, vale a dire persone che dall’interno narrano le vicende descritte; è il caso di Disonora il padre e la madre, il cui autore Alessandro Chiarelli, è responsabile dell’ufficio minori della Questura di Ferrara e raccoglie in forma di romanzo, alcuni dei casi di cui si è occupato. Così come l’autore de Le tigri di Telecom, Andrea Pompili, che vi ha lavorato per anni, occupandosi di sicurezza delle informazioni e coordinando anche il progetto “Tiger Team”, il gruppo fondato da Fabio Ghioni ed entrato nell’inchiesta milanese del settembre 2006. Una vera e propria spy story  dai risvolti tragicomici, tutti italiani.

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