Saramago, un caso di censura?

saramago

Liblog segnala quanto accaduto in casa Einaudi, riprendendo un articolo dell’Unità:

Einaudi non pubblicherà la traduzione italiana del prossimo libro di Josè Saramago, autore presente con ben 20 titoli nel catalogo della casa torinese. Lo sostiene il settimanale l’Espresso nel prossimo numero, in edicola domani, spiegando la decisione della casa editrice con il fatto che la nuova opera del Nobel portoghese contiene ‘giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario’.

Se la storia verrà confermata, allora sì ci sarà da preoccuparsi, perchè vorrebbe dire che davvero si è instaurato un regime, perfino nel mondo letterario.

Personalmente rimango un po’ perplesso, dal momento che Mondadori – editore di diretta proprietà berlusconiana – continua tranquillamente a pubblicare i libri di Massimo D’Alema e Walter Veltroni… E se invece la scelta di Einaudi si basasse su considerazioni come dire, non tanto ideologiche, quanto di natura commerciale? Insomma, sarebbe il caso di approfondire la querelle, magari raccogliendo il punto di vista dei diretti interessati.

Annunci

Analfabetismo emotivo

funny games - Copia

Scrive Umberto Galimberti su Repubblica delle Donne:

Ci lamentiamo spesso dell’indisciplina dei nostri ragazzi, della loro tracotanza, fino alle manifestazioni di bullismo, che, quando non sono bravate, determinano anche episodi tragici. Alla base c’è una mancata crescita emotiva, che ha reso il sentimento di questi ragazzi atrofico, inespressivo, non reattivo, per cui gli eventi passano accanto a loro senza una vera partecipazione, senza un’adeguata risposta di sentimento a quanto intorno accade. Finché la noia, che come un macigno comprime la vita emotiva, invade questi adolescenti impedendo loro di entrare in sintonia col mondo, oppure portandoli a gesti che impressionano, più che per la loro crudeltà, perché messi in atto “senza movente”. Lungo il percorso della loro vita questi ragazzi non hanno avuto occasione di mettere in contatto il cuore con la mente, la mente con il comportamento, e il comportamento con il riverbero emotivo che gli eventi del mondo incidono nel loro cuore. Queste connessioni non si sono costituite, e perciò nascono biografie capaci di gesti tra loro a tal punto slegati da non essere percepiti neppure come propri. È fallita l’educazione emotiva, e quindi la formazione del cuore come organo che, prima di ragionare, ci fa “sentire” che cosa è giusto e che cosa non è giusto, chi sono io e che ci faccio al mondo. E allora, come lei giustamente sollecita, la scuola non può esimersi dall’insegnare oltre alla matematica e alla lingua, anche la conoscenza di sé e le capacità interpersonali essenziali, che hanno la loro matrice in quei centri emozionali del cervello che, non coltivati, non consentono di instaurare relazioni con i propri simili di cui non si percepisce minimamente il mondo interiore. Ce ne dà conferma lo psicologo Daniel Goleman dell’Università di Harvard che in proposito scrive: “Siccome l’educazione delle emozioni ci porta a quell’empatia che è la capacità di leggere le emozioni degli altri, e siccome senza percezione delle esigenze e della disperazione altrui, non può esserci preoccupazione per gli altri, la radice dell’altruismo sta nell’empatia, che si raggiunge con quell’educazione emotiva che consente a ciascuno di conseguire quegli atteggiamenti morali dei quali i nostri tempi hanno grande bisogno: l’autocontrollo e la compassione!”. Se queste, indicate da Goleman, sono le mete da perseguire per consentire ai ragazzi di pervenire, oltre a un controllo delle proprie emozioni e dei propri gesti, a una comprensione di sé e dell’altro, ricorrere ai cinque in condotta o alle sospensioni sempre più severe, come si propone e da più parti si invoca, significa non aver capito dove sta davvero il problema, con conseguente ricorso alla punizione che sta sempre al posto di un’educazione mancata.

22 maggio 2009: Progetto Babele a Venezia

Il 22 maggio 2009,

a Venezia
dalle 17:00 alle 19:00
presso la Galleria A+A http://www.aplusa.it
del Centro espositivo Sloveno

Progetto Babele
a Venezia

Saranno presenti:
Cinzia Sgambaro (traduttrice e scrittrice),
Carlo Santulli (scrittore) e
Marco R. Capelli (fondatore di Progetto Babele).

Verranno presentati:
Ghigo e gli altri di Carlo Santulli (Edizioni Simple)
Per colpa del Dottor Moreau di Fernando Sorrentino
Da D´Annunzio a Pirandello di Mario Puccini,
storia di un libro ritrovato, a cura di M.R.Capelli e C.Santulli

Ospiti:
Emiliano Grisostolo, scrittore friulano,
che presenterà il suo ultimo romanzo:
Il castello incantato (Editrice Zona 2008)

Accompagnamento musicale
a cura di Fabrizio Milone e Luisa Lo Prieno

Letture di Lorena Zivelonghi e Elvira Naccari

La Galleria A+A è una sede espositiva no-profit, un centro espositivo per la promozione dell’arte slovena contemporanea ed internazionale, finanziata dal Ministero della Cultura sloveno. La prima sede della Galleria è stata Madrid, quando aprì i battenti dieci anni fa, in uno spazio abilmente restaurato dall’architetto Boris Podrecca. Dopo un lustro di frenetica attività, coordinata da Lidija Sircelj, la galleria si è trasferita a Venezia dove oltre ad ospitare mostre temporanee è anche la sede del padiglione sloveno alle varie Biennali.
La galleria è attualmente diretta da Aurora Fonda. Nell’ambito del programma espositivo si cerca di instaurare una rete di contatti con istituzioni cittadine e straniere allo scopo di organizzare tavole rotonde, performance, video proiezioni che offrano una panoramica delle espressioni artistiche di oggi, diventando un punto di incontro e di scambio fondamentale per la conoscenza del presente.

COME ARRIVARE
CONTATTI: Centro Espositivo Sloveno San Marco 3073 – Venezia 30124
Tel/Fax ++39 041 2770466

Giulio Cavalli a Gela con Rosario Crocetta

giulio20050074-large

Lunedì 11 maggio alle ore 18.00 Giulio Cavalli sarà sul palco di piazza Umberto I a Gela per testimoniare la propria vicinanza al sindaco Rosario Crocetta. Alla luce della recente notizia sullo sventato attentato ai danni di Rosario, Giulio Cavalli ha ritenuto importante ribadire il proprio appoggio in una lotta che “artisticamente” è iniziata proprio a Gela due anni fa:

continueremo la nostra battaglia con i mezzi che ci sono propri, sempre in prima linea, contro la vergogna di un’illegalità pavida e  unta che anela ad ingrassarsi sulla pelle di una società civile che ha il dovere di fare “resistenza”. Vi aspettiamo.

Qui l’articolo di Giulio Cavalli scritto per Rosario nel suo blog.