Lettera aperta dall’ATDAL

Ricevo e volentieri pubblico:

Egregio Sig. Presidente del Consiglio, questa poteva risparmiarsela

L’agenzia Reuters ha riportato oggi 5 giugno 2009, la seguente notizia:

“Silvio Berlusconi non ritiene che in Italia vi siano 1,6 milioni di lavoratori privi di sostegno in caso di licenziamento, come affermato dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nelle Considerazioni finali lette all’Assemblea annuale.

Parlando nella trasmissione radiofonica di RadioRai Radio Anch’io, Berlusconi ha infatti detto: “È un’affermazione del governatore che non corrisponde alle cose che emergono dalla realtà che noi conosciamo dell’economia italiana”.

Draghi ha sollecitato il governo a razionalizzare il sistema di ammortizzatori sociali affiancando misure di sostegno al reddito per coloro che sono privi di coperture.

Berlusconi ha rivendicato oggi l’azione di governo tesa ad aumentare le tutele ai disoccupati di fronte alla crisi economica, ipotizzando un innalzamento della percentuale di bonus una tantum concesso ai collaboratori a progetto che perdono il lavoro.

“Il governo ha stanziato per i prossimi due anni 34 miliardi di euro, ampliando il sistema della cassa integrazione precedente in modo che nessun italiano che perda il lavoro non possa usufruirne e resti isolato”, ha detto Berlusconi”.

Problemi familiari, veline, voli di Stato, complotti mediatici internazionali, ecc., sono i temi lungo i quali si è sviluppata la campagna elettorale.
Non rientra nei nostri scopi ed obiettivi intervenire su queste tematiche e per questo motivo ci siamo astenuti da qualsiasi commento.
Oggi però il Presidente del Consiglio ha ritenuto di intervenire su di una materia che ci riguarda direttamente ed in modo molto pesante.
E’ quindi nostro diritto / dovere esprimere il nostro pensiero che non può che essere di profondo sdegno per affermazioni che, al solo scopo di alzare il tiro nella fase finale della campagna elettorale, offendono la sensibilità di tante persone che si trovano a vivere sulla loro pelle la condizione denunciata non solo dal Governatore Draghi ma, anche, dal Presidente di Confindustria, dalle Organizzazioni Sindacali e da una marea di esperti di economia.
Quanti di noi hanno perso il lavoro senza poter trovare un minimo di sostegno al reddito, quanti di noi hanno visto colleghi di lavoro buttati in mezzo ad una strada senza alcuna forma di protezione. E quante famiglie vivono da anni condizioni di grave indigenza proprio per la perdita del posto di lavoro di un padre o di una madre.
Lo denunciamo da anni, lo testimoniano studi, convegni, indagini giornalistiche. E sappiamo bene che l’attuale crisi non ha fatto che ampliare una situazione già di per sé critica. Precari giovani e meno giovani, con la perdita di posti di lavoro indegni sia da un punto di vista economico che contrattuale, sono andati ad ingrossare le già numerose file di quei lavoratori ”maturi”  che da anni si sono visti negare il diritto ad un lavoro e ad un reddito.
Sono anni che le Associazioni di volontariato dedite al sostegno dei più deboli denunciano l’aumento delle famiglie italiane che si rivolgono a loro, sono anni che gli stessi dati Istat riferiscono di oltre 2.5 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà.
Per rimanere in un campo da noi ben conosciuto il nostro paese ha un tasso di occupazione degli over50 attestato al 32,5% a ben 17,5 punti dall’obiettivo del 50% fissato dalla Comunità Europea per il 2010. Un obiettivo sottoscritto dall’Italia ed in particolare da un precedente Governo Berlusconi, E non entriamo nel merito del livello della disoccupazione femminile dove la distanza tra l’Italia e gli altri paesi della UE è abissale.
Affermazioni quali quelle fatte dal Presidente del Consiglio sono inaccettabili nella loro superficialità, nella pochezza delle argomentazioni a sostegno, nella mancanza di rispetto per tanti italiani che ben sanno con quali difficoltà devono fare i conti ogni giorno.

Armando Rinaldi,
Presidente ATDAL
email atdalit@yahoo.it

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