Lucia Tilde Ingrosso vs. Federico Moccia: chi vincerà?

Venerdì 26 alle ore 18,30, alla cioccolateria/libreria “Dolce Idea” di Roma, in Via Tolemaide 14 (traversa di Via Candia) tenterò un esperimento ardito, arbitrando l’incontro tra Lucia Tilde Ingrosso e Federico Moccia, campioni dei rispettivi generi letterari: rosa-sentimentale Federico, giallo-noir Lucia.

La… ghiotta occasione è fornita dall’uscita del nuovo libro di Lucia, Nessuno, Nemmeno tu (Kowalski).

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“Memorie a perdere” su Poetilandia


Una nuova, graditissima, segnalazione della mia raccolta Memorie a perdere. Su Poetilandia, che ringrazio di cuore.

Dall’articolo in questione:

(…) Ma la prerogativa di questo volume, che si presenta con una bella copertina nera istoriata al centro con una serie di immagini bianche che sembrano rappresentare i ricordi frastagliati dell’autore, è il contenuto dei racconti, fatto di uomini e donne qualunque, alle prese con situazioni che, quasi senza che se ne rendano conto, sfuggono loro di mano, con esiti imprevedibili e non sempre piacevoli, quasi mai consolatori.

Le Schegge di futuro di Nicola Roserba

Segnalo una nuova, interessante, iniziativa legata alla Fantascienza di casa nostra, alla faccia di chi si ostina a considerare il genere in declino, specie nel Bel Paese: Il Mondo Digitale Editore inaugura il piano editoriale 2010 con una raccolta di racconti s.f. di Nicola Roserba, Schegge di Futuro.

Per la prima volta in formato Ebook l’autore romano inaugura il futuro del libro: storie di viaggi spaziali, di apocalissi, di tradimento e di redenzione. Storie di amori violati, di antichi e nuovi dei. Nove storie di possibili futuri, violenti, visionari e romantici.

Scrive Daniele Bonfanti nella sua prefazione:

Una birra gelata in una sera d’estate. Ecco come vanno giù i racconti di Nicola: uno dopo l’altro con un sapore pieno e diretto, onesto e senza fronzoli, che ti lascia in bocca a lungo l’aroma della soddisfazione, e – soprattutto – per qualche prezioso minuto ti porta via dalla testa preoccupazioni e pensieri. Magari di una giornata di lavoro piena di scadenze, di quelle che non ne vogliono sapere di finire. E allora via, veloce, lontano da qui, il piede giù sull’acceleratore e guai a sollevarlo. Naturalmente, niente cinture di sicurezza. È il sapore di una storia eccitante raccontata con complicità, da una voce che sa subito stringere la mano al lettore, guadagnarsi la sua simpatia come fosse quella di un vecchio amico, uno con cui ne hai passate di cotte e di crude e sa tutto di te (e tu di lui: non ti può ingannare, lo sai bene).  E allora siete lì, tutti e due insieme, a fianco di strane creature in viaggio da altri mondi, a coprirvi le spalle a vicenda in mezzo a sparatorie e coltellate, sapendo che potete contare sull’altro anche se perduti in tutti i sensi da qualche parte nel silenzio dello spazio; e forse vi scambierete perfino uno sguardo d’intesa alla fine dei giorni…

Giovanni Buzi, 1961-2010

Una notizia triste: Giovanni Buzi (Gianni) si è spento il 17 marzo 2010, dopo una lunga lotta contro il cancro. Pittore, scrittore, insegnante, era prima di tutto un essere libero, creativo e amante della vita e dell’arte. Nato a Vignanello, in provincia di Viterbo, il 10 marzo 1961, era andato a vivere a Roma all’età di 18 anni per studiare l’Accademia delle Belle Arti e la letteratura nell’ambiente vibrante ed emancipatore dell’Italia di allora.

Il suo umanesimo ateo si manifestava con una curiosità universale. La scoperta di altre persone, di altre culture, di altre fonti di bellezza non hanno mai smesso di animarlo. Per lui l’unica oscenità erano semmai l’arroganza dei potenti e la rassegnazione dei sottomessi. Ha affrontato la malattia con un coraggio e una lucidità eccezionali.

Si è fatto amare da tutti quelli che l’hanno curato. Durante i pochi mesi di tregua dal male, fra settembre e dicembre 2009, aveva dipinto centinaia di quadri che terranno viva la sua presenza. Quando ha saputo che non c’era più nessuna speranza, ha deciso di morire nella dignità e ha scelto il momento della sua partenza. Sopravviverà attraverso la sua pittura, la sua scrittura e l’immenso amore che ha dato in ogni momento della sua vita.

Ero entrato in contatto con lui per essermi aggiudicato un suo libro, Uragano, come premio per un concorso poetico. In seguito a questa felice circostanza ci eravamo scambiati alcune mail e, pur avendo avuto con Giovanni solo occasionali contatti epistolari, ne avevo tratto l’impressione di una persona di rare qualità, artistiche e umane.

Ricordo bene l’entusiasmo col quale mi comunicò la pubblicazione di quello che credo rimarrà il suo ultimo libro, Agnese, Ancora. Per una di quelle misteriose coincidenze che la vita ci regala, l’anno seguente avrei pubblicato anch’io un libro con lo stesso editore.

La cremazione del corpo avverrà martedi 23 marzo alle 13.15 nel crematorio di Uccle, Bruxelles.

20 anni di Urania per Giuseppe Lippi

Giuseppe Lippi non ha certo bisogno di presentazioni: traduttore, saggista, autore di racconti, esperto di letteratura fantastica in tutte le sue molteplici declinazioni, oltre che di cinema (è autore, tra le altre cose, della guida definitiva al capolavoro di Stanley Kubrick: 2001 Odissea nello spazio: dizionario ragionato, pubblicato nel 2008 dalla casa editrice Le Mani).

È stato curatore per Mondadori delle collane Oscar Fantascienza, Fantasy e Horror, ha curato l’opera completa in volume di H.P. Lovecraft ed è recentemente tornato in libreria con l’antologia Racconti fantastici del ‘900 (Mondadori, 2009).

Soprattutto, da vent’anni è al timone di “Urania”, “la corazzata della fantascienza italiana”.

Auguri, Giuseppe!

(via Urania blog)

Work in progress (più o meno)

Sto cercando di organizzare nuove presentazioni di quell’oggetto vilipeso e spesso poco acquistato che risponde al nome di libro. All’orizzonte si profilano almeno un paio di eventi di “area XII” e – udite udite! – anche qualcosina riguardante la mia antologia di racconti M.A.P. (tuttora disponibile scontata e con consegna in 24 h. su ibs), di cui si è parlato tempo fa qui.