L’autunno di Berlusconi?

Scrive Alexander Stille nel suo blog, col consueto acume e considerando il berlusconismo in una, ahinoi, sconsolante prospettiva storica:

[…] Si potrebbe forse dire che e’, in qualche modo, finito il berlusconismo, o almeno un certo tipo di berlusconismo, cioe’ il berlusconismo come modello ideale capace di fare sognare la gente. Quando Berlusconi ha cominciato c’era nel suo elettorato un vero entusiasmo tra i suoi elettori, un convincimento (contro tutta l’evidenza  dei fatti, a mio avviso, ma non per questo meno genuino) che Berlusconi era l’uomo dei miracoli, capace di fare dell’Italia quello che ha fatto alla sua azienda e di fare degli italiani quello che ha fatto agli azionisti della Mediaset. C’era anche il convincimento che la ricchezza personale di Berlusconi fosse un fatto positivo: troppo ricco per farsi corrompere, piu’ pratico, piu’ in  gamba e piu’ a contatto con i bisogni della gente dei politici tradizionali. Credo che questo mito sia tramontato. Ormai gli scandali degli ultimi due anni hanno reso fin troppo evidente che Berlusconi s’interessa quasi esclusivemente degli interessi suoi a scapito del bene pubblico; che s’interessa poco dei problemi del paese; e che Berlusconi invece di porre fine alla corruzione e il clientelismo che hanno caratterizzato la Prima Repubblica li ha continuati e forse peggiorati.  Tutto cio’, non significa che questi elettori non voteranno piu’ per il centro-destra o per Berlusconi, ma lo faranno senza grandi illusioni e con stanchezza, per ragioni di tornaconto personale (almeno Berlusconi non mi manda la Guardia di Finanza) o per disaffezione verso la sinistra.

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Kiss more, tweet less

Bob Herbert sul N.Y.T. si mostra molto critico sulla dilagante tendenza al multitasking umano e sulla “iper connettività”.
Non potrei essere più d’accordo.

We need to reduce the speed limits of our lives. We need to savor the trip. Leave the cellphone at home every once in awhile. Try kissing more and tweeting less. And stop talking so much.

Listen.

Other people have something to say, too. And when they don’t, that glorious silence that you hear will have more to say to you than you ever imagined. That is when you will begin to hear your song. That’s when your best thoughts take hold, and you become really you.

La corsa selvatica di Riccardo Coltri in Demo eBook

Da oggi è disponibile in dowload gratuito, dal sito di Edizioni XII, la versione Demo eBook de La corsa selvatica, di Riccardo Coltri, contenente i primi tre capitoli dell’episodio conclusivo del romanzo e l’appendice del libro: Caccia Selvaggia, di Dario Spada e altri ricchi contenuti extra: un’intervista di Matteo Poropat all’autore, e i due articoli I cani infernali, dell’autore, e l’uomo-cane del duomo di Verona, di Daniele Bonfanti.
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Stephen Frears intervistato da D

Una cosa che non ha mai capito della gente?

Che ci sono persone interessanti e altre che non lo sono.

Come si immagina il paradiso?

Devo proprio?

Il vero lusso è?

La vita di un artista. L’immaginazione.

Cosa conta più dell’amore?

L’amore. Il resto sono cose stupide, anche la paure sono stupide, alla fine dei conti.

Il suo più grande fallimento?

La vita è un fallimento, sei lì e non fai che errori. Non puoi farci niente. Tranne fare nuovi errori, un po’ migliori di quelli precedenti.

Cosa è la perfetta felicità?

Non fare errori, o dimenticarli.

(via SeiDiModa)

Nuovi titoli in eBook: Esce “Mistero”

Nicola Roserba cura, per Il Mondo Digitale Editore, Mistero, una raccolta di racconti, che hanno come terreno comune l’ignoto, l’arcano, l’alterità. È lui stesso a chiarire la natura e il senso del progetto:

La selezione che ho pensato di proporre qui contiene otto opere – di cui una, concedetemelo – mia, che reputo straordinarie per livello qualitativo, sia per quanto riguarda la storia narrata, sia, e forse soprattutto, per la qualità con cui viene narrata.
Sono storie che parlano di Mistero, appunto, non di orrore o terrore. Il loro scopo non è far paura, ma semmai solo di innervosire quel tanto che basta. Trovo che non sia necessario far sempre volare teste e altri pezzi del corpo per rendere interessante un racconto. Spero che questa raccolta ne sia la prova.
Ho raccontato di questo mio progetto, che proseguirà a settembre e poi oltre, fino a Natale e al 2011, a tante persone, riscontrando apprezzamento e approvazione, quando non un imbarazzante – in senso positivo – entusiasmo.
Sono contento di questo, perché non ho percepito perbenismo o condiscendenza. Erano tutti piacevolmente interessati al mio lavoro, e spero che il risultato non li deluderà. Altra ottima impressione mi ha fatto la facilità con cui ho trovato una firma importante per la prefazione – l’ottimo Luigi Milani – e che nessuno degli autori mai si sia interessato circa un possibile emolumento a loro favore. L’emolumento c’era eccome, invece, e questo testimonia la serietà della casa editrice.

L’opera è pensata espressamente per il nascente, ma già assai promettente, mercato digitale dell’eBook, ma è altresì disponibile anche in versione cartacea, per gli irruducibili papirofagi.