Bravi autori n. 3

È uscito il numero di aprile della rivista letteraria Bravi Autori – Il Foglio Letterario.

Questo l’indice: Editoriale – Alessandro Napolitano, Le interviste di BraviAutori, G. Pizzo e W. Catalano – Miriam Mastrovito, Le interviste di BraviAutori, L. Milani – Pia Barletta, Le interviste di BraviAutori, S. Picchio e la “Porta Segreta” – Alessandro Napolitano, Di Web in web, Blogging! – Ylenia Zanghi, Storia Rinascimentale, Il Buonarroti – Simone Messeri, Speciale Cuba – Gordiano Lupi, Scienza, Il modo più veloce per andare da A a infinito – Roberto Paura, Alchimia, La morte consente di trasmutare la materia e lo spirito – Luigi Crisriano, Archeoastronomia, Le civiltà perdute e il mito del diluvio – Roberto Guarnieri, Cinema, Mangiati vivi! – Matteo Mancini, BraviAutori presenta, Andrea G. Pinketts e Svetlana K. Begotti – BraviAutori, Musica, U. Palazzo e il Santo Niente – Sara Cuscito e Gabriele Mastrapasqua, Musica, Amusia – Angela Sannino, Musica, Laurens Hammond – Cosimo Vitiello, Letteratura, Lo stile del campione – Vincenzo Bonicelli, I racconti di BraviAutori, Uranofobia – Miriam Mastrovito, I racconti di BraviAutori, La limonata – Eva Bassa .

Se ne può effettuare il download gratuito da questo indirizzo.

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Autori per il Giappone

Autori per il Giappone

Mentre l’Europa giustamente si preoccupa per la guerra in Libia – l’Italia in primis, vuoi per il suo passato coloniale, vuoi per la recente, imbarazzante “amicizia” del nostro Premier con il dittatore sotto scacco Gheddafi – la situazione in Giappone rimane grave. Dopo il terremoto e lo tsunami, la catastrofe nucleare di Fukushima ormai è una realtà.

Sulla scorta di quanto già avvenuto all’estero, anche da noi il mondo dell’arte si mobilita. L’iniziativa si deve alla scrittrice e blogger Lara Manni, che ha promosso una meritoria operazione, Autori per il Giappone: un blog che sta raccogliendo le opere di molti scrittori, professionisti (tra questi la regina del fantasy italiano, Licia Trosi) e non e di illustratori (un nome per tutti, Franco Brambilla, illustratore tra l’altro della collana s.f. Mondadori Urania)

Ci sono opere realizzate ad hoc – come ad esempio il breve racconto s.f. scritto dall’autore di questo blog – accanto a incipit di romanzi e testi di varia natura. Importante soprattutto è fare un’offerta a Save the Children, organizzazione attiva anche sul fronte degli aiuti al Giappone. Ogni donazione, di qualunque entità, sarà ben accetta.

Guerra in Libia. Quali costi e conseguenze?

Mezzi distrutti durante raid aerei compiuti stamani in Libia. Sky

Ricevo e volentieri pubblico una riflessione di Carlo Ruta sull’intervento in Libia. L’autore ha di recente pubblicato il saggio Guerre solo ingiuste (Mimesis edizioni).

Guerra in Libia. Quali costi e conseguenze?
I motivi possibili di un attacco, presentato ancora una volta come umanitario, che minaccia di tradursi in un disastro di lungo periodo, alle porte di una Europa che rischia di pagare un conto elevatissimo.

di Carlo Ruta

In Libia è partita una guerra, che i governi dell’Occidente e gran parte dei mezzi d’informazione presentano ancora una volta come umanitaria. Di cosa si tratta realmente? Per comprendere quanto sia credibile tale motivo, è utile partire da un paio di dati storici recenti. Israele alcuni anni fa ha pianificato e attuato in Palestina una operazione che ha denominato con coerenza «piombo fuso». L’esito è stato di qualche migliaio di morti, quasi tutti civili. Ma nessuno ha minacciato una guerra «umanitaria». Nessuno si è guardato bene dal metterla in opera, come nessuno si era esposto a tanto già nella precedente operazione «Pace in Galilea», dagli esiti analoghi. Altro caso istruttivo è quello dello sterminio delle popolazioni cecene pianificato e attuato da circa venti anni dai governi della Russia, prima con Eltsin poi con Putin. Si tratta per certi versi di una guerra infinita, che ha provocato centinaia di migliaia di morti, in massima parte civili. Fino ad oggi nessuno Stato ha invocato però l’avvio di guerre «umanitarie». Nella Libia di Gheddafi tale tipo di azione, in difesa dei diritti delle popolazioni, è stata invece voluta risolutamente dalle nazioni forti dell’Occidente, su input degli Stati Uniti e con la convalida del consiglio di sicurezza dell’ONU. A quali costi, in termini di vite umane?

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False percezioni… lessicali

Fumo di Londra

Il malcostume imperante di utilizzare a sproposito termini stranieri e tecnicismi da linguaggio pseudo iniziatico in articoli e comunicati stampa – vezzo antico, ma purtroppo sempre in auge  – sta raggiungendo ormai vertici irraggiungibili di parossismo.
E, al contempo, di ridicolo, come testimonia il breve passo che qui riporto, tratto da un’intervista al zufolante direttore editoriale di una nota casa editrice:

[….] La scelta di portare le nostre serie a soli 7 mesi di distanza dalle pubblicazioni americane rispetto agli attuali 9-10 risiede nella volontà di sfruttare al meglio il buzz derivante da eventi e albi speciali, per restare il più possibile sul pezzo senza che l’hype per un grande evento (…) si perda nel passare di troppi mesi.

Il catch-up comincerà da subito, per concludersi poi intorno a novembre. […]

Vizi, virtù e leggende dei miti del rock

Il quotidiano Barisera recensisce in profondità il romanzo Nessun Futuro. Lo fa analizzandone i vari piani di lettura e compiendo un ricco excursus sui tanti misteri di cui è costellato il mondo del rock, dalle leggende metropolitane sulle presunte false morti di personaggi quali Elvis Presley o Michael Jackson, alle contraddizioni e al malaffare presente in certo show business.

Leggi la recensione.

Non una storia banale

kurt cobain

Bravi Autori recensisce il romanzo Nessun Futuro.

Un piccolo estratto dalla recensione:

Non una banale storia, ma un unirsi consapevole di personalità complesse, che difficilmente si lasciano intrappolare dalle convenzioni e dagli stereotipi; una storia avulsa da perbenismi, con tutte le ordinarie insofferenze che umanizzano i personaggi rendendoli quanto mai credibili. “Nessun futuro” è uno spaccato sulla società del consumismo, sull’apparire piuttosto che sull’essere, somministrato in maniera sottile ma incisiva, anche quando, quasi “di striscio”, accenna alle colonizzazioni camuffate da evangelizzazioni al solo scopo di sottomettere e distruggere interi popoli e la loro civiltà, come ad esempio gli Indiani d’America. La voce narrante compie un viaggio interiore oltre che fisico, e che sia femminile non è un caso: le sfaccettature, i pensieri inespressi, le piccole contraddizioni vengono colte diversamente dalla sensibilità della donna. Il linguaggio è asciutto, privo di orpelli, ma allo stesso tempo ricercato, i personaggi ben delineati, la storia è complessa ma strutturata in maniera lineare. Continua a leggere