Il panico dei Plutocrati

I partecipanti alla protesta Occupy Wall Street sono stati demonizzati, di più, derisi, dai Signori di Wall Street. Non potrebbe essere diversamente: questi ultimi, strenui difensori ed essi stessi rappresentanti della parte più ricca e privilegiata d’America, si sentono minacciati.

Eppure speriamo che la protesta si estenda, fino a mostrare l’insostenibilità delle posizioni dei Repubblicani, che si ostinano a rigettare qualunque ipotesi di riduzione dei loro privilegi fiscali.

Paul Krugman sul N.Y.T. analizza la situazione con la consueta lucidità:

What’s going on here? The answer, surely, is that Wall Street’s Masters of the Universe realize, deep down, how morally indefensible their position is. They’re not John Galt; they’re not even Steve Jobs. They’re people who got rich by peddling complex financial schemes that, far from delivering clear benefits to the American people, helped push us into a crisis whose aftereffects continue to blight the lives of tens of millions of their fellow citizens.

Per concludere:

So who’s really being un-American here? Not the protesters, who are simply trying to get their voices heard. No, the real extremists here are America’s oligarchs, who want to suppress any criticism of the sources of their wealth.

Steve Jobs, 1955-2011

Questa è una di quelle notizie che davvero non vorresti mai sentire. Accendo la tv, mi sintonizzo come al solito su RaiNews e la corsa dei titoli mi chiude lo stomaco: Steve è morto.

Sì. per chi, come me, utilizza dai primi anni ’90 i prodotti della Casa di Cupertino, Jobs è sempre stato “Steve”. Steve, il misfit, the genius, il grande innovatore, il modello irraggiungibile.

Può apparire retorico dirlo, ma è vero, senza Steve il mondo oggi sarebbe diverso. Ciò che ha fatto nel mondo dell’informatica, delle comunicazioni, dei media, del design rimane epocale, imprescindibile.

Oggi Steve non c’è più, ma lo spirito delle sue innovazioni e l’esempio del suo approccio alla vita rimarrà tra noi.
Ne sono certo.

Esce Il cacciatore di uomini, di Glauco Silvestri

Pyra Edizioni, una nuova presenza nell’effervescente campo dell’editoria digitale,  si affaccia sul mercato con la sua prima pubblicazione: Il cacciatore di uomini, un romanzo thriller di Glauco Silvestri, autore indie in attività da molti anni.

L’opera è acquistabile in digital delivery nei formati ebook più diffusi, al prezzo di 3,00 euro.

La trama: Mercurio, il protagonista, è un killer di professione. A un certo punto della sua carriera decide di aprire un blog senza valutarne le conseguenze. Forse a causa del blog, la sua umanità torna a galla. Si innamora di Nadia e decide di lasciare tutto per lei…una scelta pericolosa per entrambi.

Chi volesse saggiare, prima dell’acquisto, lo stile di Glauco Silvestri, può farlo scaricando gratuitamente Professione: assassino, racconto che introduce i personaggi de Il cacciatore di uomini, gettando le basi per gli eventi narrati nel romanzo.

Info
http://www.pyraedizioni.com
e-mail: info@pyraedizioni.com

Chet Williamson intervistato da Il Posto Nero

È online sul Posto Nero l’intervista “Dieci Coltelli” con Chet Williamson, autore horror, mystery e thriller pluripremiato.

Cos’è “Dieci Coltelli”? Si tratta di un nuovo tipo di intervista, immediato e diretto, al limite dell’irriverenza. Nel numero di oggi emerge tutta la verve di questo rinomato autore di opere di genere horror, mystery, suspense e fantasy. Il suo ultimo romanzo è Defender of the Faith (2011)

Romics 2011, il disastro

Cronache da Romics 2011, ossia l’11° Festival del fumetto, dell’animazione e dei games: una vera Caporetto. Visitata nel pomeriggio della seconda giornata, spettacolo sconsolante e avvilente: pochissime case editrici, molti spazi vuoti, massiccia presenza di negozi di comics ma soprattutto merchandising.

Diversi chioschi di specialità dolciarie da sagra paesana e sporcizia ovunque: lo sbando più indecente. Branchi di cosplayer malinconici, gli occhi spauriti e i visi desolati, si aggiravano per la Fiera, ridotta ad hangar – discarica.

Il piazzale antistante l’anello di collegamento – il tunnel sopraelevato – è il primo biglietto da visita della Nuova Fiera di Roma: erbacce ovunque, scale mobili rotte, giardini ridotti a una steppa riarsa, uno scenario da ex Iugoslavia. Dulcis in fundo, il servizio di pullman navetta ridotto ai minimi termini.