Trentasette anni fa moriva un poeta

… Un grande poeta anzi, e anche un pensatore considerato scomodo, forse perchè fin troppo lucido e determinato. Poeta, dicevo, ma non solo: scrittore, giornalista, regista, polemista veemente. Mi riferisco naturalmente a Pier Paolo Pasolini, oggi ampiamente ricordato, almeno sul Web.

Cito il bell’articolo di Natale Fioretto sul blog magazine Graphomania, che non tralascia di evidenziare l’enorme importanza che non solo sul piano politico, ma anche quello culturale riveste tuttora la figura del grande intellettuale, barbaramente ucciso la notte tra il primo e il 2 novembre del 1975.

Di diverso tenore, ma non meno interessante, il pezzo di Simone Gambacorta apparso sempre oggi su Postpopuli, che prende le mosse da un rilievo mosso di recente da Antonio Pascale sulle pagine del Corriere della Sera, in merito alla presunta visione che avrebbe avuto di Napoli il grande poeta.

Da ultimo, un ricordo personale del momento in cui appresi la terribile notizia dell’assassinio di Pasolini, un tiepido pomeriggio di novembre di molti anni fa. Di nuovo su Graphomania.

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