Friday for Future: l’importanza della Biomimetica

cover BiomimeticaIn occasione dell’importante iniziativa friday for future mi permetto di consigliare caldamente la lettura del saggio Biomimetica, La lezione della natura.

E non perchè sia stato curato dal sottoscritto, ma per l’importanza del messaggio contenuto nel libro.

Di cosa parla il saggio:

Il libro è un saggio-intervista dedicato agli importanti temi della biomimetica – cioè l’ispirazione dalla natura – del design, della sostenibilità ambientale e sociale, nonché delle problematiche legate al ciclo produttivo, dalla sua fase iniziale, la progettazione, sino al suo esito finale, spesso poco o nient’affatto sostenibile.

L’opera riserva inoltre particolare attenzione alle tematiche, di stringente attualità, delle fonti energetiche alternative e del riciclo dei prodotti di scarto delle attività produttive e della normale vita quotidiana.

L’approccio è volutamente colloquiale, nell’intento di rendere l’accesso a questi argomenti più accattivante e coinvolgente, pur nel pieno rispetto formale della correttezza terminologica e dell’attendibilità scientifica.

La Zona Morta Magazine: n. 25!

cover 25La Zona Morta Magazine, storica rivista aperiodica “di horror, fantascienza, fantasy, mystero e tutto ciò che è fantastico nella migliore tradizione della Zona Morta” è approdata a un traguardo importante, l’uscita numero 25.

Quello che segue è il testo del comunicato stampa diffuso dall’infaticabile Davide Longoni, da sempre alla guida del Magazine e del sito omonimo.

A meno di un anno dall’uscita dell’ultimo numero del nostro Magazine (stavolta siamo stati più celeri), torna il formato cartaceo della Zona Morta pronto ad accogliere i finalisti della nuova edizione del “Trofeo La Centuria e La Zona Morta”, giunto quest’anno al suo undicesimo compleanno… decisamente un traguardo insospettabile, ma soprattutto che ci inorgoglisce!

Per non parlare poi di quanto siamo orgogliosi di essere giunti alla pubblicazione di questa 25esima fatica cartacea, anzi 26esima se consideriamo il mitico numero 0… insomma, numeri che consideriamo, ogni volta e ogni anno che passa, decisamente importanti, tanto per noi quanto (speriamo) per voi che continuate a seguirci da ormai così tanto tempo.

Ancora una volta la nostra rivista/fanzine deluxe, “La Zona Morta Magazine”, sarà un balenottero di sola lettura, come ormai è diventata consuetudine da qualche anno a questa parte: il numero sarà dunque dedicato alla narrativa fantastica, che saprà sicuramente portarvi oltre la dimensione della realtà, per distogliervi, anche solo per un attimo, da quello che una volta si chiamava (per dirla con una pubblicità d’altri tempi): “il logorio della vita moderna!”.

Vi daremo il meglio del meglio del nostro Trofeo, perché quella che leggerete in questo numero è la rosa dei cinque finalisti, i migliori in assoluto, coloro che hanno saputo ammaliare noi e la nostra giuria di qualità tanto da guadagnarsi le prime cinque posizioni. E a proposito della giuria di qualità, ci teniamo a ringraziare tutti quanti i nostri baldi e impavidi giurati, che hanno saputo dare un importante tocco professionale al nostro concorso: Donato Altomare, Alessio Banini, Anna Giraldo, Emanuele Manco, Giovanni Mongini e Filippo Radogna… grandi nomi, grande qualità!

Anche stavolta quindi, grazie a questa nuova e rinnovata formula, siamo convinti di aver fatto e dato del nostro meglio, augurandoci di aver accontentato un po’ tutti gli appassionati del fantastico, prendendo a piene mani dal fantasy, ma anche dalla fantascienza e dall’horror, giusto per non farci mancare niente: leggere per credere!

Per i vostri ordini non dovere fare altro che rivolgervi come sempre al circuito Lulu.com.

E allora cosa state facendo ancora lì congelati? Scioglietevi buttandovi a capofitto nella lettura di questo nuovo numero de “La Zona Morta Magazine” e divertitevi insieme a noi! Da parte nostra non ci resta che continuare a ringraziarvi per il sostegno che ci fornite ogni volta in questa nostra/vostra avventura cartacea e ogni giorno in rete, augurandovi buona lettura.

Arrivederci nell’aldilà!

Caro amico Lucio, sono già 7 anni?

Sette anni Lucio Dalla abbandonava il suo transito terrestre. Era il primo marzo del 2012: un infarto improvviso in un albergo di Montreaux, dove aveva tenuto un concerto – purtroppo l’ultimo – la sera prima. 

A proposito della dimensione live di Lucio, ho avuto la fortuna di ascoltarlo un paio di volte dal vivo, una delle quali con mio padre (non c’è più neanche lui, ma il suo spirito è sempre con me, ne sono più che convinto) verso la fine degli anni ‘70, in occasione del mitico tour di Banana Republic con Francesco De Gregori e un giovanissimo Ron.

Sono davvero ricordi indelebili, di quelli scolpiti sulla pietra. Lucio in concerto era un’autentica forza della natura.

Ma torniamo al 2012. Avevo visto Lucio poche settimane prima al Festival di Sanremo, e a dirla tutta a me (e non solo) era parso un poco affaticato. Ma la vita di un artista a certi livelli, lo sappiamo, non è uno scherzo e ricordo che non volli darci peso più di tanto.

E invece.

Lucio è morto, sì. Ma come scrivevo nel post precedente, in fondo le rockstar non muoiono mai davvero. Per me e, credo, per tutti quelli che lo hanno amato profondamente, è ancora vivo.

Qualche tempo fa lo ricordavo così sulle pagine di Graphomania.

Le rockstar non muoiono mai

Lanottecheuccisijimmorrison.jpgC’è chi dice che in un certo senso le rockstar non muoiono mai davvero, perchè le note delle loro canzoni continuano a risuonare a oltranza sui nostri smartphone, sui lettori CD, sui giradischi (ora che stanno tornando, pare, di moda), sul solito YouTube.

È anche per questo che tendiamo a considerare questi artisti ancora vivi. Per sempre.

Se si considera poi che molti – anzi forse la maggior parte – personaggi celebri sono scomparsi in circostanze poco chiare, se non addirittura misteriose, si comprende bene come nascano e si perpetuino le tante leggende metropolitane che vorrebbero i nostri beniamini vivi e vegeti, magari in un’isola celata agli occhi di noi comuni mortali…

Non dovrei dunque stupirmi – piacevolmente, s’intende – del fatto che un mio romanzo breve uscito qualche anno fa, La notte che uccisi Jim Morrison, sia divenuto nel suo piccolo una sorta di long seller.

È quanto mi ha comunicato giorni fa l’amico Mauro Saracino, patron di Dunwich Edizioni, che non mi stancherò mai di ringraziare per l’entusiasmo e la fiducia profusi all’epoca nel mio insano racconto.

Nè d’altro canto posso esimermi dal ringraziare gli amici lettori per il gradimento che continuano a tributare a questo piccolo libro.