L’isola senza morte: una recensione

coverisolasenzamortejpg1Inaspettatamente, a distanza di qualche anno ormai dalla sua prima pubblicazione come romanzo breve o novella che dir si voglia, L’isola senza morte (in seguito ripubblicata, sempre da Nero Press Edizioni, nel volume Solo il mare intorno assieme ai lavori degli illustri colleghi Danilo Arona e Angelo Marenzana), pare riesca a suscitare ancora interesse.

Un lettore molto attento e preparato, Simone Dellera, l’ha infatti recensita sulla pagina Facebook della rubrica da lui dedicata alle recensioni e su Amazon. Grazie di cuore!

L’ultima intervista

EshkolNevo_Lultimaintervista

Tra l’altro, urge decidere se, nel breve tempo che mi resta su questa terra, voglio scrivere. Se un altro libro è la cosa più importante da concludere prima che comincino i dolori al petto.

Sul blog magazine Libri e Parole ho recensito L’ultima intervista, di Eshkol Nevo. Si tratta di un libro molto particolare: all’apparenza è un’intervista, come recita appunto il titolo, ma in realtà può essere letto come una sorta di autobiografia romanzata.

Credo sia l’opera più riuscita, al momento, dello scrittore israeliano: sincera e appassionante, a tratti riesce a essere anche divertente.

Addio a Joe Sinnott

Alla bella età di 93 anni è scomparso Joe Sinnott, inchiostratore, rifinitore e disegnatore dei più talentuosi della scena fumettistica mondiale.

Il suo nome rimarrà indissolubilmente legato a quelli di giganti del fumetto quali Jack Kirby, John Buscema, George Perez, John Byrne e tanti altri. Solo l’anno scorso aveva annunciato il suo ritiro dal lavoro. Ne avevo parlato qui.

Addio, “Joltin” Joe. I tuoi splendidi lavori non cesseranno di affascinarci.

 

Joel Schumacher, un altro addio

SchumacherDavvero un periodo triste, questo. È scomparso ieri, all’età di 80 anni, Joel Schumacher. È stato un regista di grande talento, dallo stile ben riconoscibile, specie nei film d’azione.

Ha diretto pellicole eccellenti, come Il Cliente, tratto dall’omonimo romanzo di Grisham, 8mm – Delitto a luci rosse, Linea Mortale, Number 23, Tigerland, ma soprattutto – almeno a mio parere – lo strepitoso Un giorno di ordinaria follia.

A dire il vero, ha firmato anche 2 film della saga di Batman, forse non esattamente memorabili, ma a loro modo comunque interessanti.

Addio a Zafón

Riprendo dal blog (sempre interessante!) Words and Music and Stories questo bel ricordo del grande Carlos Ruiz Zafón. Uno scrittore dall’inventiva sfrenata, capace di mescolare più generi letterari – realismo e fantasia, narrativa “alta” e “bassa” – come pochi altri.

Ho amato moltissimo i suoi romanzi e il suo approccio alla scrittura, sofisticato ma allo stesso tempo in grado di dar vita a pagine godibilissime e coinvolgenti per il lettore.

words and music and stories

664px-Carlos_Ruiz_Zafón_-_001 [Mutari] Escriptor espanyol  Carlos Ruiz Zafón a Barcelona – 2008 Si e spento ieri, 19 giugno 2020, a soli 55 anni, lo scrittore catalanoCarlos Ruiz Zafón.
Tradotto in oltre 40 lingue e considerato lo scrittore spagnolo più letto al mondo dopo Cervantes, Zafón aveva raggiunto la notorietà internazionale con il suo romanzo “L’ombra del vento”.
Uscito in sordina in Spagna nel 2001, grazie al passaparola “L’ombra del vento”è divenuto un vero caso editoriale, premiato da un successo globale, seguito da altri best seller internazionali come “Il labirinto degli spiriti”, “Il prigioniero del cielo”, “Il gioco dell’angelo”, “Marina” e libri di narrativa per giovani.

Ecco una scelta di frasi tratte da “L’ombra del vento“:

💨 “L’uomo, da scimmia qual è, è un animale sociale e considera il clientelismo, il nepotismo, gli intrallazzi e il pettegolezzo, modelli intrinseci di comportamento etico.”

💨 “La malvagità presuppone un certo spessore…

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Cronache dell’Armageddon

ArmageddonSegnalo un’importante uscita targata Kipple Officina Libraria, l’antologia di racconti Cronache dell’Armageddon, omaggio al compianto Alan D. Altieri.

Curata da Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati raccoglie ben venti lavori firmati da autori del calibro di Danilo Arona, Barbara Baraldi, Giuseppe Genna, Gianfranco Nerozzi, Dario Tonani, Lukha Kremo e altri, e diversi ricordi.

La prefazione è di Franco Forte. La strepitosa copertina è stata realizzata dal sempre più bravo Franco Brambilla.

Ho incontrato in un paio di occasioni Altieri, rimanendo subito conquistato dalla carica umana e dalla caratura artistica dell’artista. Com’è noto, è stato grande scrittore, raffinato traduttore, editor delle collane da edicola Mondadori, sceneggiatore a Hollywood (!), e mentore di tanti autori in cerca di affermazione.

Il deserto dei tartari

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Un’immagine tratta dal film Il deserto dei Tartari

Compie ottant’anni Il Deserto dei Tartari, il romanzo forse più celebre del grande Dino Buzzati.

Un libro affascinante e difficile, che ha avuto anche un’efficace trasposizione cinematografica, realizzata da Valerio Zurlini nel 1976.

È un vero peccato che oggi Buzzati sia quasi dimenticato o comunque poco conosciuto dai lettori. Eppure è stato uno dei più grandi narratori del secolo scorso, attraversando con grande abilità e passione vari linguaggi espressivi, pittura e fumetto compresi.

La sua produzione è stata vastissima, ma un buon modo per accostarsi all’opera di Buzzati potrebbe essere la lettura de Il colombre e altri cinquanta racconti, un’antologia che restituisce bene temi e atmosfere ricorrenti nella narrativa di quello che non a torto fu definito “il Kafka italiano”.

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Breve storia della letteratura rosa

breve-storia-della-letteratura-rosa_coverAvete mai letto un romanzo rosa? Giurate di no? E invece potreste averlo fatto, sia pure a vostra insaputa. Solo che non è così scontato associare in un unico genere Pamela di S. Richardson e Liala, Jane Eyre e Twilight.

Il punto è che che il mondo del “rosa”, nella sua storia e nelle sue differenti espressioni, è ben più vasto e articolato di quanto forse siamo abituati a pensare.

Patrizia Violi, in questo saggio piacevole e leggero, analizza con cura elementi ricorrenti, evoluzione, nomi celebri e recenti sviluppi della letteratura di consumo più amata di sempre, peraltro non dalle donne, come erroneamente si continua a credere.

Addio a Roberto Gervaso

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E così il 2 giugno, Festa della Repubblica, se n’è andato anche Roberto Gervaso, un altro di quei personaggi che credevamo immortali, per averci accompagnato con la loro perspicacia e cultura lungo l’arco di molti decenni.

Storico di vaglia, giornalista e scrittore brillante e sagace, autore di aforismi degni del miglior Oscar Wilde, la sua è stata una voce brillantissima, dotata di quel gran dono che è l’autoironia, qualità spesso sconosciuta agli intellettuali di casa nostra, non di rado verbosi e tromboni.

Voglio salutarlo proprio con una delle sue frasi lapidarie ma di grande effetto, lette per anni nella sua strepitosa rubrica Il Grillo Parlante sul Messaggero:

La vita è la più monotona delle avventura, finisce sempre allo stesso modo