Altrisogni.it recensisce Il demone di carta

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Nei giorni scorsi è apparsa sul sito della prestigiosa rivista letteraria Altrisogni una bella e acuta recensione, a firma Enza Sentito che qui… sentitamente (non ho resistito al calembour, spero che l’autrice del pezzo mi perdonerà) ringrazio, del racconto Il Demone di carta, di recente pubblicato in Ebook da Edizioni Graphe.it.

Ne riporto un breve estratto:

Lo stile di Luigi Milani è accattivante e misterioso e induce il lettore a leggere la storia tutta d’un fiato, poiché racconta, passo dopo passo, la discesa di un uomo disperato e preda della sua fissazione verso lidi sconosciuti e incomprensibili. La storia, pur essendo brevissima (circa 15 pagine), risulta scorrevole e coinvolgente, con un finale aperto che calza a pennello

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Roma perde la sua voce più bella, Lando Fiorini

lando-fiorini-bigliettiPeriodo davvero fosco per il mondo della musica, ma non solo. Ieri ci ha lasciato un altro grande personaggio, Lando Fiorini, cantore di una Roma che, ahinoi, non c’è più. Quella del sornione Aldo Fabrizi, della graffiante e indimenticabile Gabriella Ferri, degli stornelli e delle musiche immortali di Armando Trovajoli.

Una perdita, dicevo in apertura, non solo per la musica. Sì, perché Lando Fiorini è stato anche attore di teatro e cabaret, e volto televisivo celebre, soprattutto negli anni ’70 e ’80, in quei programmi di varietà lontani anni luce dalla greve e chiassosa beceraggine della tv di oggi.

All’estero si va giustamente fieri delle tradizioni popolari, folk, portate avanti con coraggio e ostinazione ad esempio da personaggi come Willie Nelson. Forse dovremmo cominciare a fare altrettanto anche nel nostro Paese. e valorizzare di più voci e volti ben più meritevoli di tanta paccottiglia usa e getta da streaming selvaggio.

Solo il mare intorno a Più Libri Più Liberi

plpl2017nuvola-e1512425378766È in corso la sedicesima edizione di Più libri più liberi.

Quest’anno, grande novità, lascia la sede storica del Palazzo dei Congressi dell’Eur per trasferirsi presso la famigerata Nuvola di Fuksas, per la precisone al  Roma Convention Center – La Nuvola, centro congressuale ideato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group.

L’evento è importante, dedicato com’è all’editoria medio piccola del nostro Paese, l’unica forse in grado di dar voce a quegli autori, nazionali e internazionali, che diversamente non avrebbero possibilità di farsi conoscere.

Solo il mare intorno coverGli eroici amici di Nero Press Edizioni partecipano anche quest’anno. Potete incontrarli allo STAND A44, assieme ad alcuni autori della tenebrosa scuderia Nero Press.

Troverete esposto, oltre ovviamente alla ricca schiera di titoli targati Nero Press – tutti di altissimo livello, come ad esempio Demoni di Alberto Buchi e Tim Curran, e Avvento di Debora Spatola –   il volume Solo il mare intorno, della diabolica ditta Arona – Marenzana – Milani.

Kipple presenta Numero Dieci, di Marco Milani

Vi segnalo un’uscita importante targata Kipple Officina Libraria, e non tanto per il cognome dell’autore del libro in questione, quanto per l’oggettiva qualità di Numero Dieci, romanzo di Marco Milani già finalista al Premio Kipple 2017.

Maggiori informazioni al riguardo nel post che segue.

KippleBlog

Kipple Officina Libraria presenta Numero Dieci, romanzo di Marco Milani finalista al Premio Kipple 2017. La pubblicazione è edita sia in formato digitale che in cartaceo; la copertina è a cura di BestDesigns.

Tutta la poetica di Milani si dispiega alle porte del sogno, e ci porta lontano su ali leggere ma solide. Siamo ai primordi della razza umana, quando si misurava imberbe con le ineffabili potenze energetiche del cosmo, che ancora impregnano la nostra vita impegnata e materialista: riuscirà il protagonista dell’infinito sogno a tirare le fila della sua stessa coscienza e del suo futuro?
L’autore non ha bisogno di presentazioni: la vittoria del Premio Kipple 2014, la sua militanza e cofondazione del Connettivismo e della rivista NeXT fin dal 2004, parlano per lui.

Sinossi

Marco Milani ci porta nel suo universo zen con la magia del sogno, mostrandoci le sottili connessioni che sfuggono alla nostra vigile…

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Addio, Johnny Hallyday

Johhny Halliday

Nella notte di mercoledì un altro grande personaggio ha lasciato questa nostra dimensione, Johnny Hallyday. Aveva 74 anni. Da tempo lottava con un cancro ai polmoni, ma non aveva rinunciato alla sua arte, alla sua vita da eterno ribelle.

Per chi come me è stato giovane nei primi anni ’70 la figura di Hallyday ha incarnato a perfezione il ruolo del bello maledetto, rocker dalla vita spericolata molto prima del Vasco nazionale.

Non solo. Come tutti sanno, Johnny Hallyday è stato anche eccellente attore. Mi piace ricordarlo tra l’altro ne L’uomo del treno, splendido film del 2003 diretto da Patrice Leconte.

Mi mancherà davvero, assieme alla, ahinoi, nutrita schiera di grandi artisti che hanno di recente abbandonato questo piano dell’esistenza.

Intervista con fumetto ad Amedeo Balbi

Vi segnalo un’iniziativa vieppiù brillante e innovativa: una “intervista con fumetto” ad Amedeo Balbi. Il tutto è disponibile gratuitamente in formato digitale su tutti i portali ebook e sul sito di Kipple Officina Libraria.

Si parla di argomenti interessanti e “pregnanti”, come capirete leggendo il post che segue.

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È disponibile gratuitamente su tutti i portali ebook e, naturalmente, sul sito Kipple, l’intervista con fumetto ad Amedeo Balbi, nata da un’idea di Roberto Bommarito e Alessandro Napolitano; l’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Electric Sheep Comics, mentre le tavole e i disegni interni sono di Marzio Mereggia. Il lettering è di Claudio Fallani e la copertina è di Ksenja Laginja.

Il tema dell’intervista verte sul ruolo dell’uomo nell’universo e vira su altre suggestioni aliene e astrofisiche tenute insieme dalla passione per la Fantascienza e la Scienza, passando per gli argomenti che interessano l’umanità sul procinto di una possibile Singolarità Tecnologica.

Amedeo Balbi è nato a Roma nel 1971, è professore associato di astronomia e astrofisica al Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, i suoi interessi di ricerca spaziano dall’origine dell’universo…

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Macerie, di Laura Accerboni

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Kipple Officina Libraria ha appena pubblicato, nella collana VersiGuasti, Macerie, di Laura Accerboni, poetessa che in questa pubblicazione dà prova di asciuttezza.

Non v’è alcun fronzolo o ammiccamento alla poesia contemporanea che tende a giocare con finali a sorpresa e spiazzanti: al contrario, la voce dell’autrice è lineare, portatrice di un’evidenza limpida, fattuale nella sua immediata evidenza. Materia che si (im)pone come concreta evidenza.

La bella introduzione è opera di Alex Tonelli e presenta il percorso artistico di questo volumetto digitale, impreziosito dalla copertina di Ksenja Laginja e dalle opere grafiche interne del collettivo SpiceLapis;

Dall’introduzione

Apparentemente ermetiche, quasi fossero prive di un significato logico, di una narrativa da condividere con il lettore, private di un messaggio da comunicare e di una storia da narrare, le poesie di Laura Accerboni colpiscono e, come detto sopra, si (im)pongono evidenti, fattuali oggetti di materia, ipostasi composte di suoni e voci.
Monadi, le poesie dell’Autrice genovese sono Monadi di dolore, aggregati di un amalgama fatto di memorie, di terriccio, di corpi, di carta vergata, di radici e piante. Impasti secchi di sensazioni in cui solo lontanamente si rintraccia un senso compiuto, un significato manifesto. Ciò che resta dall’operazione compiuta dalla poetessa è un indistinto groviglio di immagini intrecciate l’una con l’altra in un apparente delirio emozionale.
Confini dentro la schiena, erba che non cresce (però) dentro le mani, montagne dentro celle fredde, case che pregano e radici che diventano fondamenta, stelle fatte di terra, mari di calce solcati da corpi alla deriva. Questo l’immaginario apparentemente distorto di Laura Accerboni.
Poesie che diventano oggetti, sfere dense di intrisa corporeità, ostacoli contro cui il lettore si scontra, si imbatte e ciò che prova è ciò che naturalmente vive ogni qual volta viene messo di fronte alla propria muta finitudine, all’impossibilità ontologica, al banale non-potere. È il dolore, mai citato direttamente dall’Autrice; il dolore è descritto in molte delle sue infinite manifestazioni: “un limite \ piantato in gola \ come una scheggia”, “Stelle \ piene di terra”, “l‘erba \ dentro le mani \ però non cresce”.

La quarta

Un’idea si è composta lentamente, stratificandosi di emozione in emozione durante le ripetute letture di questi versi, una sensazione che si è fatta strada sillaba dopo sillaba, aldilà dell’apparente contenuto dei testi, oltre il suono e il significato. Un’emozione che solo si sa afferrare e vagamente descrivere: le poesie di Laura Accerboni sono materiche, fatte di densa sostanza e non di parole. Di sassi e polvere, di radici e piante, di lacrime e calce, di corpi.

L’autrice

Laura Accerboni è nata a Genova nel 1985. Attualmente vive a Lugano dove ha frequentato il Master in Lingua, Letteratura e Civiltà Italiana (USI). Sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste tra cui Nuova corrente (Visti da fuori. La poesia italiana oggi in Europa); Italian Poetry Rewiew (Plurilingual Journal of creativity and criticism sponsored by Columbia University, The Italian Academy for Advanced Studies in America and Fordham University); Gradiva (International Journal of Italian Poetry Editor Luigi Fontanella); Poesia Crocetti Editore; Lo Specchio della Stampa; Steve; Capoverso; Loch Raven Review (USA, Maryland) e sulla rivista olandese Kluger Hans. Sono in corso di pubblicazione sulla rivista svedese 10TAL, sull’antologia InVerse (John Cabot University Press) e sul settimanale tedesco Der Siegel. Ha conseguito diversi premi letterari tra cui: Lerici Pea giovani (1996); Premio internazionale di poesia Piero Alinari (2011), Sezione poesia inedita; Premio Achille Marazza Opera Prima (2012). Nel 2016 è uscito presso la casa editrice Nottetempo il libro di poesie La parte dell’annegato. Nel 2010 ha pubblicato per le Edizioni del Leone la raccolta poetica Attorno a ciò che non è stato (Premio Marazza Opera Prima, 2012). È stata ospite di festival internazionali tra cui: Poetry International Rotterdam (Olanda); Goran’s Spring (Croazia); Felix Poetry Festival (Belgio); Struga Poetry Evenings (Macedonia); Međunarodni festival suvremene poezije Brutal (Croatia); Poetas D(in)versos (Coruña); Babel Festival di letteratura e traduzione (Svizzera); ChiassoLetteraria (Svizzera); Internationales Literaturfestival Leukerbad (Svizzera); Poestate (Svizzera); Poetry on the Road (Germania); Days of Poetry and wine (Slovenia). Nel 2017 ha presentato il suo lavoro all’Università di Cork e all’Università di Dublino. Parteciperà̀ ai festival Ars Poetica (Slovacchia), 10Tal / The Stockholm Poetry Festival (Svezia), InVerse Poetry Festival (John Cabot University, Roma, Italia). Dal 2016 è tra i poeti selezionati nell’ambito del progetto Versopolis promosso dall’Unione Europea. Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, olandese, svedese, sloveno, croato, arabo, slovacco, romeno, armeno e macedone.

Le illustratrici interne

Il Collettivo SpiceLapis. Spicelapis è il temperamatite, ciò che affila, aguzza le matite e le menti per riversare in linee ordinate su carta il vortice che si ha nella testa.
Spicelapis è un collettivo di illustratori, nato a Udine nel dicembre 2015, che opera in modo attivo con l’intento di creare un luogo in cui far nascere idee e progetti legati all’illustrazione e all’arte. È una realtà totalmente autogestita e autofinanziata, nella quale la collaborazione di tutti i membri è fondante e fondamentale.
Attualmente il gruppo vanta diverse collaborazioni su tutto il territorio regionale, tra cui il circuito della Libreria Diffusa di Udine, la Biblioteca Guarneriana di San Daniele, il Daydreaming Project di Trieste ed il Far East Film Festival, per il quale ha realizzato la mostra “Metamorfosi” in Galleria Tina Modotti a Udine, ad Aprile 2017, per l’apertura della 19° ed. del Festival.
Per la prima volta collabora con Kipple Officina Libraria nel progetto di illustrazione del volume di VersiGuasti dedicato a Laura Accerboni.
www.facebook.com/SpiceLapis
spicelapis@gmail.com

L’autrice della copertina

Ksenja Laginja (Genova, 1981) alterna alla sua attività letteraria una ricerca sull’illustrazione e le sue sperimentazioni. Nel 2005 ha esordito con la sua prima silloge poetica “Smokers die younger”per Annexia edizioni. Finalista al Premio “Ossi di Seppia” (XX edizione) è redattrice di Bibbia d’Asfalto e collabora con Words Social Forum. I suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie, a cui affianca un’intensa attività di reading. Nel 2015 ha pubblicato la silloge “Praticare la notte” per Ladolfi Editore. Nel 2016 è stata selezionata come autrice dal progettoZENIT POESIA – Progetto 4×10<40, a cura di Sebastiano Aglieco e Marco Bellini, promosso dalla casa editrice La Vita Felice. Con i suoi disegni ha partecipato a esposizioni personali e collettive sul territorio nazionale. Nel 2017 ha vinto il concorso di illustrazione SCANNER, promosso dalla libreria Scripta Manent.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Laura Accerboni, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Illustrazioni interne: collettivo SpiceLapis (Francesca Macor, Mavi D’Andrea, Michela Borean, Patrizia Loccardi, Sara Zanello, Silvia Di Natale e Serena Giacchetta)
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0,95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-84-4

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