Neuromante, William Gibson

WilliamGibson

Nelle scorse settimane ho tentato un esperimento ardito: provare a rileggere, a distanza di molti anni dalla prima lettura, Neuromante di William Gibson, romanzo archetipico del movimento cyberpunk, pubblicato nel lontano 1984.

L’esperienza, benché funestata da una realizzazione in ebook a dir poco approssimativa (mi riferisco alla versione “mobi” per Kindle) è stata interessante. Ne parlo diffusamente qui.

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Addio a Philip Roth

philiprothrivelato-1024x538E così, mentre gli illustrissimi membri dell’Accademia di Svezia sono alle prese con scandali più o meno beceri e imbarazzanti – com’è noto, quest’anno il Nobel per la Letteratura è ignominiosamente saltato – dopo aver assegnato in passato il premio a personaggi a dir poco discutibili, il grande Philip Roth ci lascia.

Dopo la scomparsa di Saul Bellow, Norman Mailer e, proprio pochi giorni fa, anche di Tom Wolfe, il mondo della cultura sembra aver perso le sue voci più autorevoli.

Col cuore davvero affranto, ho abbozzato un breve ricordo di Roth qui.

Scadenza Premio Kipple 2018: proroga!

Una notizia importante per i tanti scrittori interessati a partecipare al Premio Kipple 2018: la scadenza è prorogata al 31 maggio! Per tutti i dettagli vi rimando al post che segue.

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Come riportato dal bando del Premio Kipple 2018, il 30 aprile scadranno i termini per la partecipazione al concorso. Per venire incontro a chi fosse interessato al contest ed è in ritardo con l’invio, segnaliamo che la scadenza sarà prorogata al 31 maggio; ricordiamo quindi i principali punti del Premio:

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, digitale e sul WEB, neppure parzialmente. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 100 cartelle dattiloscritte e massima di 400 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.

I generi ammessi sono:

Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk, anticipazione, ecc.)
Weird (new weird, fanta-horror, neo-noir, horror, urban fantasy, ecc.)

Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3)È…

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Nuovo trailer (in italiano) per SOLO: A Star Wars Story

L’esordio del grande Ron Howard nella saga “stellare” di Star Wars, sia pure in un film cosiddetto spin-off, sembra molto promettente: il countdown è cominciato!

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SOLO: A Star Wars Story sembra essere uno degli spin-off più attesi di Star Wars. Dopo avervi mostrato il primo trailer, è adesso disponibile un nuovo assaggio che vi mostriamo in coda al post. Le atmosfere del trailer sembrano molto più dark rispetto a quelle a cui siamo abituati: non mancano però le battute e il divertimento che caratterizzano l’universo Star Wars. SOLO: A Star Wars Story dovrebbe sbarcare nelle sale italiane il 23 maggio 2018. Nel frattempo godetevi il nuovo trailer:

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Il ritorno della divinità: Maeba, di Mina

Maeba

Non vorrei vi fosse sfuggito Maeba, il nuovo disco di quella divinità aliena che risponde al nome di Mina.

La divina, pur assente dalle scene dalla fine degli anni ’70, ha continuato implacabile a produrre dischi a cadenza annuale: a volte i risultati sono stati all’insegna della routine (sempre all’interno dei parametri stellari di Mina, intendiamoci).

Ma altre volte ha regalato al suo pubblico vere e proprie perle, come il primo disco di duetti con il pard Celentano (del 1998), o l’album Piccolino del 2011 (di quest’album vi consiglio di ascoltare la struggente Compagna di viaggio, del compianto Giorgio Faletti).

Quest’anno le è di nuovo riuscito il miracolo. Sì, perchè ha davvero del miracoloso la qualità della sua voce, in grado di passare dai toni più lievi e delicati al tipico birignao strafottente e quasi sprezzante di Mina, fino al dispiego a pieni polmoni come nessuna cantante – non solo della sua età – riesce o si azzarda a fare.

Ma torniamo al disco. È un lavoro stupefacente: c’è la Mina sontuosa anni ’70 del brano d’apertura Volevo scriverti da tanto; quella stralunata, quasi sperimentale de Il tuo arredamento, di una cover destrutturata e affascinante di Last Christmas di George Michael… ma ci sono anche Blues, pop, jazz, il tutto condito da arrangiamenti e sonorità mai banali o tirate via.

Sono gli ingredienti che mancano ad esempio a Giorgia: una voce da paura, ma servita da un materiale il più delle volte non all’altezza, diciamocelo.

Concludo segnalandovi che Il brano di chiusura del disco, Un soffio, psichedelico e folle, è musicato da un certo Boosta

‘NUff said, ragazzi.

Workshop di Lukha B. Kremo al FIPILI Horror Festival di Livorno: 28 e 29 aprile

Nei prossimi giorni un importante workshop al FIPILI Horror Festival, in svolgimento a Livorno dal 28 al 30 aprile, vedrà impegnato il vulcanico Lukha B. Kremo: trovate altre info nel post che segue

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Segnaliamo un workshop al FIPILI Horror Festival, in svolgimento a Livorno dal 28 al 30 aprile (qui il programma completo), che vedrà impegnato il nostro editore Lukha B. Kremo:

Workshop letterario per gli amanti della fantascienza, a cura del Premio Urania 2015 Lukha B. Kremo: “Scrivere un racconto di fantascienza” è un seminario che si svilupperà nelle prime due giornate del festival, il 28 e 29 aprile 2018, dalle ore 15 alle 18 presso Asili Notturni (Nuovo Teatro Delle Commedie), in via Terreni, Livorno.

Primo giorno – 28 aprile

* Fantascienza, distopia, cyberpunk, steampunk: generi e sottogeneri della letteratura fantastica
* Impostare una storia e progettarne la lunghezza
* Elementi della narrazione: personaggi, dialoghi, scene
* Errori da evitare, infodump, sperimentalismi, antiscientificità
* Sviluppare un proprio stile narrativo
* Presentazione di “Pulphagus®: Fango del cieli” romanzo vincitore del premio URANIA 2015
* Presentazione di “Freakshow”…

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Testimone del tempo, la rivincita di Red Canzian

Vi segnalo un album da ascoltare e riascoltare più volte, per lasciarsi piacevolmente sorprendere: Testimone del tempo, di Red Canzian.

Si tratta di un disco a base di sano Pop-rock, prog, servito da una gran voce, grandi musicisti (Enrico Ruggeri, Aldo Tagliapietra, Ivano Fossati, Ermal Meta tra gli altri). È un lavoro ricco, ben suonato e arrangiato, ma di sostanza, sia nei brani lenti che in quelli più grintosi. C’è poca elettronica e gli arrangiamenti suonano molto asciutti e diretti: caratteristiche rare, di questi tempi.

Il pezzo migliore, da vecchio appassionato di progressive quale sono, è a mio avviso quello che chiude il disco, Cantico: oltre 8 minuti con numerosi cambi di tempo e sonorità potenti che riportano alla magia e all’incanto degli anni ’70.

Bisogna dire che rispetto ai dischi prodotti dagli ex compagni di strada Facchinetti/Fogli e Battaglia siamo su un altro pianeta, per freschezza compositiva ed energia. E sì che il lavoro precedente di Red mi aveva lasciato invece abbastanza indifferente.

Ma si sa, certe asprezze della vita a volte ti lasciano in eredità una gran voglia di riscatto, anche e soprattutto nei confronti della vita. È quello che è accaduto con questo disco, un po’ come avvenne anni fa a Dave Gahan con Ultra dei Depeche Mode (e che mi ispirò in parte la scrittura del romanzo Nessun Futuro, ma questa è un’altra storia e non vorrei divagare troppo).

… Bravo Red, e bentornato (alla faccia dei recenti, ripetuti guai di salute)!