Caro amico Lucio, sono già 7 anni?

Sette anni Lucio Dalla abbandonava il suo transito terrestre. Era il primo marzo del 2012: un infarto improvviso in un albergo di Montreaux, dove aveva tenuto un concerto – purtroppo l’ultimo – la sera prima. 

A proposito della dimensione live di Lucio, ho avuto la fortuna di ascoltarlo un paio di volte dal vivo, una delle quali con mio padre (non c’è più neanche lui, ma il suo spirito è sempre con me, ne sono più che convinto) verso la fine degli anni ‘70, in occasione del mitico tour di Banana Republic con Francesco De Gregori e un giovanissimo Ron.

Sono davvero ricordi indelebili, di quelli scolpiti sulla pietra. Lucio in concerto era un’autentica forza della natura.

Ma torniamo al 2012. Avevo visto Lucio poche settimane prima al Festival di Sanremo, e a dirla tutta a me (e non solo) era parso un poco affaticato. Ma la vita di un artista a certi livelli, lo sappiamo, non è uno scherzo e ricordo che non volli darci peso più di tanto.

E invece.

Lucio è morto, sì. Ma come scrivevo nel post precedente, in fondo le rockstar non muoiono mai davvero. Per me e, credo, per tutti quelli che lo hanno amato profondamente, è ancora vivo.

Qualche tempo fa lo ricordavo così sulle pagine di Graphomania.

H.P.L.

646053cbb4368220c0cf43ccae95c6b6
H.P. Lovecraft, © Dino Battaglia

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa, avvenuta il 15 marzo 1937, del Solitario di Providence, il grande Howard Phillips Lovecraft

La portata innovativa della sua opera e l’influenza che l’autore ha esercitato e continua a esercitare su intere generazioni di scrittori, registi e musicisti sono argomenti ben noti ai tanti estimatori di HPL.

Eppure vale la pena di leggere l’appassionato ritratto di Lovecraft apparso oggi su Graphomania: c’è ancora così tanto da apprendere dalla lezione di questo autore  – ma anche poeta, critico letterario e saggista – dall’immaginazione sconfinata e dalla tecnica narrativa unica!

Per approfondire:

http://blog.graphe.it/2017/03/15/hp-lovecraft-vita-opere

Quando arrivarono i Tedeschi

quando-arrivarono-i-tedeschi-241707

L’Europa oggi sembra tornare a dividersi, tra personalismi ed egoismi. Un’ottima occasione allora per ricordare cosa accadde una settantina d’anni fa nel nostro Paese, quando l’esercito tedesco intraprese la ritirata verso il Nord, diretto in Germania.

C’è un “piccolo grande” libro, uscito lo scorso anno, che rievoca quel periodo, tramite il racconto della quotidianità di persone semplici, scossa all’improvviso dal verificarsi di eventi tanto inattesi quanto terribili.

Il volume in questione è Quando arrivarono i Tedeschi, di Gianluca Meis (Graphe.it Edizioni), e se ne parla più diffusamente qui.

1000 post!

post-milestone-1000-2x

En passant, la I.A. (non proprio, ma forse ci manca poco, dai) di WordPress mi segnala che il post precedente era il millesimo! Direi che si tratta di un traguardo niente male, considerando poi che da diversi anni ormai i soliti esperti menagrami intonano il De Profundis dei blog…

Grazie a voi, cari amici, fedeli testimoni delle mie… false percezioni, appunto!