Tutto il cinema è addio

Segnalo la recente uscita, lo scorso marzo, di un saggio interessante per chi ama il cinema: Tutto il cinema è addio, scritto da Michele Montorfano e pubblicato da Graphe.it.

La scheda del libro:

C’è il tempo nel suo svolgersi e ripetersi, e c’è il cinema, che si lascia aprire come un vaso di Pandora per farci guardare nel nostro ieri. C’è la vita, il ritmo naturale, e c’è il cinema: un’altra vita che rimane segreta fintanto che è ancora da vedere, colma di ogni cosa, dall’orrore fino all’amore. Mondi divisi che si forzano continuamente l’uno verso l’altro, oltrepassando la propria soglia e tornando indietro dopo aver rubato qualcosa. Nel mezzo e sul confine nasce questo libro, che si incammina sulla strada dell’estetica e della fenomenologia del cinema scandagliandone il legame con il tema dell’Addio, «luogo in cui l’immagine si deposita nella sua contemporaneità assoluta». Da Drive a 8 ½ l’autore percorre le pieghe della settima arte attraversando le sue fughe, le sue angosce, le sue ambiguità. Perché il cinema è qualcosa che «non finisce mai continuando a finire» e dal cuore della propria solitudine «getta la maschera del tempo per indossare quella del destino».

Max Schreck, l’attore vampiro

Max Schreck, l’attore vampiro

Il 4 marzo 1922 fu proiettato per la prima volta a Berlino Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau, considerato all’unanimità un capolavoro del cinema horror.

Impersonava il vampiro, chiamato conte Orlok per non violare i diritti d’autore del Dracula di Bram Stoker, il misterioso attore tedesco Max Schreck, del quale si hanno poche e frammentarie informazioni.

Tra realtà e leggenda, mito e finzione creata ad arte, il saggio appena uscito di Eleonora Della Gatta (editing e progetto grafico a cura di Alessandro Balestra) cerca di svelare i segreti di questo sinistro ma suggestivo personaggio.

La pagina web dell’editore

Joker

Joker

Di recente mi sono occupato, sulle pagine del portale Nero Cafè, del film Joker. Magnificamente interpretato da un Joaquin Phoenix in stato di grazia, è un’opera che travalica i limiti, spesso angusti, del cosiddetto cinecomic.

Al contrario, è un film che si rifà a modelli “alti”, il cinema di Martin Scorsese in primis. Non ha nulla dei classici clichè supereroistici e i temi che affronta sono più che degni di riflessione: il disagio sociale, l’alienazione, la diversità, la violenza urbana dilagante, l’avidità del potere…

Se volete approfondire l’argomento, potete leggere la recensione qui.

Tenet

Ho finalmente recuperato Tenet, il film monstre che, almeno nelle intenzioni dello scatenato regista Christopher Nolan e dell’intera industria cinematografica, avrebbe dovuto risollevare le sorti malandate del cinema internazionale.

Così non è stato, per i ben noti motivi, anche se il film è stato comunque un successo, visto il periodo a dir poco difficile, con un’esigua minoranza di cinema aperti al momento dell’uscita in sala.

E al momento nel nostro Paese le sale cinematografiche restano ancora chiuse a oltranza; moltissimi film restano nel limbo, altri vengono o verranno distribuiti in streaming con varie modalità. Una pessima situazione per tutto il mondo dello spettacolo, in definitiva.

Tornando allo specifico del film, Tenet rappresenta per certi versi la summa dell’approccio al cinema di Nolan: visionario, spettacolare, potente, sontuoso, ma anche contorto, complesso (forse fin troppo, a detta di molti).

Citazionista (dei film di James Bond, innanzitutto), ma anche di se stesso, il regista regala al tramortito spettatore quasi 2 ore e mezza di grande spettacolo, a patto di rassegnarsi a reiterate visioni del film nel tentativo di venire a patti con lo svolgimento oggettivamente tortuoso della trama.

Ma è grande cinema allo stato puro, anni luce superiore a tante sciatterie prodotte fin qui: montaggio esasperato, effettistica audio-visiva mostruosa, recitazione d’alto livello.

Se potete, guardatelo. Non rimarrete indifferenti, credetemi.

Mother!

Di recente mi sono occupato di un film “pseudo” horror, diretto dal talentuoso ma in questo caso fin troppo ambizioso Darren Aronofsky, e interpretato da un cast di celebri attori: Javier Bardem, Jennifer Lawrence, Ed Harris e Michelle Pfeiffer.

Non è un film imperdibile, a mio avviso. Ma se volete approfondire l’argomento e leggere la recensione – tranquilli, è breve! – potete farlo cliccando qui.

Il colore venuto dallo spazio

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Nei giorni scorsi ho recensito per il portale Nero Cafè il film Il colore venuto dallo spazio, presente sulle principali piattaforme streaming.

Diretto dal redivivo (in senso artistico, eh!) Richard Stanley, è un buon adattamento dall’omonimo racconto di H.P. Lovecraft, apparso nel lontano 1927.

Ne ciancio più diffusamente qui.

Origini segrete

Nei giorni scorsi ho recensito per Nero Café Origini Segrete, un film spagnolo di recente apparso sulla piattaforma streaming Netflix.

Si tratta di una pellicola divertente, un thriller che per certi versi gioca a travestirsi da film di supereroi pur senza esserlo davvero. Anzi, lo fa con ironia e leggerezza.

Se volete approfondire, la recensione si trova qui.

Troppi addii

Questo 2020 si conferma un anno feroce, anzi assassino. La malefica pandemia continua a mietere vittime e contagiare milioni di persone in tutto il mondo.

Inoltre, anche se non sempre a causa del virus, ci hanno lasciato anche molti personaggi famosi. In questi ultimi giorni sono scomparsi Sean Connery, vero e proprio “Highlander” del cinema, il grande Gigi Proietti, attore amatissimo e, notizia della notte scorsa, anche Stefano d’Orazio, batterista dei Pooh.

Pensare che pochi mesi fa aveva firmato assieme al compagno di sempre Roby Facchinetti un brano dedicato alla città di Bergamo, duramente colpita dal virus. 

Sean Connery
Gigi Proietti

Stefano D’Orazio

Annus horribilis davvero. Non lo rimpiangeremo.

Libri da leggere a ottobre

Puntuale come ogni mese torna, sul blog magazine Libri e Parole, la rubrica dei libri consigliati.

Per questo mese di ottobre il filo conduttore è il cinema, un mondo che versa in grave crisi: dalle sale – le poche riaperte sono pressoché deserte e le uscite dei film più importanti sono procrastinate a oltranza – alla stessa produzione cinematografica, ostacolata quando non completamente bloccata dall’infuriare del famigerato virus.

Nel tentativo di offrire un sia pur modesto contributo alla causa, stavolta la rubrica si occupa di libri che hanno a che fare col cinema. E allora non mi resta che augurarvi buona lettura, nell’auspicio di poter tornare presto e in sicurezza nelle nostre amate sale cinematografiche.

Viva la Franca!

8C2B0784-09E7-475E-914D-0E41818E46C5È appena uscito per i tipi di Edizioni Graphe.it, Viva La Franca, un saggio dedicato alla grande Franca Valeri, prossima a festeggiare i cent’anni di vita e quasi altrettanti d’arte.

Titolo quanto mai azzeccato quello del libro: chi potrebbe dubitare di quale sia la Franca in questione, con l’articolo davanti al nome, “alla milanese”? Così lo pronuncerebbe la celeberrima Signorina Snob, uno dei personaggi più famosi e amati fra le tante caricature sociali create da Franca Valeri, artista tra le più versatili e dalla carriera gloriosa e duratura.

Appassionato e competente, con la consueta scrittura fluida e piacevole, l’infaticabile Aldo Dalla Vecchia passa in rassegna la vasta attività teatrale, cinematografica, radiofonica e letteraria della grande attrice.

Nel contempo l’autore evita però di indugiare sulla vita privata della Valeri, scelta questa particolarmente apprezzabile per non scadere nel gossip più becero, oggi purtroppo così di moda.

Si tratta di un libro breve ma prezioso, sia per i tanti appassionati bramosi di ritrovare le perle del passato che per il pubblico più giovane, forse all’oscuro di un periodo tra i più fervidi per lo spettacolo italiano.