Aprire gli occhi sulla sorveglianza di massa: Snowden

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Consiglio di recuperare – se non l’avete già visto al cinema – un film uscito qualche tempo fa: Snowden, diretto da quel mostro sacro che risponde al nome di Oliver Stone, regista dalle forti idee politiche, come ampiamente dimostrato lungo gran parte della sua fortunata carriera.

Il film ha per protagonista un efficace Joseph Gordon-Levitt nel non facile ruolo di Edward Snowden, informatico ex dipendente della CIA. Com’è noto, Snowden rivelò informazioni segrete governative su programmi di intelligence, tra cui il micidiale programma di intercettazioni telefoniche, devastante per proporzioni e pervasività.

Lo sappiamo, a volte i film di Stone possono risultare eccessivi, perfino manichei nella loro granitica impostazione. Ma almeno un merito dobbiamo riconoscergli, oltre ovviamente a saper realizzare opere avvincenti e girate con mostruosa padronanza tecnica: quella di inviare messaggi chiari e immediati allo spettatore.

Nel caso di Snowden, il regista intende metterci in guardia sulla nostra costante esposizione alla sorveglianza di massa, dalla quale purtroppo non abbiamo grandi possibilità di difenderci. Neanche cancellando, come pure dovremmo fare, i nostri account social: è sufficiente utilizzare un cellulare, neanche uno smartphone, per essere “tracciati” inesorabilmente e infallibilmente.

The Circle

MV5BMjY2OTM2Njc3Ml5BMl5BanBnXkFtZTgwNDgzODU3MTI@._V1_SY1000_CR0,0,674,1000_AL_Consiglio di recuperare, per chi non l’avesse visto, un film uscito un paio d’anni fa, The Circle. Ben interpretato da Tom Hanks e Emma Watson, diretto con buon ritmo dal compianto James Ponsoldt, è tratto dall’omonimo romanzo SF di Dave Eggers del 2013.

Dettagli sul film a parte, è il messaggio contenuto nel film a essere importante, visto che denuncia con grande efficacia i gravi pericoli insiti nel meccanismo stesso dei social network.

L’annullamento della privacy compiuto anche in nome di presunti benefici sociali, la manipolazione politica e sociale, lo sfruttamento commerciale più bieco dei dati personali (la merce, com’è noto, siamo noi) sono fenomeni sotto gli occhi di tutti noi, eppure l’utilizzo dei social continua a dilagare.

Facebook, a dire il vero, sta accusando il colpo, dopo i ripetuti, inaccettabili scandali che hanno visto protagonista la tentacolare creatura di Zuckerberg, e molti utenti si stanno cancellando dalla sciagurata piattaforma. Speriamo che il loro gesto sia imitato in gran numero.

Di questi e altri, non meno rilevanti, problemi parla tra l’altro da anni Jaron Lanier, vero e proprio eretico digitale. In questo periodo The Circle è disponibile anche sulla piattaforma e sulla relativa app di RaiPlay.

 

 

Edison – L’uomo che illuminò il mondo

Film molto interessante, Edison – L’uomo che illuminò il mondo. Presentato al Toronto International Film Festival ben due anni fa, è stato distribuito solo lo scorso luglio nel nostro Paese per le ben note vicende “post maccartiste” legate al triste caso Weinstein.

Diretto con buon ritmo e con grande attenzione al lato spettacolare da Alfonso Gomez-Rejon, ha per protagonisti un convincente, sempre più lanciato Benedict Cumberbatch nel ruolo del tormentato genio Edison, Michael Shannon, efficace, grazie a una recitazione tutta giocata su toni sommessi, nel ruolo del rivale Westinghouse, e Nicholas Hoult nei panni del non meno geniale, ma assai sfortunato, Nikola Tesla.

Segnalo inoltre che nel cast comprare anche, in un ruolo non secondario, il simpatico Tom “Spider-Man” Holland.

Il film è a mio avviso ben riuscito. Non cade nella facile tentazione della rappresentazione manichea della lotta tra il presunto “buono” Edison e l’imprenditore, più spregiudicato e navigato, e per questo certo meno amabile, Westinghouse.

Entrambi i personaggi, oggettivamente non facili, vengono rappresentati in maniera convincente, mostrando grandezze e miserie, aspirazioni e contraddizioni dei due colossi, veri e propri padri della modernità.

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Peter Fonda, libero per sempre

Il destino a volte sembra fare le sue mosse seguendo un suo implacabile orologio, sincronizzando eventi, persone e situazioni in modi affascinanti, ma anche, come in questo caso, tristi.

Ricorre in questi giorni l’anniversario dei cinquant’anni dal celebre Festival di Woodstock, già ricordato in un mio precedente post. Ebbene, proprio ieri è giunta la notizia della morte, a 79 anni, di Peter Fonda.

Fonda, figlio della leggenda di Hollywood Henry Fonda, fratello minore di Jane Fonda e padre di Bridget Fonda, è stato una vera e propria icona della contro cultura USA (e non solo) della fine degli anni Sessanta. L’immagine immortale di Peter Fonda sulla Harley-Davidson con i colori della bandiera americana è scolpita nell’immaginario collettivo di tutti noi.

Altra – chiamiamola così – coincidenza, il film uscì in sala il 14 luglio sempre di quel memorabile 1969. Segnalo in proposito che la pellicola, appena restaurata, tornerà nelle sale italiane dal 9 settembre e in anteprima dal 31 agosto al Cinema Lumière di Bologna.

Luglio mese crudele

“Aprile è il più crudele di tutti i mesi” declamava il T.S. Eliot nel poemetto La Terra Desolata.

Eppure, più prosaicamente, anche questo mese di luglio 2019 si è rivelato particolarmente spietato, quasi feroce nell’assecondare la triste opera della Nera Mietitrice. Sotto la sua falce acuminata è caduta una fitta schiera di personaggi importanti del mondo dell’arte e della cultura.

Ricordo i nomi del sommo regista Franco Zeffirelli, dell’incantevole e bravissima Ilaria Occhini, dell’eclettico e geniale Ugo Gregoretti, del papà di Montalbano Andrea Camilleri, di Luciano “Bellavista” De Crescenzo, del forse meno conosciuto al grande pubblico, ma non per questo meno decisivo per il mondo della musica e della televisione, Paolo Giaccio (autentico innovatore, creatore tra l’altro di trasmissioni culto come Per Voi Giovani, Odeon e Mr. Fantasy con il bianco vestito Carlo Massarini), di George Hilton, volto iconico dello spaghetti western, dello scatenato, simpaticissimo Raffaele Pisu, comico e attore di razza, e infine dell’indimenticabile Rutger Hauer, attore il cui volto rimane impresso nell’immaginario collettivo di più generazioni grazie allo struggente monologo pronunciato nel film capolavoro di Ridley Scott Blade Runner.

Come non trovarsi a riflettere, una volta di più, sulla fragilità della natura umana, sulla ineludibile provvisorietà della nostra esistenza? Lasceremo qualche traccia del nostro passaggio, oltre al rumore elettronico degli inutili social?

Chissà. Forse continueremo a vivere nel ricordo di chi ci avrà amato. Poi anche questo si perderà, come lacrime nella pioggia.

 

Horror Magazine intervista Luigi Boccia

14271-4Horror Magazine ha intervistato Luigi Boccia, una delle figure più interessanti del panorama cinematografico e letterario italiano “di genere”. Quale genere? L’horror, il sovrannaturale, ecc.

Regista, sceneggiatore, scrittore, editor, curatore di collane – guardacaso “de paura”, come diceva il mitico Corrado Guzzanti nei panni del celeberrimo regista cialtrone Rocco Smitherson – fornisce risposte a mio avviso molto stimolanti: da leggere senz’altro, specie se vi piacciono certe tematiche.

Il link diretto all’intervista

Nuovo trailer (in italiano) per SOLO: A Star Wars Story

L’esordio del grande Ron Howard nella saga “stellare” di Star Wars, sia pure in un film cosiddetto spin-off, sembra molto promettente: il countdown è cominciato!

KippleBlog

SOLO: A Star Wars Story sembra essere uno degli spin-off più attesi di Star Wars. Dopo avervi mostrato il primo trailer, è adesso disponibile un nuovo assaggio che vi mostriamo in coda al post. Le atmosfere del trailer sembrano molto più dark rispetto a quelle a cui siamo abituati: non mancano però le battute e il divertimento che caratterizzano l’universo Star Wars. SOLO: A Star Wars Story dovrebbe sbarcare nelle sale italiane il 23 maggio 2018. Nel frattempo godetevi il nuovo trailer:

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