Horror Magazine intervista Luigi Boccia

14271-4Horror Magazine ha intervistato Luigi Boccia, una delle figure più interessanti del panorama cinematografico e letterario italiano “di genere”. Quale genere? L’horror, il sovrannaturale, ecc.

Regista, sceneggiatore, scrittore, editor, curatore di collane – guardacaso “de paura”, come diceva il mitico Corrado Guzzanti nei panni del celeberrimo regista cialtrone Rocco Smitherson – fornisce risposte a mio avviso molto stimolanti: da leggere senz’altro, specie se vi piacciono certe tematiche.

Il link diretto all’intervista

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Nuovo trailer (in italiano) per SOLO: A Star Wars Story

L’esordio del grande Ron Howard nella saga “stellare” di Star Wars, sia pure in un film cosiddetto spin-off, sembra molto promettente: il countdown è cominciato!

KippleBlog

SOLO: A Star Wars Story sembra essere uno degli spin-off più attesi di Star Wars. Dopo avervi mostrato il primo trailer, è adesso disponibile un nuovo assaggio che vi mostriamo in coda al post. Le atmosfere del trailer sembrano molto più dark rispetto a quelle a cui siamo abituati: non mancano però le battute e il divertimento che caratterizzano l’universo Star Wars. SOLO: A Star Wars Story dovrebbe sbarcare nelle sale italiane il 23 maggio 2018. Nel frattempo godetevi il nuovo trailer:

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Annientamento, il film

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Con una strategia distributiva decisamente atipica, l’adattamento cinematografico di Annientamento è approdato (per il nostro Paese) sulla piattaforma streaming Netflix.

Dell’originaria trilogia scritta da Jeff VanderMeer il regista Alex Garland ha tenuto conto solo del primo volume, ma il risultato a mio avviso non è male.

Per chi volesse approfondire, se ne parla più diffusamente qui

 

Ready Player One

È da poco approdato in sala Ready Player One, kolossal SF del Premio Oscar Steven Spielberg. Il film, sia pure pensato per un pubblico giovanile, è godibilissimo: divertente e coinvolgente, piacerà tra l’altro a chi, come il sottoscritto, è affetto da inguaribile nostalgia per la musica degli anni ’70 e ’80: la colonna sonora attinge a piene mani dai brani più rappresentativi di quei decenni.

Tra l’altro il film si fa portatore di una critica – neanche troppo velata – al mondo del virtuale, a quella fuga dalla realtà nella quale spesso in molti cadiamo. Un esempio, l’abuso dei social network, Facebook in primis, che pure tanti danni stanno provocando alla nostra società.

Per approndire, qui potete leggere una recensione più articolata del film che segna il ritorno di Spielberg alla fantascienza.

 

La fuga di Logan: il remake

530CD667-9D1F-4700-991A-2DC4947566BBLa fuga di Logan (Logan’s Run) del 1976, vincitore illo tempore di diversi Premi Oscar, da non confondere con il recente Logan (interpretato da High Jackman), è uno di quei film che hanno segnato la storia della fantascienza, e, più modestamente la mia infanzia. Quando le sale cinematografiche erano davvero affollate, e i film restavano in cartellone anche mesi. Altri tempi, diciamocelo.

Ora – ne dà tempestiva notizia il blog di Kipple Officina Libraria – pare confermato il remake del film, che dovrebbe essere diretto da Simon Kinberg.

Come nel film originale, tratto dall’omonimo romanzo di William F. Nolan e George Clayton Johnson, la storia si svolgerà in un futuro distopico post-atomico dove, per mantenere l’equilibrio sociale, la gente viene uccisa quando compie i trent’anni.

Per altri dettagli, consiglio di continuare a seguire il blog Kipple, sempre informatissimo e aggiornato come pochi.

(via La fuga di Logan (Logan’s Run): in arrivo il remake)

L’ossessione del politically correct

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Vanity Fair ha rimosso da una foto di copertina già pronta l’immagine di James Franco: un clic di Photoshop e via. Operazione diffusissima ahinoi, praticata con crescente disinvoltura un po’ da tutti, grazie anche alla facilità con cui è possibile modificare anche profondamente le immagini.

Ma non è questo il punto: piuttosto, la foto di gruppo manipolata dalla celebre rivista mi ha fatto pensare subito ai continui lavorii compiuti sulle foto dei leader politici e capi di Stato narrati da George Orwell nel suo 1984.

In quel caso, certo, le alterazioni erano ordinate da un regime dispotico, ma anche oggi, nel cosiddetto mondo reale, le manipolazioni sono spesso compiute nel nome di un presunto politically correct, asservito in realtà a mere logiche commerciali. Quel clima che, obbedendo a quella logica un po’ da caccia alle streghe scaturita dallo scandalo di Harvey Weinstein, sta avvelenando gran parte del mondo dello spettacolo, non solo statunitense.

Sempre a proposito di manipolazioni, segnalo anche un’altra, non meno inquietante, tendenza, quella che porta alcuni utenti a sostituire volti celebri nei video con quelli di altri soggetti, perlopiù con intenti e risultati devastanti.

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Addio, Johnny Hallyday

Johhny Halliday

Nella notte di mercoledì un altro grande personaggio ha lasciato questa nostra dimensione, Johnny Hallyday. Aveva 74 anni. Da tempo lottava con un cancro ai polmoni, ma non aveva rinunciato alla sua arte, alla sua vita da eterno ribelle.

Per chi come me è stato giovane nei primi anni ’70 la figura di Hallyday ha incarnato a perfezione il ruolo del bello maledetto, rocker dalla vita spericolata molto prima del Vasco nazionale.

Non solo. Come tutti sanno, Johnny Hallyday è stato anche eccellente attore. Mi piace ricordarlo tra l’altro ne L’uomo del treno, splendido film del 2003 diretto da Patrice Leconte.

Mi mancherà davvero, assieme alla, ahinoi, nutrita schiera di grandi artisti che hanno di recente abbandonato questo piano dell’esistenza.