Giornata internazionale per le vittime della tortura

carcere

Il 26 giugno è stata la Giornata internazionale per le vittime della tortura proclamata dall’Onu. Dalle nostre parti ha un sapore un po’ esotico: quando se ne parla, anche in ambienti istituzionali, sembra si parli di concetti astratti. Certo, Guantanamo e Abu Grahib ci hanno dato qualche brivido, ma – come ebbe a dire un alto magistrato qualche anno fa – la tortura da noi non è prevista, e dunque è un problema che riguarda quei Paesi che la prescrivono.

Leggete allora questa testimonianza di abusi, raccolta da Stefano Anastasia e Fiorentina Barbieri (difensore civico per l’associazione Antigone)

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Stupro in tv -> audience -> arma politica

Scrive Natalia Aspesi su Repubblica:

Se lo stupro diventa la prima notizia del più importante telegiornale Rai vuole dire che non si tratta più solo di un crimine efferato che può spezzare la vita di una donna, ma di un’ arma politica che non tiene conto del dramma individuale, ma se ne serve per altri fini non tanto occulti. Se infatti i telegiornali dovessero seguire sempre questo modo di informare, non ci sarebbe spazio per altre notizie, né internazionali né nazionali; visto che nel 2008 i casi di violenza sessuale denunciati (quindi una minima parte) sono stati 4465, e a voler essere pignoli, la massima parte dei criminali era italiana (58%), mentre i rumeni, sempre troppi, erano il 9,2%.

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Nuove minacce a Giulio Cavalli

Giulio Cavalli, autore, attore e regista teatrale, ha ricevuto l’ennesima minaccia mafiosa lunedì sera.

Durante le prove del suo spettacolo nel teatro di Tavazzano (Provincia di Lodi), infatti, alcuni sconosciuti hanno imbrattato, il furgone della Compagnia di Cavalli con le scritte “Smettila” con una croce accanto, “Non dimentichiamo” e “Riina Libero” – scritta, quest’ultima, che riprende quelle apparse a Palermo pochi giorni fa.

Non è la prima volta che accade. In aprile Cavalli ha ricevuto una email con minacce di morte e successivamente è stata disegnata una bara sul teatro Nebiolo di Tavazzano, di cui è direttore artistico. Le intimidazioni arrivarono dopo il suo spettacolo “Do ut Des” che ridicolizzava la mafia. A causa di queste e altre minacce da 7 mesi l’attore è sotto programma di protezione anche nelle trasferte per i suoi spettacoli.
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Un fatto inquietante

MILANO – Stelian Covaciu, pastore evangelico rom, è stato brutalmente pestato a Milano; sembra siano le stesse persone che pochi giorni fa avevano aggredito la figlia, Rebecca Covaciu, la ragazzina vincitrice del premio Unicef 2008.

Dopo l’aggressione avvenuta la mattina del 17 giugno nei confronti di Rebecca Covaciu – la bambina che si è aggiudicata il Premio Unicef 2008 per le sue doti artistiche – e dei suoi familiari, ieri sera, 20 giugno 2008, a Milano, un altro pestaggio, ancora più violento e inquietante, ha colpito il papà di lei, Stelian Covaciu, missionario della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. Ad aggredire Stelian, membro da diverso tempo del Gruppo EveryOne, potrebbero essere stati due agenti di Polizia in divisa, intorno alle 22.

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Sciacallaggio mediatico

Non pare eccessivo anche a voi l’accanimento con cui i media si sono gettati sulla vicenda della ragazza assassinata a Niscemi? Anche perchè l’approccio e gli argomenti usati sono sempre gli stessi: il branco, i modelli televisivi fuorvianti (c’è chi ha chiamato in causa i telefilm USA, addirittura), la scuola, la famiglia…. L’importante è riempire spazi su giornali e tivù.