Romics 2011, il disastro

Cronache da Romics 2011, ossia l’11° Festival del fumetto, dell’animazione e dei games: una vera Caporetto. Visitata nel pomeriggio della seconda giornata, spettacolo sconsolante e avvilente: pochissime case editrici, molti spazi vuoti, massiccia presenza di negozi di comics ma soprattutto merchandising.

Diversi chioschi di specialità dolciarie da sagra paesana e sporcizia ovunque: lo sbando più indecente. Branchi di cosplayer malinconici, gli occhi spauriti e i visi desolati, si aggiravano per la Fiera, ridotta ad hangar – discarica.

Il piazzale antistante l’anello di collegamento – il tunnel sopraelevato – è il primo biglietto da visita della Nuova Fiera di Roma: erbacce ovunque, scale mobili rotte, giardini ridotti a una steppa riarsa, uno scenario da ex Iugoslavia. Dulcis in fundo, il servizio di pullman navetta ridotto ai minimi termini.

Roma: Scioperi, cortei e tabù

sciopero-roma

di Carlo Santulli

Uno dei tabù della Sinistra, che fa sì che, credo (ed in un certo senso temo, perché anch’io ho origini da quelle parti politiche), resterà alla, diciamo così, Opposizione (non che ci sia nessuno che si opponga davvero) fino al 2200, è il cosiddetto fascicolo “scioperi e cortei”. Sull’intestazione del suddetto fascicolo c’è scritto che gli scioperi sono sempre una cosa buona e giusta, e così i cortei, e guai a dire il contrario.
Corollario della precedente affermazione è che gli scioperi ed i cortei vanno sempre e comunque a danneggiare i “signori”, cioè quelli che non lavorano e che prendono i mezzi pubblici per farsi un giro della città indisturbati a scattare foto, senza mischiarsi col resto del mondo. E che chi non vede la giustezza e l’utilità di scioperi e cortei, è perché ha una scarsa coscienza politica, cioè in buona sostanza si disinteressa delle sorti del popolo lavoratore, e solo si cura del proprio “particulare”, come dalle parole del Guicciardini.
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Il Comune di Roma commissariato?

Chi segue questo blog conosce la mia opinione, espressa in tempi non sospetti anche nella precedente incarnazione di FP, riguardo le politiche da “Panem et Circenses” delle precedenti amministrazioni comunali.

Mi riferisco al Comune di Roma, come qualcuno avrà già intuito. I fuochi d’artificio (sì, proprio un artificio: fumo negli occhi, come si è visto poi) della osannata Notte Bianca, le mille, rutilanti iniziative delle varie Estati Romane, tra mega concerti con star internazionali e festival a go-go, mentre la situazione della raccolta dell’immondizia, anno dopo anno, assomiglia sempre più a quella partenopea: la raccolta differenziata è ancora una chimera; i contenitori sono in numero insufficiente; la raccolta di carta, plastica, metalli e vetro si traduce in cumuli di rifiuti “differenziati” sì, ma ammucchiati in prossimità dei recipienti occlusi; lo stato di manutenzione delle strade le fa assomigliare spesso ad avventurose mulattiere.

Il degrado della città, insomma, è sotto gli occhi di tutti, turisti per primi.

“[…] E per Gianni Alemanno, il neosindaco che ha sbaragliato il “modello Roma” di Walter Veltroni e Francesco Rutelli, la festa rischia di essere molto breve. Addio a molti appuntamenti dell’Estate romana, addio quasi certo alla notte bianca. Per ora.

All’origine di tutto c’è l’enorme debito ereditato dalla giunta Veltroni (che nel 2001 lo aveva trovato in gran parte nei bilanci di Rutelli): oltre 7 miliardi di euro, che potrebbero aumentare a 9-10. A quel punto la capitale rischierebbe il default, il fallimento. E scatterebbe il commissariamento: spese ridotte all’osso; investimenti come la metropolitana a rischio; addizionale comunale al massimo di legge: dallo 0,5 attuale allo 0,8 per cento. Un salasso per i cittadini, che nel 2007 si sono visti aumentare il balzello e che già pagano l’1,4 di addizionale regionale a causa del debito sanitario.

Proprio per questo è scattato un affannoso conto alla rovescia tra Campidoglio, ministero dell’Economia e Palazzo Chigi. […]

(via Panorama.it)