Castelli maledetti: un’altra recensione

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A distanza di diversi mesi dalla sua uscita, l’antologia Castelli maledetti, edita da Nero Press Edizioni, continua a ricevere recensioni, per fortuna di segno positivo.

Stavolta è il turno del sito letterario Libri e recensioni.com, dalla cui pagina riporto questo piccolo estratto:

“Castelli maledetti” raccoglie le firme di grandi autori come Danilo Arona, Laura Scaramozzino, Emanuele Delmiglio o ancora Roberto Masini o Luigi Milani e molti altri. E’ un’antologia che trasporta il lettore tra fantasie e leggende in atmosfere che solo i castelli possono creare. E’ un viaggio letterario tra luoghi che sanno narrare storie intriganti e tenebrose, perfettamente raccontate da scrittori come Maico Morellini o Fabrizio Borgio.

Potete leggere la recensione nella sua intierezza qui

Oltre l’immagine

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Come mai alcune immagini catturano la nostra attenzione, mentre restiamo indifferenti, o, peggio annoiati o disgustati davanti ad altre? Quali sono i meccanismi dietro alla nostra percezione dell’immagine, sia essa un dipinto, una fotografia, un’inquadratura cinematografica, un post su un social?

Insomma, come vengono costruite le immagini? A queste e anche ad altre, non meno interessanti domande risponde l’ultimo libro di Riccardo Falcinelli, Figure.

Per chi fosse interessato, ne parlo più diffusamente qui.

Il sigillo imperiale, di Sandro Battisti

Torna alla ribalta letteraria uno dei nomi più importanti della miglior SF italica, (nonché amico di lunga data) Sandro Battisti.

Tra i fondatori del movimento connettivista assieme a Giovanni De Matteo e Marco Milani, Sandro è autore di romanzi e racconti sorprendenti per qualità e carica innovativa.

Nel 2014 ha vinto il Premio Urania con il romanzo L’impero restaurato (poi vincitore del Premio Vegetti 2017), ex aequo con Bloodbusters di Francesco Verso, e insieme con questo pubblicato nel volume Il sangue e l’impero (Mondadori, 2015).

Stavolta firma per la collana Innsmouth dell’editore Delos un racconto che s’inserisce nell’ormai vasto ciclo dell’Impero Connettivo. Il titolo è Il Sigillo Imperiale.

Questa la trama:

Andronico e Xendra sono degli psiconauti postumani al servizio dell’Impero Connettivo. La loro missione è sul filo delle dimensioni e dei riti sciamanici che i popoli arcaici del Centro Italia officiavano, evocando energie dei luoghi, della natura e soprannaturali. Si troveranno a interagire con le entità dei boschi sacri, lì dove il senso di realtà è labile; ma cos’è, esattamente, la realtà?

Il link al sito dell’editore

Il ritorno di Pazuzu, Danilo Arona

ritorno-di-pazuzuUn’uscita da non perdere: Danilo Arona, amico scrittore, ricercatore, giornalista e autore di oltre 40 libri, con il dittico letterario Il ritorno di Pazuzu omaggia una vera e propria icona dell’horror.

L’opera esce direttamente in digitale nel catalogo eBook dello storico (dall’ormai lontano 2001) portale horror Scheletri.com.

La trama in breve

2008. Whitby, Canada. Il 53enne Sam Spintzer scompare improvvisamente… ghermito, così dicono i pochi testimoni, da una creatura gigantesca.

1973. Whitby, Canada. La passeggiata romantica di un giovanissimo Sam Spintzer e dell’amica Jay si trasforma in una fuga a rotta di collo da un mostro terribilmente simile a Pazuzu, il celebre demone sumero del film “L’Esorcista”.

Quale mistero collega i due episodi?

Il Silenzio, di Don DeLillo

“Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta guerra mondiale si combatterà con pietre e bastoni”

(Albert Einstein)


Molti artisti, col progredire della propria arte – e dell’età, ovviamente – mettono in atto, più o meno consapevolmente, una sorta di rarefazione del proprio stile.

Questo processo, che, per citare il maestro Franco Battiato, potremmo anche definire di ricerca dell’essenza, si manifesta in campo pittorico, fotografico, musicale e ovviamente anche letterario.

Si pensi ad esempio agli ultimi libri di Don DeLillo, a mio avviso il più grande scrittore contemporaneo. Dopo il romanzo monstre Underworld di fine anni ‘90, i romanzi successivi sono tutti caratterizzati dalla brevità. È un dato di fatto.

Ma i temi e i ragionamenti espressi in queste opere non sono meno pregnanti che in passato, e lo stile è sempre quello del grande scrittore: lapidario e cristallino, ove necessario forbito ma mai pedante o, peggio, noioso.

Continua a leggere “Il Silenzio, di Don DeLillo”

Macchine come me

Ian McEwan sostiene – quasi a voler prendere le distanze dal genere, che pure per sua stessa ammissione ha frequentato da lettore negli anni giovanili – che Macchine come me non sia un romanzo di fantascienza. Eppure è un romanzo distopico, ambientato in un’Inghilterra alternativa, in un 1983 dominato da I.A., androidi e Internet (anzi, Internet da decenni prima).

Non solo: l’odiatissima Lady di Ferro Thatcher ha perso la Guerra della Falkland, il grande Alan Turing è ancora vivo e… ben presente nel romanzo e Adam, l’androide protagonista della storia, fa sfoggio di capacità sorprendenti e per certi versi pericolose, nonostante la formale obbedienza alle ben note Leggi della Robotica di Isaac Asimov.

Ma i disordini sociali infuriano, nonostante il progresso tecnologico e un’apparente maggiore ricchezza.

Ne parlo più diffusamente qui, se vi va di approfondire.

Le cose che bruciano

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L’ammetto. Conoscevo Michele Serra solo come sulfureo commentatore di politica e costume sul quotidiano la Repubblica.

Non ero a conoscenza invece delle sue qualità di narratore elegante e ricercato, e tuttavia sempre controcorrente anche nelle vesti di scrittore.

È stata dunque una piacevole scoperta la lettura del suo ultimo romanzo, Le cose che bruciano, recensito di recente sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

John Lennon, indimenticabile ribelle

La figura di John Lennon, scomparso l’8 dicembre del 1980, rimane a tutt’oggi una figura chiave non solo nella storia del Pop/Rock e per l’arte in genere, ma anche per il ruolo decisivo che John ha rivestito per il movimento pacifista e nella lotta contro le più becere convenzioni sociali.

Del resto anche quando militava nei Beatles è sempre stato considerato l’anima ribelle del gruppo: polemico, provocatorio, graffiante, nel suo ruolo di co-compositore assieme a Paul McCartney della maggior parte dei brani dei Fab Four.

Come non ricordarlo quando nel 1966 affermò, con una buona dose d’ingenuità – alla viglia dell’avvio del tour americano dei Beatles – che i Beatles erano più popolari di Gesù Cristo, scatenando il prevedibile sdegno, anzi il furore dei soliti benpensanti puritani?

Ma gli esempi sono numerosi: dal celebre bed-in di protesta contro la guerra del Vietnam nel 1969 con Joko Ono, alla celebre richiesta sarcastica – punk ante litteram – pronunciata davanti alla Regina d’ Inghilterra:

E voi fate tintinnare i vostri gioielli…

Mi è parso dunque non solo giusto, ma direi quasi inevitabile dedicare la prima puntata del 2021 della consueta rubrica dei libri consigliati a un’ampia carrellata di titoli tutti dedicati al grande John Lennon.