La nostra invenzione finale?

JBarrata_LanostrainvenzionefinaleIl punto interrogativo l’ho aggiunto io, visto che il titolo del saggio scritto da James Barrat si propone di incutere timore da subito.

Proprio così: JB, documentarista (ma anche scrittore e regista) di fama, ha voluto, attraverso le fitte pagine del suo saggio, mettere in guardia noi poveri umani dal pericolo soverchiante dell’avvento dell’intelligenza artificiale (IA).

Lo fa adducendo molte argomentazioni, avendo intervistato nel corso degli anni molti esperti nel pionieristico campo dell’IA e delle nuove tecnologie in genere. Lo scenario che dipinge JB ricorda molto lo spaventoso futuro di Terminator.

Personalmente dissento con forza dalle tesi, invariabilmente negative, esposte dall’autore. Oltretutto, pur mostrando di aver studiato a fondo la materia, il saggio non propone soluzioni particolari, salvo agitare lo spauracchio di un’umanità destinata certamente a soccombere davanti allo strapotere dell’IA.

Per chi volesse approfondire, ne scrivo più diffusamente qui.

Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

Jaron LanierChe i social stiano avvelenando le esistenze di molti di noi credo sia un fatto innegabile. Condizionano i nostri comportamenti, ci trasformano in soggetti passivi da sfruttare per meri fini commerciali o, peggio, per manipolare le nostre idee e convinzioni politiche.

Pensate ad esempio allo scandalo Cambridge Analytica, che ha ulteriormente danneggiato l’immagine – e le quotazioni in Borsa – del tentacolare Facebook, o all’ondata costante di fake news propinate quotidianamente sulla medesima piattaforma per fini commmerciali o criminali. Ma gli esempi negativi sono innumerevoli, e davvero c’è da aver paura dello strapotere dei social network.

Il provvedimento più saggio da adottare sarebbe cancellare i nostri account social. Subito, senza rimpianti né esitazioni. È quanto raccomanda anche Jaron Lanier, un personaggio eccentrico ma geniale, pioniere della realtà virtuale e autentico guru delle complesse problematiche legate all’abuso delle moderne tecnologie.

Il suo ultimo libro è un pamphlet prezioso, da leggere – anzi, se possibile studiare – attentamente. Il titolo dice tutto: Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social. Ne parlo più diffusamente qui.

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Zuckerberg conferma la pericolosità di Facebook

Zuckerberg congresso

(© Win McNamee/Getty Images)

Insomma, martedì scorso l’audizione di Mark Zuckerberg (CEO di Facebook, per quei pochi che ancora non lo sapessero) davanti alla Commissione per l’energia e il commercio del Senato degli Stati Uniti in merito allo scandalo Cambridge Analytica e alla poco limpida – per usare un eufemismo – gestione dei dati dei vari miliardi di utenti Facebook nel mondo è andata così così.

Le domande di alcuni senatori – non esattamente dei giovincelli, diciamocelo – sono parse in alcuni casi confuse e troppo arzigogolate. Hanno dato l’impressione di conoscere poco i meccanismi che governano i social e le varie app.
Ma anche le risposte di Zuck, che pure da un iniziale imbarazzo si è via via sciolto, non hanno brillato: Z. si è prodotto in scuse ripetute, ripetendo tra l’altro che FB non può essere considerato a suo avviso un editore, ma la sostanza non cambia.

Facebook si conferma per quello che è: un Moloch pericoloso, sfuggito più o meno consapevolmente di mano ai suoi stessi creatori, che vive divorando i nostri dati personali per farne merce preziosa. La sua apparente gratuità consiste proprio in questo, nel monetizzare i dati dei suoi iscritti. La merce in altre parole siamo noi.

Ieri poi Zuckerberg ha subito il fuoco di fila della Commissione dell’energia e del commercio della Camera dei Rappresentanti, e gli è andata anche peggio, producendosi in risposte vaghe o, direi, inquietanti.

I blog? Zombi digitali

Il dibattito è aperto, e sono diversi anni che se ne parla. Di cosa? Della morte dei blog, o meglio dell’idea tradizionale di blog.

I meno giovani ricorderanno, prima ancora del glorioso avvento del World Wide Web, la diffusione dei B.B.S. (Bulletin Board Systems), presto soppiantati dalla proliferazione dei Forum sul Web e, più in generale, da forme di comunicazione più rapide.

Abbiamo assistito al fenomeno della proliferazione dei siti Web personali, oggi appannaggio quasi esclusivo di aziende o personaggi pubblici. Cosa sia accaduto è sotto gli occhi di tutti: sono stati travolti dal fenomeno blog, che, a partire dai primi anni 2000, ha preso piede anche in Italia.

In seguito hanno fatto la loro comparsa i cosiddetti Social Network: dapprima MySpace e poi l’onnipresente e sempre più dilagante FaceBook, che ha sussunto in sè caratteristiche in fondo antiche, quali la chat, l’email, la possibilità di creare pagine personali con features più innovative e interattive,  in grado di creare aggregazione tra singoli individui e gruppi.

Per non parlare del “cinguettio”, di Twitter, che tuttavia preferisco di gran lunga alla creatura di Mark Zuckenberg, una piattaforma che da semplice “piazza aggregativa” è divenuta nel tempo una sorta di “bar sport” planetario, dove chiunque – soprattutto i meno informati – si sente autorizzato a sproloquiare.

In più è diventato l’habitat preferito degli odiatori per partito preso e dei cyber bulli, così giustamente stigmatizzati anche dalla Presidente della Camera Laura Boldrini

Non solo: è anche mezzo per eccellenza di creazione e diffusione di notizie false, le cosiddette fake news. A queste gli utenti di FB da un lato sembrano non credere più di tanto, tuttavia ammettono allo stesso tempo di rilanciarle senza farsi troppi scrupoli.

Nè convincono le blande misure “anti bufale” adottate sin qui dal social network. FB non può essere utilizzato, come pure fanno molti, come serio e attendibile mezzo d’informazione, orientato invece com’è al mero profitto attraverso lo sfruttamento dei dati sensibili dei suoi utenti.

Ciò che mi premeva evidenziare in questa mia breve riflessione è la sensazione che i blog – e per amor di paradosso pubblico queste righe proprio su un blog, peraltro ancora in discreta salute – siano ormai agli ultimi fuochi.

Pazienza, ce ne faremo una ragione.

Hi-tech modello natura

Il nuovo numero del settimanale l’Espresso, attualmente in edicola, ospita un ricco articolo di Federico Guerrini sull’affascinante tema della Biomimetica, dal titolo Hi-tech modello natura.

Vi si fa, tra l’altro, ampia menzione del lavoro di ricerca e divulgazione svolto dal Prof. Carlo Santulli, autore del saggio Biomimetica: la lezione della Natura (Ciesse Edizioni). In qualità di curatore dell’opera non posso che ringraziare di cuore l’autore dell’articolo.

Segnalo inoltre l’intervista al prof. Santulli pubblicata oggi sul blog Il Lazzaro.

I due mondi di Francesco Verso

Kipple Officina Libraria ha appena pubblicato, in eBook multiformato (epub + mobi), il racconto Due mondi, di Francesco Verso, autore italiano tra i più innovativi del genere Fantastico. Il testo rappresenta un coraggioso tentativo, direi ben riuscito, di superare i confini tra il genere fantascientifico e il Fantasy, quest’ultimo inteso però in un’affascinante accezione “biotecnologica”.

La vicenda è ambientata in un futuro remotissimo, su una Terra ben diversa da quella attuale: l’evoluzione umana ha scelto percorsi che hanno condotto all’avvento di altre razze. Razze che si pongono domande angoscianti sul proprio futuro. La presenza misteriosa di una Torre dei Semi risveglierà in alcuni individui nuove speranze e la volontà, forse utopistica, di ristabilire gli antichi equilibri ambientali.

L’ebook, rigorosamente senza lucchetti digitali DRM, è in vendita al prezzo di 1€ sul sito Kipple, mentre sugli altri store digitali (Amazon, Simplicissimus etc.) a un prezzo leggermente superiore.


Le mappe di NeXT 16

Maps. Ovvero mappe. Ovvero una contrazione che ricorda le mappe terrestri e non solo, quelle di Google, quelle che fanno da base per qualsiasi esperimento di Realtà Aumentata, la tecnica di arricchimento informativo che tanto si sta affermando nel mondo digitale.

Mappe più estese, quindi, cerebralmente parlando. Mappe che disegnano le direttive neurali in cui ci muoviamo in questi mesi, anni, periodo storico; mappe del Connettivismo, in dilatazione sempre più accentuata, che passano per il riconoscimento del Premio Italia dato a NeXT (l’Oscar per il genere Fantastico) nell’ambito della miglior Rivista non Professionale, award vinto a Milano nell’ambito dei Delos Days 2011. Sono tutte mappe, come in una storia di Urban Fantasy.

È quindi questo un numero celebrativo, in qualche modo; è un’iterazione che tira un po’ tutte le fila dei numeri precedenti ampliando, approfondendo, diramando ancora più gli argomenti cari al Movimento, rendendoli punti di sviluppo, basi di partenza per il futuro e non un mero punto d’arrivo.

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Una nuova collana digitale: Scritture aliene

Il settore dell’editoria digitale è in grande fermento in questo periodo, e si direbbe che l’ebook stia offrendo nuove chances ad autori e generi letterari considerati, a torto o a ragione, di nicchia. Non è un caso che una piccola, ma combattiva, casa editrice – Edizioni EDS-Domist – abbia da poco annunciato il varo di una nuova collana digitale, dedicata alla fantascienza.

Queste le caratteristiche della neonata collana, come descritte nel testo del comunicato emanato dall’editore:

– Tutti gli albi saranno dotati di isbn;

– Gli autori selezionati e pubblicati non dovranno pagare nulla e in nessun caso;

– Gli autori selezionati dovranno accettare le revisioni e le modifiche eventualmente apposte/suggerite al testo dallo staff della casa editrice;

– La liquidazione delle royalties agli autori avverrà su base annuale e pro quota, come da contratto stipulato con l’Editore;

– Eventuali trasposizioni degli albi su supporto cartaceo saranno oggetto di successivo bando integrativo.

Posta questa ‘brutale’ premessa, gli autori esordienti e non di SF interessati a partecipare alla collana sono invitati a postare i propri racconti, purché muniti delle seguenti caratteristiche:

– Formato doc o odt;

– Lunghezza minima 5 cartelle A4 e lunghezza massima 40 cartelle A4, ovvero 12-60 mila battute spazi inclusi;

Tema fantascientifico, con licenza di sconfinare nei generi paralleli Steam Punk, Cyber Punk, Urban fantasy, Weird. Evitate di postare scritti di generi differenti.

I manoscritti dovranno essere spediti via mail all’indirizzo fantascienzans@fastwebnet.it unitamente a una dichiarazione attestante la paternità dell’opera, le generalità dell’autore e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ex t.u. 196/03.

In calce all’opera dovrà essere riportata una breve biografia dell’autore inclusiva delle proprie esperienze letterarie, ove presenti (massimo 10 righe).

In caso di esito positivo delle selezioni l’autore sarà contattato dall’editore.

Vi aspettiamo numerosi, buon lavoro.

Marco Milani

Presidente Associazione Culturale ‘Diversa Sintonia’

Vito Introna

Curatore di collana

(grazie a Nigricante)

Steve Jobs, 1955-2011

Questa è una di quelle notizie che davvero non vorresti mai sentire. Accendo la tv, mi sintonizzo come al solito su RaiNews e la corsa dei titoli mi chiude lo stomaco: Steve è morto.

Sì. per chi, come me, utilizza dai primi anni ’90 i prodotti della Casa di Cupertino, Jobs è sempre stato “Steve”. Steve, il misfit, the genius, il grande innovatore, il modello irraggiungibile.

Può apparire retorico dirlo, ma è vero, senza Steve il mondo oggi sarebbe diverso. Ciò che ha fatto nel mondo dell’informatica, delle comunicazioni, dei media, del design rimane epocale, imprescindibile.

Oggi Steve non c’è più, ma lo spirito delle sue innovazioni e l’esempio del suo approccio alla vita rimarrà tra noi.
Ne sono certo.