Libri da leggere a novembre

Eccoci giunti al mese di novembre, anche se le temperature quasi estive e le giornate soleggiate sembrano smentire il calendario. Il che, diciamocelo, potrebbe non dispiacerci poi troppo, a patto di non pensare alle probabili cause di questa situazione climatica…

Ma per una volta tentiamo di respingere i pensieri cupi, che purtroppo non mancano, dalla perdurante, infame guerra in Ucraina alla crisi economica dilagante, e concentriamo la nostra attenzione sull’immancabile lista dei libri da leggere a novembre.

Ed è proprio nel tentativo di rinfrancare lo spirito che ho cercato, per quanto possibile, di selezionare libri dal tono e dai contenuti positivi.

Come sempre, trovate l’elenco qui, sulle pagine del blog magazine Libri e parole. E buona lettura!

Il libro di sabbia

Jorge Luis Borges è uno dei maestri riconosciuti del genere fantastico, un autore che a mio avviso ogni appassionato di letteratura, a dire il vero non solo di genere, deve conoscere.

Eppure Borges purtroppo appartiene alla folta schiera di quegli autori più citati che davvero letti. Forse incute un certo timore ai lettori, specialmente ai più giovani, che magari temono (a torto!) di annoiarsi.

Ma è proprio a loro che consiglio di leggere Il libro di sabbia, un’antologia preziosa, che contiene in sostanza gli ultimi racconti scritti dal grande autore.

Il genere dominante è sempre il fantastico, declinato in varie forme e situazioni, tra omaggi più o meno dichiarati a H. G. Wells e H. P. Lovecraft, squisiti paradossi temporali e incursioni nella storia, vera o… sognata poco importa

Se volete saperne di più, trovate la recensione completa qui, sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

J. L. Borges

Campagna elettorale? No, grazie, meglio un buon libro!

La canicola continua a imperversare sui nostri poveri corpi accaldati e sulle nostre teste appesantite dal sonno difficile.

Niente di nuovo sotto… il sole, appunto. Già, ma quest’anno l’estate ci sta abbrustolendo — in tutti i sensi, visto anche il numero di incendi — dal mese di maggio, il che costituisce, consentitemelo, un’aggravante non indifferente.

Non bastasse il caldo, questa poi è la prima estate funestata da una insopportabile e dilagante campagna elettorale, visto che le le elezioni incombono, a fine settembre.

È infatti già cominciata l’occupazione in pianta stabile dei vari canali televisivi generalisti da parte dei soliti, più o meno squallidi personaggi politici in lotta acerrima tra loro per alleanze, seggi, poltrone e prebende.

I toni stanno raggiungendo livelli di volgarità e miseria morale e intellettuale da record, vista anche la qualità della nostra attuale classe politica: si va dai consueti appelli contro “l’invasione dei migranti” alla lotta senza quartiere ai “Comunisti”, alle risibili promesse di un vecchio puttaniere imbellettato.

I giornali, peraltro letti sempre meno, seguono a ruota: pagine e pagine di deliri elettorali, con programmi politici triti, già letti e… subiti da noi elettori, purtroppo.

Meglio evitare. L’antidoto a questo mare di noia e veleni c’è, per nostra fortuna: la lettura di un buon libro. A tale scopo ho redatto la consueta, immancabile lista dei libri consigliati.

La trovate qui.

È uscito Sfasamenti

Concedetemi una segnalazione spudoratamente autoreferenziale, cari amici. È appena uscito, nella collana Innsmouth di Delos Digital diretta da Luigi Pachìqui spiega di che si tratta – un mio racconto, Sfasamenti.

Ascrivibile al genere weird – avete presente i mitici telefilm Ai confini della realtà? – esula da certi tipici scenari horror o noir di miei precedenti lavori. Per certi versi lo si potrebbe anzi considerare una storia d’amore, sia pure tormentata. Ma non voglio aggiungere altro, per non fare dell’odioso e soprattutto autolesionista spoiler.

La trama in breve:

Anna ha quarant’anni e lavora in un’importante clinica della capitale. Divorziata, è madre di due figli adolescenti. Da qualche tempo si sente molto agitata ed è affetta da strani disturbi: a tratti ha l’impressione di vedere luoghi e ambienti sovrapposti a quelli reali. Inoltre le accade sempre più spesso di sognare il nonno e l’ex fidanzato, entrambi scomparsi da decenni.

Non riesce a trovare rimedi alla situazione, finché una notte riceve un’assurda telefonata da qualcuno che si spaccia per il compagno morto. Ma è veramente lui, un fantasma o… un’altra versione del ragazzo che amava?

L’ebook è acquistabile, a prezzo poco più che simbolico, sulle principali piattaforme on line, oppure direttamente dal sito dell’editore:

https://www.delosstore.it/ebook/54385/sfasamenti/

Libri da leggere ad aprile

Come ogni mese ho stilato la consueta lista dei libri da leggere ad aprile. Il periodo è quello che è, dominato dallo sgomento e dalla generale riprovazione per la recente invasione russa dell’Ucraina.

Per nostra fortuna tra i pregi della lettura, oltre al potere di regalarci una salutare dose di evasione, vi è anche quello di consentirci di approfondire certi argomenti. Non a caso l’elenco comprende un saggio di Anna Politkovskaja, La Russia di Putin, che mostra con grande evidenza il vero volto della Russia del cosiddetto nuovo Zar russo.

A esorcizzare la paura ci pensa invece Julian Barnes con Niente paura, e per altri versi lo fa anche l’immancabile Amélie Nothomb, con il romanzo appena uscito Primo sangue.

Ma c’è dell’altro, naturalmente, come scoprirete leggendo come di consueto la nuova puntata della rubrica sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

Il racconto perfetto

Nei giorni scorsi mi sono occupato, sulle pagine del blog magazine Libri e Parole, di quello che da più parti è considerato il racconto perfetto, To Build a Fire, (1902/1908) del grande Jack London.

Jack London

Conosciuto, a seconda delle edizioni, sotto vari titoli, come Preparare un fuoco, Allestire un fuoco o, più semplicemente, Accendere un fuoco, rappresenta per certi versi la quintessenza della visione della vita dello scrittore, dominata da un vitalismo esasperato, in perenne lotta con una Natura spietata ma infinitamente più saggia dell’uomo.

La forma è scintillante, affilata come un rasoio. I periodi, tipici di London, sono fulminanti. La storia narrata è un concentrato d’azione e psicologia, serrata come un thriller e mai banale o noiosa.

Segnalo peraltro che ne esistono alcune efficaci trasposizioni per immagini; tra queste merita senz’altro di essere ricordata quella realizzata a fine anni ’60 da David Cobham, che si pregia della voce narrante di Orson Welles.

Qui trovate la recensione completa del racconto

Delitto e castigo

Ci sono dei libri che a volte esitiamo a leggere, o anche solo a prendere in considerazione. E non mi riferisco al ciarpame commerciale da autogrill o supermercato — che pure ha tutto il diritto di esistere e vendere, beninteso — quanto ai grandi classici della letteratura.

Penso ad esempio alla letteratura russa. Molti la evitano come la peste temendo che si tratti di opere pesanti, inattuali o irrimediabilmente noiose. Ma dobbiamo farcene una ragione: il più delle volte abbiamo torto marcio, e i nostri sono solo pregiudizi, viziati come siamo magari da letture veloci o di più facile presa.

Al contrario, se osassimo accostarci a quelle che sono autentiche pietre miliari della narrativa di tutti i tempi, potremmo rimanere stupiti dalla qualità e dall’attualità di capolavori che davvero sono senza tempo.

È il caso di Delitto e castigo, di Fëdor Dostoevskij, un romanzo che peraltro possiamo ascrivere senza problemi al genere giallo – poliziesco, e che affronta il tema del crimine e della sua espiazione con sorprendente acume e profondità.

Certo, il libro è imponente, anche in senso letterale, vista la mole delle pagine, oltre le 700. Ma vi assicuro che vale la pena di leggerle. Non vi annoierete, credetemi.

Del romanzo sono state realizzate nel corso degli anni diversi adattamenti cinematografici e televisivi. Vi segnalo al riguardo un’eccellente miniserie televisiva del 1983, curata da Mario Missiroli su sceneggiatura di Tullio Kezich, interpretata da più che valenti interpreti. Potete guardarla su RaiPlay.

Se volete approfondire l’argomento, non dovete fare altro che leggere la recensione del romanzo sul blog magazine Libri e Parole.

Delitto e castigo, miniserie televisiva di Mario Missiroli (1983), © Rai

Dino Buzzati

Cinquant’anni fa, il 28 gennaio 1972, moriva Dino Buzzati. Alcuni, e tra questi temo solo qualche irriducibile e non più giovane cinefilo,  lo conoscono, o meglio l’hanno sentito nominare per via del film Il deserto dei Tartari, efficace trasposizione cinematografica, realizzata da Valerio Zurlini nel 1976 di un suo celebre romanzo. Inutile dire che ne raccomando la lettura, per la qualità della scrittura, le atmosfere e l’attualità del messaggio.

Un’immagine dal film Il deserto dei Tartari (1976)

Ma è triste che oggi Buzzati sia pressoché dimenticato o comunque poco conosciuto dai lettori. Eppure è stato uno dei più grandi narratori del secolo scorso, attraversando con grande abilità e passione vari linguaggi espressivi, pittura e fumetto compresi.

La sua produzione è stata vastissima, ma un buon modo per accostarsi all’opera di Buzzati potrebbe essere la lettura de Il colombre e altri cinquanta racconti, un’antologia che restituisce bene temi e atmosfere ricorrenti nella narrativa di quello che non a torto fu definito “il Kafka italiano”.

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Viaggio nel mondo dei libri

Vi segnalo un interessante appuntamento settimanale su YouTube (ma anche sull’orrido Facebook, per chi si ostina a frequentare l’orrido, pericoloso e manipolatorio social network creato da Mark Zuckerberg): ogni martedì alle 20: #comesifaunlibro: viaggio nel mondo dei libri dal punto di vista di un piccolo editore.

Nel corso delle puntate – brevi, tranquilli – saranno intervistati editori, curatori di collana e scrittori. Non mancate!