Castelli maledetti: un’altra recensione

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A distanza di diversi mesi dalla sua uscita, l’antologia Castelli maledetti, edita da Nero Press Edizioni, continua a ricevere recensioni, per fortuna di segno positivo.

Stavolta è il turno del sito letterario Libri e recensioni.com, dalla cui pagina riporto questo piccolo estratto:

“Castelli maledetti” raccoglie le firme di grandi autori come Danilo Arona, Laura Scaramozzino, Emanuele Delmiglio o ancora Roberto Masini o Luigi Milani e molti altri. E’ un’antologia che trasporta il lettore tra fantasie e leggende in atmosfere che solo i castelli possono creare. E’ un viaggio letterario tra luoghi che sanno narrare storie intriganti e tenebrose, perfettamente raccontate da scrittori come Maico Morellini o Fabrizio Borgio.

Potete leggere la recensione nella sua intierezza qui

Vite di nove ipocondriaci eccellenti

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Siamo tutti un po’ ipocondriaci, diciamoci la verità. Magari non ai livelli tragicomici di un Woody Allen, ma ho idea che in questo periodo nessuno di noi riesca a ostentare ottimismo con reale convinzione.

Ma non siamo soli in questi nostri timori. Molti grandi personaggi del passato (anche del presente, se è per questo) sono stati preda di analoghe paure e apprensioni, come rivela un interessante libro che ho recensito di recente, Vite di nove ipocondriaci eccellenti di Brian Dillon (edito da Il Saggiatore), sulle pagine di Libri e Parole.

Macchine come me

Ian McEwan sostiene – quasi a voler prendere le distanze dal genere, che pure per sua stessa ammissione ha frequentato da lettore negli anni giovanili – che Macchine come me non sia un romanzo di fantascienza. Eppure è un romanzo distopico, ambientato in un’Inghilterra alternativa, in un 1983 dominato da I.A., androidi e Internet (anzi, Internet da decenni prima).

Non solo: l’odiatissima Lady di Ferro Thatcher ha perso la Guerra della Falkland, il grande Alan Turing è ancora vivo e… ben presente nel romanzo e Adam, l’androide protagonista della storia, fa sfoggio di capacità sorprendenti e per certi versi pericolose, nonostante la formale obbedienza alle ben note Leggi della Robotica di Isaac Asimov.

Ma i disordini sociali infuriano, nonostante il progresso tecnologico e un’apparente maggiore ricchezza.

Ne parlo più diffusamente qui, se vi va di approfondire.

Libri da leggere a marzo

Non senza fatica, né liberi da ansie e preoccupazioni, ahinoi ancora di natura… “virale”, siamo approdati al fatidico mese di marzo, con la sua benevola promessa di primavera. Nell’attesa appunto di giorni migliori, consoliamoci con nostro passatempo preferito, la lettura.

La nostra lista di libri consigliati stavolta si presenta anche più eclettica del solito, tra saggi d’argomento radiotelevisivo, monografie d’artista e una raccolta di racconti inediti del compianto Carlos Ruiz Zafón.

E allora buona lettura!

Libri da leggere a febbraio 2021

Puntuale come ogni mese, torna sulle pagine del blog magazine Libri e parole la rubrica, indegnamente curata dal sottoscritto, dedicata ai consigli di lettura.

Stavolta, caso raro, nella lista è presente un solo romanzo (Colpo di lama, di Mauro Covacich), ma gli altri libri, tra saggi e autobiografie (ad esempio quella, splendida, del grande Hugo Pratt) sono tutti molto interessanti…

E allora buona lettura, come sempre!

Le cose che bruciano

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L’ammetto. Conoscevo Michele Serra solo come sulfureo commentatore di politica e costume sul quotidiano la Repubblica.

Non ero a conoscenza invece delle sue qualità di narratore elegante e ricercato, e tuttavia sempre controcorrente anche nelle vesti di scrittore.

È stata dunque una piacevole scoperta la lettura del suo ultimo romanzo, Le cose che bruciano, recensito di recente sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

Per non dimenticare: La libraia di Auschwitz

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Sono giorni cupi e angoscianti quelli che stiamo vivendo.

E non mi riferisco solo – si fa per dire, “solo” – alla terribile pandemia che ci sta opprimendo ormai da un anno, ma all’ondata crescente di razzismo fascistoide che sta sferzando l’Europa e gli Stati Uniti “distopici” (pensare che il correttore automatico aveva corretto l’aggettivo in “dispotici”, per un’amara ironia informatica) del Presidente Golpista Trump.

Ecco perchè consiglio la lettura del libro La libraia di Auschwitz, di Dita Kraus, appena pubblicato da Newton Compton e recensito sul blog magazine Libri e Parole.

La scheda del libro:

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