Radio Varsavia

Un modo per ricordare allo stesso tempo la figura di Franco Battiato, artista immenso che ci manca sempre più, con un brano, ahinoi, mai così attuale. Quello che segue è il videoclip di Radio Varsavia, canzone tratta dall’album L’arca di Noè, uscito a fine ’82.

Radio Varsavia, 1982.

Radio Varsavia

E i volontari laici
scendevano in pigiama per le scale
per aiutare i prigionieri
facevano le bende con lenzuola.

E i cittadini attoniti
fingevano di non capire niente
per aiutare i disertori
e chi scappava in occidente.

Radio Varsavia
l’ultimo appello è da dimenticare.

E i commercianti punici
prendevano sentieri di montagna
per evitare i doganieri
ed arrivare in Abissinia.

La Cina era lontana
l’orgoglio di fantastiche operaie
che lavoravano la seta
le biciclette di Shangai.

Radio Varsavia
l’ultimo appello è da dimenticare.

Il giorno dopo Sanremo

E va bene. L’ultima edizione del Festival di Sanremo è stata vinta, come del resto da previsioni, dal duo Mahmood e Blanco con un brano lento di grande effetto, caratterizzato da un bell’impasto vocale e da un arrangiamento ben studiato.

Il brano che ho preferito io invece, a parte quello dell’inossidabile Massimo Ranieri, Lettera al di là del mare – riascoltatelo, testo e interpretazione valgono molto – è Ora e qui, canzone a metà tra una ballata di Riccardo Cocciante e una melodia di Burt Bacharach, ben interpretata da Yuman.

Beh, anche Tantissimo, de Le Vibrazioni non è male però, diciamocelo. Sferzante e dall’attacco epico, riporta la band a un sound più rock che gli si addice francamente di più.

Libri da leggere a febbraio

Ora che abbiamo un nuovo – anzi “vecchio”, pardon, grazie alla cronica inadeguatezza dei nostri partiti, incapaci di trovare l’accordo su un valido candidato – Presidente della Repubblica, tutta l’attenzione mediatica si sta rapidamente spostando sulla nuova edizione, la settantaduesima, del Festival di Sanremo.

Per questo mese ho pensato allora di stilare la consueta lista dei libri da leggere in maniera un po’ atipica, selezionando solo libri legati al mondo della musica. Si parla infatti dell’eterna diatriba BeatlesRolling Stones, di Bob Dylan, di Giancarlo Lucariello, di Franco Battiato e perfino del clan Casadei (quelli del liscio romagnolo, proprio loro).

Appuntamento al prossimo mese e buona lettura o buon ascolto, fate voi!

Dentro un viaggio senza vento

Se vi piace il rock dei Timoria e in particolare di quell’autentico mostro di bravura che risponde la nome dello “Zio Rock” Omar Pedrini, vi consiglio la lettura del libro Dentro un viaggio senza vento, da poco pubblicato da Il Castello Editore.

È un “book concert”, ossia una sorta di diario dal vivo, corredato da foto e illustrazioni a fumetti, di uno storico concerto  della band.

Ma è molto di più in realtà, come spiego nel dettaglio qui, nella recensione pubblicata sul blog magazine Libri e Parole.

Rino Gaetano, precursore indimenticabile

Rino Gaetano

Esattamente quarant’anni fa, Il 2 giugno 1981, moriva a Roma Rino Gaetano, in un terribile incidente stradale sulla via Nomentana.

Cantautore irriverente e originale, ha lasciato il segno nel mondo talvolta effimero della canzone d’autore. Brani come Ma il cielo è sempre più blu, Gianna, Nuntereggaepiù, Mio fratello è figlio unico, Aida sono esempi luminosi del suo approccio alla musica.

Lo sberleffo, il sarcasmo, l’apparente non sense, perfino il look ironico hanno anticipato di molti anni tendenze artistiche e modalità espressive che si sarebbero concretizzate più avanti con artisti quali Elio e Le Storie Tese, Luca Carboni, Brunori Sas, ma anche per altri versi con Vasco Rossi.

Ho idea che, non fosse scomparso così prematuramente, avrebbe raggiunto con ogni probabilità un successo di dimensioni analoghe al cantautore di Zocca o a Ligabue.

(Photo © Angelo Deligio/Mondadori via Getty Images)

I Maneskin vincono l’Eurovision Song Contest 2021

I Maneskin, foto © ANSA

I Maneskin ieri notte hanno vinto, grazie al voto popolare, in contrasto col voto delle giurie, l’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest, svoltosi in quel di Rotterdam.

Il brano, Zitti e buoni, un rock sferzante e divertente, ha dato una bella scossa alla competizione.

La band romana insomma nel giro di poche settimane è passata – meritatamente, a mio avviso – da una vittoria (Sanremo 2021) all’altra.

Applausi dunque a questi quattro ragazzi coraggiosi. Continuate così!

Franco Battiato, non un vero addio

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Vivere non è difficile potendo poi rinascere.

Cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità.

Nell’autunno del 2019 segnalavo sulle pagine di questo blog quello che purtroppo si è confermato come l’ultimo album di Franco Battiato, Torneremo ancora.

La scomparsa del grande cantautore, ahinoi non inattesa, anzi temuta da qualche anno, da quando aveva lasciato le scene, colpisce al cuore, avvenuta oltretutto a poca distanza dalla morte dell’amica Milva, per la quale F.B. curò l’ultimo album. Nel 2017 era venuto a mancare Giusto Pio, molto più di un collaboratore per il musicista catanese.

Ci sarebbe molto da dire sull’arte di Battiato: sperimentatore ardito e intransigente di musica elettronica e progressive nei primi anni ’70, cantautore Pop-rock negli anni seguenti, regista cinematografico, intellettuale colto e autoironico, mistico sui generis. Continua a leggere “Franco Battiato, non un vero addio”

Addio a Milva, ultima diva della canzone

La scomparsa, avvenuta all’età di 81 anni, di Milva rappresenta davvero una grande perdita per il mondo della musica.

Artista eclettica e dotata di grande personalità – autentica primadonna dei palcoscenici di mezzo mondo – ha saputo spaziare come nessun’altra tra generi diversi.

Ma si sa, alto e basso sono categorie spesso appiccicate a forza da critici pedanti su contenuti a loro incomprensibili o sgraditi.

Al contrario, l’unico criterio accettabile è quello qualitativo. E di qualità Milva ne aveva in abbondanza.

Forse, come non ha mancato di rilevare anche qualche sua illustre collega, nel nostro Paese non le è stato concesso tutto il riconoscimento che meritava.

Non a caso ad esempio la sua discografia è stata riversata solo in parte su CD, nè tantomeno sui principali servizi musicali in streaming. Su questi ultimi compaiono perlopiù vetuste antologie e qualche album recente (tra questi però ricordo il suo ultimo album, Non conosco nessun patrizio, curato dal grande amico Franco Battiato)

Ma, direi vergognosamente, non sono reperibili, se non su vinile e a caro prezzo, alcuni degli album più importanti e rappresentativi della grande interprete. Mi riferisco ai dischi scritti e prodotti per lei dai grandi Enzo Jannacci (cantautore importantissimo, anch’egli pressoché rimosso dalla nostra memoria, ahinoi, sempre più breve) e il già ricordato Franco Battiato.

A magra consolazione vi segnalo che sono almeno ascoltabili su YouTube. Speriamo che il triste evento della dipartita della grande artista rammenti alle case discografiche il dovere di ristampare questi album, d’indiscutibile qualità.

E dunque, non resta che rivolgere il nostro saluto riconoscente alla Rossa. Addio Milva, ultima grande diva della musica italiana.

Rodolfo Montuoro, moderno Metastasio

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È appena uscito, a circa tre anni dal precedente lavoro, Acoustica, il nuovo album di  uno dei cantautori più innovativi e visionari degli ultimi anni, Rodolfo Montuoro. E ancora una volta è destinato a spiazzare l’ascoltatore.

Anzi, forse stavolta ancora di più, vista la peculiarità dell’operazione compiuta dall’artista, sempre più lanciato in sperimentazioni ardite, in barba all’aspetto più commerciale dell’odierna produzione discografica.

Inedito compagno – o forse dovrei dire complice – in questa nuova, spericolata avventura, Maurizio Marsico, geniale musicista e compositore attivo sulla scena musicale da diversi decenni in varie, talora spiazzanti, incarnazioni.

È un disco da ascoltare con grande attenzione, lasciandosi catturare dalla magia delle composizioni. Ne parlo più diffusamente sulle pagine di Onda Rock.

Un altro addio: Pepe Salvaderi

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Pepe Salvaderi, fonte: ansa.it

Anno crudelissimo, questo interminabile 2020. Venerdì scorso è scomparso, a causa del virus, il chitarrista Pepe Salvaderi, che, assieme a Pietro Montalbetti (detto Pietruccio) e Giancarlo “Lallo” Sbrinziolo fondò a metà anni ’60 la mitica band – anzi “il complesso”, come si diceva all’epoca – dei Dik Dik.

Sei andato a suonare con gli angeli e ci hai lasciato qui a piangerti e ricordarti per sempre

hanno commentato i compagni del musicista.