Edoardo ed Eugenio Bennato: La realtà non può essere questa

Questi tempi oscuri e complicati producono a volte piccoli miracoli artistici: i fratelli Edoardo ed Eugenio Bennato tornano a collaborare dopo decenni, cantando per gli ospedali di Napoli in prima linea nella lotta contro il terribile Coronavirus: il Cotugno, il Monaldi e il Cto.

Analogamente a quanto fatto in precedenza dal duo Facchinetti/D’Orazio, i due cantautori hanno composto il brano dalle rispettive abitazioni: musica del rocker inossidabile Edoardo e testo, molto ispirato, di Eugenio, cantautore da sempre più vicino al folk.

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Too much information

Il brano dei Police è del 1981, dunque è stato composto molto prima dell’avvento di Internet e delle televisioni “all news”, ma il messaggio inviato da Sting e il resto della mitica band non potrebbe essere più attuale.

Dobbiamo tentare di non lasciarci sopraffare dall’eccesso di notizie, perlopiù angoscianti, quando non palesemente false, che ci bombardano in continuazione. Specie in questo periodo.

Il testo della canzone:

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Addio a Bill Withers

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© Gilles Petard/Redferns/Getty Images

Lo scorso venerdì è scomparso all’età di 81 anni il grande cantante statunitense Bill Withers.

Importantissimo per la musica R&B e Soul, ma non solo, ci ha regalato canzoni meravigliose come Ain’t No Sunshine, Use Me, Just the Two of Us, Lovely Day e Lean on Me, solo per citarne alcune tra le più celebri.

Esordisce nel 1971 con l’album Just as I Am, una pietra miliare della musica moderna. Tra i brani compare tra l’altro la celeberrima Ain’t No Sunshine, struggente nella sua incantevole semplicità.

Rinascerò, rinascerai: una canzone per Bergamo

pooh-1Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio (rispettivamente ex voce/tastiere e batteria dei Pooh) hanno composto una struggente canzone-dedica per la città di Bergamo, come sappiamo duramente colpita dal Coronavirus.

Musica di Facchinetti – nato e tuttora residente a Bergamo – e testo del romano D’Orazio, s’intitola Rinascerò, rinascerai.

Il duo, coadiuvato da Danilo Ballo agli arrangiamenti, ha lavorato a distanza, ciascuno dalla propria città, inviandosi via Internet i rispettivi contributi.

I proventi del brano, mi piace sottolinearlo, saranno interamente devoluti all’ospedale Papa Giovanni XXIII.

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Buon compleanno, Mina!

mina-per-neofiti-619073Oggi, 25 marzo 2020, l’inossidabile Mina taglia l’invidiabile traguardo degli 80 anni, e Aldo Dalla Vecchia, giornalista e autore televisivo di lungo corso, ha pensato bene di festeggiare la storica data con la pubblicazione di un eccellente saggio, Mina per neofiti.

Il libro, pubblicato da Edizioni Graphe.it non vuol essere una Bibbia per fan sfegatati, né una delle tante biografie intrise di becero gossip.  E non cade neppure nell’agiografia, vizio comune a tante biografie, specie di personaggi importanti come la nostra Mina.

Al contrario, quello di Aldo Dalla Vecchia è il racconto accurato ma senza orpelli di una vita eccezionale, una voce a dir poco strepitosa e una carriera che definire invidiabile suonerebbe riduttivo, per i traguardi conseguiti sin qui.

A impreziosire il libro, la prefazione, divertente e divertita, dell’effervescente Cristiano Malgioglio. Insomma, si tratta di un volumetto da non perdere, per accostarsi al meglio all’arte dell’incontrastata Regina della musica italiana.

L’arte di Franco Battiato

DavidNieri_FrancoBattiatoOggi è il compleanno di Franco Battiato, al quale vanno tutti i nostri auguri per i suoi 75 anni.

L’opera del grande artista siciliano, che definire semplice cantautore o musicista suonerebbe quantomeno riduttivo, è vasta e multiforme: una carriera musicale contraddistinta da più fasi, dalla musica leggera degli esordi alla fine degli anni ’60 all’elettronica e al progressive del decennio successivo, per tornare poi più o meno stabilmente alla forma canzone, sia pure praticata attraverso più linguaggi musicali.

In effetti, cifra distintiva sin dagli inizi della sua lunga carriera è la spinta alla ricerca continua. Non solo in campo prettamente artistico, ma anche sul piano della crescita interiore.

Approcciarsi all’arte di Battiato può apparire impresa non facile, specie per chi lo conosca poco o l’abbia scoperto solo in tempi recenti. A tal fine può essere d’aiuto un volumetto di recente uscita: Franco Battiato. Camminando con le aquile, di David Nieri.

Il libro è una sorta di guida all’ascolto del poliedrico compositore e ne parlo più diffusamente sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

The Who, il ruggito dei vecchi leoni

The Who

A sorpresa, lo scorso 6 dicembre è uscito un nuovo album degli Who, intitolato semplicemente WHO. La band ormai è un duo, ma di quelli formidabili: Roger Daltrey voce ancora scintillante e frontman più che all’altezza del proprio ruolo, e Pete Townshend, chitarrista “mostruoso” e compositore ispirato di tutte le tracce del disco.

Supportati da musicisti stellari (un nome per tutti, Pino Palladino al basso), i due arzilli vecchietti hanno realizzato un album molto solido e di qualità: brani in puro stile Who, dai suoni ruvidi e aspri, ma anche ammiccanti a tratti alla contemporaneità.

È un disco realizzato, come comprensibile, non per far soldi, ma per esprimere finalmente qualcosa: la bellezza della musica, il valore dell’arte come missione suprema. O, se volete, per dare un senso a questa vita, posta sotto attacco da più fronti, Corona Virus e relativi sciacalli politico-mediatici in primis.

E per citare gli stessi Who, Long live Rock!

1969. L’anno della controcultura: parole, musica e immagini

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Se c’è un giornalista preparato sulle vicende e le tendenze artistiche, soprattutto musicali, che hanno caratterizzato gli anni ’60 e ’70, ebbene questi è senz’altro il vulcanico Ernesto Assante.

La mostra da lui curata all’Auditorium di Roma rievoca con leggerezza ma anche grande acume e agilità gli anni della controcultura e della rivoluzione giovanile. Si parte dalla celeberrima Beat Generation degli anni ’50 di Jack Kerouak fino agli eventi epocali, appunto, del 1969 (l’allunaggio, il concerto-fiume di Woodstock, la terribile strage di Bel Air, il canto del cigno dei “Fab Four” Beatles…).

Si possono ammirare, attinti dalle collezioni del buon Ernesto, libri, giornali, poster, dischi, biglietti di concerti, memorabilia e foto d’epoca dell’archivio di Getty Images. Non si può non rimpiangere la creatività scatenata di quegli anni, quando ogni poster promozionale, locandina di concerto e copertina di disco costituiva un unicum di rara bellezza.

La mostra è aperta sino a lunedì 6 gennaio, quindi se avete la possibilità di visitarla affrettatevi: ne vale la pena, credetemi.

Rare Bird, musica da riscoprire

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Una band temo ormai dimenticata da tempo e comunque poco conosciuta se non dagli addetti ai lavori e dai fan più sfegatati è quella dei Rare Bird.

Britannica, nata nel 1969 a Londra, ha prodotto alcuni album di rock progressive splendidi, veri e propri apripista per sonorità e stile che meriterebbero di essere ricordati (meglio, ascoltati!) accanto ai lavori coevi di gruppi più celebri come i King Crimson o i Genesis.

Segnalo in particolare l’album omonimo d’esordio e il bellissimo As Your Mind Flies By, del 1970. E se ascoltando le tastiere sontuose ma non barocche (alla Keith Emerson di E.L.&P., per intenderci) qualcuno vi ravviserà echi dei lavori, di poco successivi, delle prime Orme, ebbene ha ragione….

Insomma, si tratta di musica da recuperare per il puro piacere di (ri)ascoltare musica vera, di grande qualità, che non cede ai facili compromessi commerciali, anche se, a ben guardare, il brano Simpathy nell’estate del 1970 arriverà ai primi posti in classifica anche nel Bel Paese… Altri tempi, decisamente.

Il 1969 di Achille Lauro

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Non credevo che avrei mai segnalato su queste pagine l’album di un personaggio come Achille Lauro. Non per snobismo, ci mancherebbe: semplicemente perché la “trap” è lontana dai miei gusti musicali.

Ma l’album 1969 del rapper romano va decisamente oltre il genere di partenza, a mio avviso un po’ “ignorante”, se mi passate l’aggettivo. I brani di questo lavoro tendono infatti al rock, almeno nelle sonorità quasi punk ad esempio di Rolls Royce, il brano portante dell’album nonché illuminante biglietto da visita del nuovo corso artistico intrapreso da A.L.

Nuovo non in senso letterale, beninteso, dal momento che i riferimenti sono perlopiù a miti e icone storiche di un passato “bello e maledetto” come Marilyn Monroe, Elvis Presley, James Dean, Jimi Hendrix, la Rolls Royce del brano già citato.

Evidenti anche i richiami a certo cantautorato di rottura, dallo sberleffo finto non sense del grande Rino Gaetano al sarcasmo del primo Vasco Rossi: il tutto shakerato con suoni e linguaggio di oggi.

Insomma, 1969 è un buon disco, da ascoltare senza pregiudizi.