Addio a Biagio Proietti

Biagio Proietti

Sabato scorso, 12 marzo, è scomparso a Roma Biagio Proietti. Un nome che forse non dirà molto alle nuove generazioni o ai non addetti ai lavori, Biagio negli anni ’70 e ’80 è stato autore prolifico di gialli e thriller televisivi di grande successo e che fecero davvero epoca. Un titolo per tutti, Dovè Anna.

Sue furono anche le sceneggiature televisive dei Racconti fantastici di Egar Allan Poe e di molti altri importanti lavori televisivi, ma non solo. Fu molto attivo anche nel cinema e nel teatro.

Purtroppo il nostro Paese soffre spesso di memoria corta in materia di cultura, specie quella di casa nostra, e negli ultimi anni si parlava poco di lui. Io ebbi la fortuna di conoscerlo agli inizi della mia avventura da imbrattacarte e ricordo bene il suo incoraggiamento a proseguire i miei primi timidi tentativi di scrittura.

Anni fa ebbi l’onore di tenere assieme a lui una presentazione in una libreria della provincia laziale e dette come al solito grande prova di entusiasmo e affabulazione.

Il Maestro, come amavamo chiamarlo in tanti, mancherà molto a tutti noi.

Franco Battiato, non un vero addio

LMAF062558_73932417

 

Vivere non è difficile potendo poi rinascere.

Cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità.

Nell’autunno del 2019 segnalavo sulle pagine di questo blog quello che purtroppo si è confermato come l’ultimo album di Franco Battiato, Torneremo ancora.

La scomparsa del grande cantautore, ahinoi non inattesa, anzi temuta da qualche anno, da quando aveva lasciato le scene, colpisce al cuore, avvenuta oltretutto a poca distanza dalla morte dell’amica Milva, per la quale F.B. curò l’ultimo album. Nel 2017 era venuto a mancare Giusto Pio, molto più di un collaboratore per il musicista catanese.

Ci sarebbe molto da dire sull’arte di Battiato: sperimentatore ardito e intransigente di musica elettronica e progressive nei primi anni ’70, cantautore Pop-rock negli anni seguenti, regista cinematografico, intellettuale colto e autoironico, mistico sui generis. Continua a leggere “Franco Battiato, non un vero addio”

Addio a Milva, ultima diva della canzone

La scomparsa, avvenuta all’età di 81 anni, di Milva rappresenta davvero una grande perdita per il mondo della musica.

Artista eclettica e dotata di grande personalità – autentica primadonna dei palcoscenici di mezzo mondo – ha saputo spaziare come nessun’altra tra generi diversi.

Ma si sa, alto e basso sono categorie spesso appiccicate a forza da critici pedanti su contenuti a loro incomprensibili o sgraditi.

Al contrario, l’unico criterio accettabile è quello qualitativo. E di qualità Milva ne aveva in abbondanza.

Forse, come non ha mancato di rilevare anche qualche sua illustre collega, nel nostro Paese non le è stato concesso tutto il riconoscimento che meritava.

Non a caso ad esempio la sua discografia è stata riversata solo in parte su CD, nè tantomeno sui principali servizi musicali in streaming. Su questi ultimi compaiono perlopiù vetuste antologie e qualche album recente (tra questi però ricordo il suo ultimo album, Non conosco nessun patrizio, curato dal grande amico Franco Battiato)

Ma, direi vergognosamente, non sono reperibili, se non su vinile e a caro prezzo, alcuni degli album più importanti e rappresentativi della grande interprete. Mi riferisco ai dischi scritti e prodotti per lei dai grandi Enzo Jannacci (cantautore importantissimo, anch’egli pressoché rimosso dalla nostra memoria, ahinoi, sempre più breve) e il già ricordato Franco Battiato.

A magra consolazione vi segnalo che sono almeno ascoltabili su YouTube. Speriamo che il triste evento della dipartita della grande artista rammenti alle case discografiche il dovere di ristampare questi album, d’indiscutibile qualità.

E dunque, non resta che rivolgere il nostro saluto riconoscente alla Rossa. Addio Milva, ultima grande diva della musica italiana.

Un altro addio: Pepe Salvaderi

pepe-salvaderi-287x300
Pepe Salvaderi, fonte: ansa.it

Anno crudelissimo, questo interminabile 2020. Venerdì scorso è scomparso, a causa del virus, il chitarrista Pepe Salvaderi, che, assieme a Pietro Montalbetti (detto Pietruccio) e Giancarlo “Lallo” Sbrinziolo fondò a metà anni ’60 la mitica band – anzi “il complesso”, come si diceva all’epoca – dei Dik Dik.

Sei andato a suonare con gli angeli e ci hai lasciato qui a piangerti e ricordarti per sempre

hanno commentato i compagni del musicista. 

Addio a Eddie Van Halen

Un anno davvero feroce, questo 2020. Si è portato via anche il mitico Eddie Van Halen, cofondatore della band omonima. D’accordo, era malato da tempo, ma insomma…

Chitarrista dallo stile inconfondibile – potente, fulmicotonico, virtuoso ma mai pedante – ha segnato col suo inconfondibile sound lo spirito chiassoso e allegro degli anni ’80, non solo suonando con la sua band, ma anche ad esempio per l’indimenticabile assolo di Beat it di Michael Jackson, nel 1983.

Un’altra leggenda del rock che se ne va. Addio, Eddie.

Addio a Joe Sinnott

Alla bella età di 93 anni è scomparso Joe Sinnott, inchiostratore, rifinitore e disegnatore dei più talentuosi della scena fumettistica mondiale.

Il suo nome rimarrà indissolubilmente legato a quelli di giganti del fumetto quali Jack Kirby, John Buscema, George Perez, John Byrne e tanti altri. Solo l’anno scorso aveva annunciato il suo ritiro dal lavoro. Ne avevo parlato qui.

Addio, “Joltin” Joe. I tuoi splendidi lavori non cesseranno di affascinarci.

 

Joel Schumacher, un altro addio

SchumacherDavvero un periodo triste, questo. È scomparso ieri, all’età di 80 anni, Joel Schumacher. È stato un regista di grande talento, dallo stile ben riconoscibile, specie nei film d’azione.

Ha diretto pellicole eccellenti, come Il Cliente, tratto dall’omonimo romanzo di Grisham, 8mm – Delitto a luci rosse, Linea Mortale, Number 23, Tigerland, ma soprattutto – almeno a mio parere – lo strepitoso Un giorno di ordinaria follia.

A dire il vero, ha firmato anche 2 film della saga di Batman, forse non esattamente memorabili, ma a loro modo comunque interessanti.

Addio a Zafón

Riprendo dal blog (sempre interessante!) Words and Music and Stories questo bel ricordo del grande Carlos Ruiz Zafón. Uno scrittore dall’inventiva sfrenata, capace di mescolare più generi letterari – realismo e fantasia, narrativa “alta” e “bassa” – come pochi altri.

Ho amato moltissimo i suoi romanzi e il suo approccio alla scrittura, sofisticato ma allo stesso tempo in grado di dar vita a pagine godibilissime e coinvolgenti per il lettore.

words and music and stories

664px-Carlos_Ruiz_Zafón_-_001 [Mutari] Escriptor espanyol  Carlos Ruiz Zafón a Barcelona – 2008 Si e spento ieri, 19 giugno 2020, a soli 55 anni, lo scrittore catalanoCarlos Ruiz Zafón.
Tradotto in oltre 40 lingue e considerato lo scrittore spagnolo più letto al mondo dopo Cervantes, Zafón aveva raggiunto la notorietà internazionale con il suo romanzo “L’ombra del vento”.
Uscito in sordina in Spagna nel 2001, grazie al passaparola “L’ombra del vento”è divenuto un vero caso editoriale, premiato da un successo globale, seguito da altri best seller internazionali come “Il labirinto degli spiriti”, “Il prigioniero del cielo”, “Il gioco dell’angelo”, “Marina” e libri di narrativa per giovani.

Ecco una scelta di frasi tratte da “L’ombra del vento“:

💨 “L’uomo, da scimmia qual è, è un animale sociale e considera il clientelismo, il nepotismo, gli intrallazzi e il pettegolezzo, modelli intrinseci di comportamento etico.”

💨 “La malvagità presuppone un certo spessore…

View original post 85 altre parole

Addio a Roberto Gervaso

gervaso

E così il 2 giugno, Festa della Repubblica, se n’è andato anche Roberto Gervaso, un altro di quei personaggi che credevamo immortali, per averci accompagnato con la loro perspicacia e cultura lungo l’arco di molti decenni.

Storico di vaglia, giornalista e scrittore brillante e sagace, autore di aforismi degni del miglior Oscar Wilde, la sua è stata una voce brillantissima, dotata di quel gran dono che è l’autoironia, qualità spesso sconosciuta agli intellettuali di casa nostra, non di rado verbosi e tromboni.

Voglio salutarlo proprio con una delle sue frasi lapidarie ma di grande effetto, lette per anni nella sua strepitosa rubrica Il Grillo Parlante sul Messaggero:

La vita è la più monotona delle avventura, finisce sempre allo stesso modo

Addio a Brian Dennehy

Schermata 2020-04-17 alle 11.14.30Periodo a dir poco mesto, questo: è scomparso, all’età di 81 anni, Brian Dennehy, ottimo attore e volto noto del grande schermo.

Molti lo ricorderanno, giustamente, per il personaggio direi quasi iconico dello sceriffo “cattivo” che arresta ingiustamente Rambo nell’omonimo film. Ma sarebbe ingiusto e riduttivo circoscriverne la bravura solo riferendola a quella pur importante parte.

Voglio invece ricordarlo in un altro ruolo, nel quale a mio avviso eccelle, uscendo dallo stereotipo del solito personaggio negativo tout court: quello dell’architetto americano Stourley Kraklite in una pellicola del 1987 firmata da Peter Greenaway, ambientata peraltro a Roma.

Se ne avete la possibilità, vi consiglio di recuperare questo film. Ne vale la pena.

belly8l
Una scena da “Il ventre dell’architetto”