Un ritratto calzante

[…] «Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare» […]

Immagino che più di qualcuno avrà creduto di riconoscere nelle parole appena lette un uomo politico di oggi. Diciamo un ministro – absit iniuria verbis! – dell’attuale Governo,  barbuto e sovrappeso, razzista compiaciuto, che ama travestirsi di volta in volta da poliziotto, finanziere, pompiere, quando non indossa felpe con stampigliato il nome della città, che, sciagurata, si trova ad accoglierlo in campagna elettorale…

E invece no, miei cari! L’estratto proviene da uno scritto del 1945 della grande Elsa Morante, contenuto nelle Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani).

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Elsa Morante, Bernardo Bartolucci, Adriana Asti e Pierpaolo Pasolini

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La chiusura di Rai Movie

RaiMovie

Il cosiddetto nuovo Piano Industriale della televisione di Stato prevede la chiusura di ben due canali Rai: Rai Movie e Rai Premium. Non solo: anche RaiScuola verrà trasmesso solo via Internet, non più sull’omonimo canale televisivo. A quando la chiusura di canali non meno importanti come Rai Storia e Rai 5?

L’operazione appare a dir poco discutibile, anche alla luce della ventilata sostituzione con un canale “prevalentemente femminile” (RaiSei). Temo che la sciagurata ratio dietro l’insano progetto sia da individuare, come al solito, nella guerra alla diffusione della cultura in tutte le sue forme per bieche finalità politiche. La “ggente” va mantenuta ignorante per poter mantenere il consenso: il motto Panem et circenses è sempre attuale, cari amici.

Secondo altri, la spiegazione per tali assurde decisioni potrebbe risiedere nell’incompetenza di vasti settori governativi. Lascio giudicare ai lettori.

Sul Web è stata varata una petizione on line, nel tentativo di contrastare l’insensata, annunciata chiusura di Rai Movie, all’indirizzo:

https://www.change.org/p/rai-radiotelevisione-italiana-non-chiudete-rai-movie

Altro giro, altra intervista: KippleBlog

lmPeriodo fitto d’interviste, questo: chissà poi cos’avrà da dire, “il Milani”, di così tanto importante…

Oggi ne è apparsa un’altra, di quelle “fatte bene”, realizzata da Roberto Bommarito per KippleBlog, il blog di Kipple Officina Libraria: si parla, oltre che del solito Demone di carta, di editoria, steccati da abbattere e così  via.

Se vi va, potete leggerla a questo link:

https://kippleblog.wordpress.com/2017/05/30/il-demone-di-carta-la-letteratura-di-genere-in-italia-e-il-futuro-intervista-a-luigi-milani/

Masterpiece: la parola a De Carlo

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La scorsa settimana Rai Tre ha trasmesso la prima puntata di Masterpiece, primo “talent” per aspiranti scrittori. Ne è scaturito un acceso dibattito, sul web e sui varo social network, Twitter in primis. Anche all’estero la trasmissione ha suscitato grande interesse, guadagnandosi un ampio articolo sul New York Times.

Ho allora raggiunto e intervistato per il blog magazine Graphomania uno dei tre giuratiAndrea De Carlo, che dice la sua non solo sulla trasmissione, ma anche sui suoi progetti di scrittura.

Continua a leggere su GraphoMania:

http://blog.graphe.it/2013/11/24/intervista-esclusiva-ad-andrea-de-carlo-giudice-di-masterpiece#ixzz2lYffFRUK

Thatcher, no more

Margaret Thatcher se n’è andata ieri, ma non tutti la rimpiangono. C’è chi addirittura festeggia, a Brixton, al grido di “Maggie Maggie Maggie, dead dead dead!”. E sono in molti – tra questi l’ex Premier Romano Prodi – ad additarla, assieme all’ex Presidente degli Stati Uniti Reagan, di aver posto le basi – anzi le mine – della crisi economico-sociale dell’Occidente.

Ma è soprattutto negli anni ’80 che la protesta del mondo giovanile, dei sindacati, della classe operaia e del Rock che si fa sentire con grande convinzione.

Se ne parla più diffusamente qui.