Un ritratto calzante

[…] «Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare» […]

Immagino che più di qualcuno avrà creduto di riconoscere nelle parole appena lette un uomo politico di oggi. Diciamo un ministro – absit iniuria verbis! – dell’attuale Governo,  barbuto e sovrappeso, razzista compiaciuto, che ama travestirsi di volta in volta da poliziotto, finanziere, pompiere, quando non indossa felpe con stampigliato il nome della città, che, sciagurata, si trova ad accoglierlo in campagna elettorale…

E invece no, miei cari! L’estratto proviene da uno scritto del 1945 della grande Elsa Morante, contenuto nelle Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani).

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Elsa Morante, Bernardo Bartolucci, Adriana Asti e Pierpaolo Pasolini

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Addio a Federico Orlando

Federico_Orlando

Lo scorso venerdì è scomparso, al’età di 85 anni, Federico Orlando, condirettore del quotidiano Europa. Maestro di giornalismo e brillante esempio d’impegno politico, lascia un grande vuoto nel nostro Paese, oggi così avaro di grandi passioni.

Tra l’altro, quando ancora il mio nome era ben lungi dall’essere noto, il suo giornale ebbe a occuparsi del mio primo romanzo, e quella recensione regalò un’insperata visibilità al volume, altrimenti destinato come tanti a un rapido oblio.

Addio, Federico. Un saluto riconoscente anche da questo piccolo imbrattacarte.

Poi dicono che la profezia dei Maya era sbagliata…

Liberation

Le retour de la Momie

Scrive oggi Libération:

La prophétie maya de la fin du monde serait-elle en train de se réaliser avant l’heure en Italie ? «Le retour du Caiman coincide avec l’approche de la malédiction», ne peut s’empêcher de noter, dans le quotidien indépendant Il Fatto quotidiano, la journaliste Giovanna Trinchella. Comme elle, la plupart des éditorialistes italiens adoptent un ton accablé, ce lundi, après l’annonce du retour de Silvio Berlusconi en politique, et celle de la démission de Mario Monti. []

Trentasette anni fa moriva un poeta

… Un grande poeta anzi, e anche un pensatore considerato scomodo, forse perchè fin troppo lucido e determinato. Poeta, dicevo, ma non solo: scrittore, giornalista, regista, polemista veemente. Mi riferisco naturalmente a Pier Paolo Pasolini, oggi ampiamente ricordato, almeno sul Web.

Cito il bell’articolo di Natale Fioretto sul blog magazine Graphomania, che non tralascia di evidenziare l’enorme importanza che non solo sul piano politico, ma anche quello culturale riveste tuttora la figura del grande intellettuale, barbaramente ucciso la notte tra il primo e il 2 novembre del 1975.

Di diverso tenore, ma non meno interessante, il pezzo di Simone Gambacorta apparso sempre oggi su Postpopuli, che prende le mosse da un rilievo mosso di recente da Antonio Pascale sulle pagine del Corriere della Sera, in merito alla presunta visione che avrebbe avuto di Napoli il grande poeta.

Da ultimo, un ricordo personale del momento in cui appresi la terribile notizia dell’assassinio di Pasolini, un tiepido pomeriggio di novembre di molti anni fa. Di nuovo su Graphomania.

32 anni fa, la strage di Bologna

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Trentadue anni fa, una delle stragi più gravi della storia del nostro Paese, perpetrata per giunta a distanza di poco tempo da un’altra, altrettanto grave e tuttora irrisolta, Ustica.
Il mio personale ricordo, la testimonianza di prima mano della zia di un mio compagno di giochi di allora e la visita compiuta con i miei genitori alla fine di quello stesso mese di agosto alla stazione mutilata. Un’immagine quasi surreale, indelebile.