Tea for The Tillerman 2

Cat Stevens / Yusuf ha inciso una nuova versione dello storico album Tea for The Tillerman, intitolandola semplicemente Tea for The Tillerman 2.

Il disco, originariamente uscito nel 1970, è tra i migliori del cantautore britannico, e brillava già all’epoca per la qualità gli arrangiamenti, semplici ma di grande efficacia.
Ha così suscitato qualche iniziale perplessità quest’operazione, suggerita all’artista pare dal figlio. L’occasione è stata fornita dal cinquantennale dell’originaria pubblicazione.

In questi casi normalmente le case discografiche tendono a pubblicare versioni estese degli album originari, arricchite – si fa per dire – da scarti di studio, provini e materiale inedito sì, ma spesso di scarso o nullo valore artistico.

La strada intrapresa da C.S. è diversa. Inoltre è riuscito nel piccolo miracolo di coinvolgere di nuovo nel progetto il produttore originario Paul Samwell-Smith e il chitarrista Alun Davies, che aveva partecipato alle registrazioni del 1970.

Anche per questo le nuove versioni dei brani suonano piuttosto rispettose di quelle arcinote pubblicate illo tempore. Semmai sono stati aggiornati un po’ i suoni, introdotti qua e là alcuni cori e riarrangiate, ma senza stravolgimenti, alcune canzoni. Lo stesso Cat Stevens ha spiegato che in sostanza ha reinciso i brani per renderli più omogenei a come li esegue dal vivo.

Interessante al riguardo la nuova Father and Son, nella quale il cantautore, oggi settantenne, duetta con se stesso ventenne: il risultato è davvero sorprendente.

Bizzarra invece, e a mio parere forse non all’altezza della versione originale, la resa della mitica Wild World: l’arrangiamento in chiave valzer-tango in qualche modo finisce per smorzare l’energia sferzante della ballata che tutti conosciamo e amiamo.

Per il resto, è sempre un piacere ascoltare la voce del grande artista, rimasta pressoché immutata a dispetto degli anni trascorsi.

La tracklist:

Whoosh!, il ritorno dei Deep Purple

All’inizio di agosto è uscito, per la verità un po’ in sordina a causa del difficile periodo “pandemico” (sarebbe dovuto uscire già a giugno, ma la pubblicazione è stata posticipata proprio causa Covid), il nuovo album di un gruppo glorioso ma tuttora in attività, i mitici Deep Purple.

Il titolo del disco, il ventunesimo della band, è Whoosh!, una divertente onomatopea tratta dal linguaggio fumettistico. È già questo particolare “mi garba” non poco.

I brani spaziano da atmosfere e sonorità tipiche del gruppo – un hard rock robusto con aperture melodiche, mai di maniera – a sperimentazioni nella direzione del progressive, specie nella seconda parte dell’album.

Particolare non secondario, a produrre i Purple troviamo quel genio che risponde al nome di Bob Ezrin: produttore, ma anche tastierista, è stato il Deus ex Machina tra l’altro dei Pink Floyd a partire dall’album The Wall, nonchè di personaggi del calibro di Peter Gabriel, Lou Reed, Rod Stewart

Era previsto un articolato tour internazionale che avrebbe toccato anche il nostro Paese, ma, com’è avvenuto per la stragrande maggioranza dei concerti dal vivo, se ne riparlerà – sperando che la situazione lo consentirà – nel 2021.

Tracklist

Un altro futuro, una recensione

Un altro futuro

.. E proprio quando ormai quasi non pensi più a quel tuo libro uscito diversi anni fa, ecco che giunge, inaspettata ma non per questo meno gradita, una nuova recensione.

Il libro in questione è Un altro futuro, antologia di racconti SF pubblicata da Edizioni Scudo a inizio 2016, tuttora acquistabile in digitale (ma non solo) su Amazon. La recensione è apparsa sul portale Zebuk e potete leggerla qui.

L’isola senza morte: una recensione

coverisolasenzamortejpg1Inaspettatamente, a distanza di qualche anno ormai dalla sua prima pubblicazione come romanzo breve o novella che dir si voglia, L’isola senza morte (in seguito ripubblicata, sempre da Nero Press Edizioni, nel volume Solo il mare intorno assieme ai lavori degli illustri colleghi Danilo Arona e Angelo Marenzana), pare riesca a suscitare ancora interesse.

Un lettore molto attento e preparato, Simone Dellera, l’ha infatti recensita sulla pagina Facebook della rubrica da lui dedicata alle recensioni e su Amazon. Grazie di cuore!

L’ultima intervista

EshkolNevo_Lultimaintervista

Tra l’altro, urge decidere se, nel breve tempo che mi resta su questa terra, voglio scrivere. Se un altro libro è la cosa più importante da concludere prima che comincino i dolori al petto.

Sul blog magazine Libri e Parole ho recensito L’ultima intervista, di Eshkol Nevo. Si tratta di un libro molto particolare: all’apparenza è un’intervista, come recita appunto il titolo, ma in realtà può essere letto come una sorta di autobiografia romanzata.

Credo sia l’opera più riuscita, al momento, dello scrittore israeliano: sincera e appassionante, a tratti riesce a essere anche divertente.

L’arte di Franco Battiato

DavidNieri_FrancoBattiatoOggi è il compleanno di Franco Battiato, al quale vanno tutti i nostri auguri per i suoi 75 anni.

L’opera del grande artista siciliano, che definire semplice cantautore o musicista suonerebbe quantomeno riduttivo, è vasta e multiforme: una carriera musicale contraddistinta da più fasi, dalla musica leggera degli esordi alla fine degli anni ’60 all’elettronica e al progressive del decennio successivo, per tornare poi più o meno stabilmente alla forma canzone, sia pure praticata attraverso più linguaggi musicali.

In effetti, cifra distintiva sin dagli inizi della sua lunga carriera è la spinta alla ricerca continua. Non solo in campo prettamente artistico, ma anche sul piano della crescita interiore.

Approcciarsi all’arte di Battiato può apparire impresa non facile, specie per chi lo conosca poco o l’abbia scoperto solo in tempi recenti. A tal fine può essere d’aiuto un volumetto di recente uscita: Franco Battiato. Camminando con le aquile, di David Nieri.

Il libro è una sorta di guida all’ascolto del poliedrico compositore e ne parlo più diffusamente sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

Il ciarlatano

IsaacBashevisSinger_Ilciarlatano

Nei giorni scorsi mi sono occupato, per il blog magazine Libri e Parole, di un romanzo magnifico, Il Ciarlatano.

Scritto da Isaac Bashevis Singer, premio Nobel per la Letteratura nel 1978, racconta le avventure tragicomiche di Hertz Minsker, ebreo polacco emigrato dal suo paese nell’America dei primi anni Quaranta, mentre Hitler in Europa sta compiendo lo sterminio del popolo ebraico.

Ma nel libro c’è molto altro, naturalmente: accanto ai toni leggeri da commedia alla Ernst Lubitsch, si può cogliere lo smarrimento dell’intellettuale moderno in un mondo fattosi ormai troppo complesso e sfaccettato per essere compreso con gli abituali strumenti della filosofia o della religione.

In tal senso, ebraismo a parte (un “a parte” non da poco, certo) non è azzardato sostenere che in fondo c’è un po’ di Minsker – apatico, smarrito, inconcludente “di default – in tutti noi.

È un libro da leggere, insomma.

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Isaac Bashevis Singer, from the Jewish Chronicle Archive/Heritage-Images

Il 1969 di Achille Lauro

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Non credevo che avrei mai segnalato su queste pagine l’album di un personaggio come Achille Lauro. Non per snobismo, ci mancherebbe: semplicemente perché la “trap” è lontana dai miei gusti musicali.

Ma l’album 1969 del rapper romano va decisamente oltre il genere di partenza, a mio avviso un po’ “ignorante”, se mi passate l’aggettivo. I brani di questo lavoro tendono infatti al rock, almeno nelle sonorità quasi punk ad esempio di Rolls Royce, il brano portante dell’album nonché illuminante biglietto da visita del nuovo corso artistico intrapreso da A.L.

Nuovo non in senso letterale, beninteso, dal momento che i riferimenti sono perlopiù a miti e icone storiche di un passato “bello e maledetto” come Marilyn Monroe, Elvis Presley, James Dean, Jimi Hendrix, la Rolls Royce del brano già citato.

Evidenti anche i richiami a certo cantautorato di rottura, dallo sberleffo finto non sense del grande Rino Gaetano al sarcasmo del primo Vasco Rossi: il tutto shakerato con suoni e linguaggio di oggi.

Insomma, 1969 è un buon disco, da ascoltare senza pregiudizi.