Libri da leggere a marzo

Non senza fatica, né liberi da ansie e preoccupazioni, ahinoi ancora di natura… “virale”, siamo approdati al fatidico mese di marzo, con la sua benevola promessa di primavera. Nell’attesa appunto di giorni migliori, consoliamoci con nostro passatempo preferito, la lettura.

La nostra lista di libri consigliati stavolta si presenta anche più eclettica del solito, tra saggi d’argomento radiotelevisivo, monografie d’artista e una raccolta di racconti inediti del compianto Carlos Ruiz Zafón.

E allora buona lettura!

Le cose che bruciano

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L’ammetto. Conoscevo Michele Serra solo come sulfureo commentatore di politica e costume sul quotidiano la Repubblica.

Non ero a conoscenza invece delle sue qualità di narratore elegante e ricercato, e tuttavia sempre controcorrente anche nelle vesti di scrittore.

È stata dunque una piacevole scoperta la lettura del suo ultimo romanzo, Le cose che bruciano, recensito di recente sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

Il colore venuto dallo spazio

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Nei giorni scorsi ho recensito per il portale Nero Cafè il film Il colore venuto dallo spazio, presente sulle principali piattaforme streaming.

Diretto dal redivivo (in senso artistico, eh!) Richard Stanley, è un buon adattamento dall’omonimo racconto di H.P. Lovecraft, apparso nel lontano 1927.

Ne ciancio più diffusamente qui.

Album da salvare: 3) Weekend in London, George Benson


Altro album da salvare assolutamente dall’eventuale, aborrito oblio è un disco dal vivo del mitico George Benson, uscito a metà novembre.

Registrato durante un evento per pochi fortunati al Ronnie Scott’s Jazz Club — erano presenti solo 250 persone — mostra il celebre chitarrista-cantante in grandissima forma.

Arrangiamenti, band e registrazione sono di qualità stellare, ovviamente.

Album da non dimenticare: 1) Letter To You

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Oggigiorno l’uscita del nuovo album di un artista, anche di culto come nel caso di Bruce Springsteen, sortisce un po’ l’effetto di un’effimera fiammata: grazie alla potenza di fuoco di efficientissimi addetti stampa e alla conseguente, martellante copertura mediatica, se ne parla, se ne scrive, se ne legge a oltranza per qualche giorno.

Ma poi la cosa finisce lì. Nell’era della musica in streaming si ascolta con piglio frammentario, quando non chirurgico , qualche brano qua e là, a volte solo i primi secondi e, presi dalla fretta e dalla voracità, passiamo oltre.

Non è un atteggiamento passatista il mio, beninteso, della serie “Ai miei tempi, signora mia, i dischi si acquistavano e si ascoltavano dal primo all’ultimo solco in religioso silenzio”. È semmai l’amara constatazione di un dato di fatto: oggi le creazioni artistiche – siano esse musicali, letterarie, cinematografiche – hanno vita effimera. Bombardati come siamo da infiniti stimoli distraenti, ci rimane poco spazio mentale per assaporare davvero e godere dell’esperienza artistica.

Ecco perchè mi piace dedicare un breve post, a mò di memorandum per gli ascoltatori frettolosi (mi ci metto anch’io), alla recente uscita, verso la fine dello scorso ottobre, del ventesimo album di studio appunto dell’inossidabile Bruce Springsteen, Letter to You.

È un disco notevole, nel quale il Boss torna a fare musica con la mitica E Street Band. Per certi versi è una sorta di autocelebrazione, con lo Springsteen settantunenne che cita se stesso di molti anni fa, la sua storia gloriosa di rocker impegnato e la sua musica dei tempi d’oro.

E, intendiamoci, riuscendoci: l’album infatti nei suoi momenti migliori sfoggia il suono energico e potente di quarant’anni fa. Non è poco, in questi tempi di musica di plastica.

Da ascoltare, magari sorseggiando una buona birra accanto al focolare.

Libri e cultura recensisce Doni di Natale

letteratura e cinemaIn questi giorni mi trovo a fronteggiare una piacevole “schizofrenia da recensione”, alle prese con recensioni di ben 2 lavori (della serie “Quando troppo, quando niente, signora mia…”) sui quali compare la mia firma.

Come ben sanno ormai i miei, temo rassegnati lettori, mi riferisco a Doni di Natale, il libello – strenna natalizia pubblicato da Graphe.it edizioni che mi sta regalando tante soddisfazioni, e Castelli maledetti, l’antologia “di genere” edita invece da Nero Press Edizioni, tanto per non uscire troppo dal seminato “de paura” che abitualmente frequento.

Oggi è il turno del primo libro, recensito dal blog letterario Libri e Cultura, che peraltro vi esorto a consultare, ricco com’è di contenuti assai interessanti e variegati. Approfitto dell’occasione per ringraziare naturalmente l’autrice della recensione, Marika Bovenzi.

Castelli maledetti, un’altra recensione

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Qualche giorno fa sul blog magazine Libri e parole è apparsa una bella disamina dell’antologia Castelli maledetti, di cui abbiamo parlato a più riprese su questo blog.

Un piccolo assaggio della recensione:

Se amate le ghost story di stampo britannico, se adorate le atmosfere gotiche, se ricordate con affetto le prime volte in cui avete letto le opere di Henry James dedicate ai fantasmi e al sovrannaturale in generale, Castelli maledetti potrebbe intrigarvi.

La recensione completa sul sito di Libri e parole:

https://librieparole.it/recensioni/3830/castelli-maledetti-antologia-angelo-marenzana/

La parola ad Angelo Marenzana

Ieri su Il Piccolo è apparsa un’intervista allo scrittore Angelo Marenzana, in veste di sapiente curatore dell’antologia Castelli maledetti, edita da Nero Press Edizioni.

In uno scellerato accesso di vanagloria, lasciatemi ricordare agli amici lettori che alla variegata raccolta partecipa anche il sottoscritto con un racconto ambientato in un tenebroso castello della provincia laziale.