Libri da leggere a dicembre

Jeff Buckley

Il 29 maggio 1997 moriva in circostanze misteriose il grande Jeff Buckley, cantautore e chitarrista che ha lasciato il segno nella storia del rock, a dispetto della sua breve vita.

È di soli tre anni (agosto ‘94) prima la pubblicazione dell’album Grace, uno dei dischi più belli degli ultimi decenni, un gioiello di ispirazione, mix riuscitissimo di dolcezza ed energia rabbiosa.

Mary Guibert, madre di Jeff, assieme a David Browne, ha curato un libro, Jeff Bukley. La sua vera voce, che rivela molti aspetti ancora sconosciuti del grande artista, ricostruiti attraverso i diari, le lettere, gli appunti e i testi per canzoni rimaste purtroppo ancora da incidere.

Questo e diversi altri titoli figurano nella lista natalizia dei libri consigliati, l’ultima per questo, ahinoi ancora una volta difficile, 2021.

Paul Simon, 80!

Paul Simon, un artista per il quale l’aggettivo “grande” può risultare perfino riduttivo, ha appena compiuto ottant’anni, il 13 ottobre.

Ufficialmente ha dato l’addio alle scene nel 2018, ma nel luglio 2021 si è esibito in The Homecoming Concert, il maxi concerto-evento di Central Park organizzato per festeggiare l’uscita dal Covid.

La sua carriera è stata lunga e costellata di grandi successi, fin dai tempi gloriosi e ormai lontani del duo Simon & Grafunkel: basti pensare a brani immortali come Sound of Silence, Bridge over Troubled Water, Mrs. Robinson o l’album per certi versi quasi di rottura Graceland.

Pochi anni fa recensivo così quello che a tutt’oggi risulta essere il suo penultimo, eccellente album, Stranger to Stranger.

1971, l’anno che cambiò tutto

I vari servizi di streaming, com’è noto, propongono perlopiù film e serie televisive e stanno rapidamente cambiando le abitudini di milioni di (ex?) telespettatori, dalla fruizione dei film in sala alla visione dei programmi trasmessi dalla televisione generalista. Spesso le nuove generazioni semplicemente non concepiscono più l’idea di sottostare a orari e luoghi determinati per vedere film, telefilm e ascoltare musica. Il nuovo che avanza? Chissà.

Ma, a esplorare a fondo i cataloghi a volte sterminati di questi servizi – a volte si trascorrono decine e decine di minuti navigando tra titoli e categorie, col risultato paradossale di non vedere poi nulla per aver esaurito il tempo libero a disposizione – si possono scoprire altre tipologie di contenuti. Come ad esempio i documentari musicali.

Uno tra i migliori è a mio avviso 1971, disponibile su AppleTV+: 7 puntate realizzate con cura certosina, contenenti video, immagini, filmati, brani spesso rarissimi. Il tutto accompagnato da una narrazione precisa ma mai noiosa.

La scheda dell’opera:

In un’epoca tumultuosa, segnata da profondi cambiamenti politici e culturali, il 1971 fu un anno di innovazione e rinascita per la musica. Mentre le star già affermate raggiungevano nuove vette, nuovi nomi invasero la scena scardinando i confini del panorama musicale.

3 luglio 1971: muore Jim Morrison?

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Cinquant’anni fa, il 3 luglio 1971, moriva a Parigi in circostanze misteriose il grande Jim Morrison, artista maledetto per antonomasia, voce e cofondatore dei Doors. O meglio, così recitano le cronache e le biografie ufficiali dell’artista amato – di più, idolatrato – da legioni di fan in tutto il mondo.

Ma le cose stanno davvero così? E se invece, come suggerito anni fa perfino dal tastierista della band Ray Manzarek, il mitico Re Lucertola non fosse affatto morto, quella notte di quasi 50 anni fa?

È quanto si ipotizza nel romanzo La Notte Che Uccisi Jim Morrison, pubblicato da Dunwich Edizioni e disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo che in eBook multiformato.

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I Maneskin vincono l’Eurovision Song Contest 2021

I Maneskin, foto © ANSA

I Maneskin ieri notte hanno vinto, grazie al voto popolare, in contrasto col voto delle giurie, l’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest, svoltosi in quel di Rotterdam.

Il brano, Zitti e buoni, un rock sferzante e divertente, ha dato una bella scossa alla competizione.

La band romana insomma nel giro di poche settimane è passata – meritatamente, a mio avviso – da una vittoria (Sanremo 2021) all’altra.

Applausi dunque a questi quattro ragazzi coraggiosi. Continuate così!

Franco Battiato, non un vero addio

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Vivere non è difficile potendo poi rinascere.

Cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità.

Nell’autunno del 2019 segnalavo sulle pagine di questo blog quello che purtroppo si è confermato come l’ultimo album di Franco Battiato, Torneremo ancora.

La scomparsa del grande cantautore, ahinoi non inattesa, anzi temuta da qualche anno, da quando aveva lasciato le scene, colpisce al cuore, avvenuta oltretutto a poca distanza dalla morte dell’amica Milva, per la quale F.B. curò l’ultimo album. Nel 2017 era venuto a mancare Giusto Pio, molto più di un collaboratore per il musicista catanese.

Ci sarebbe molto da dire sull’arte di Battiato: sperimentatore ardito e intransigente di musica elettronica e progressive nei primi anni ’70, cantautore Pop-rock negli anni seguenti, regista cinematografico, intellettuale colto e autoironico, mistico sui generis. Continua a leggere “Franco Battiato, non un vero addio”

Rodolfo Montuoro, moderno Metastasio

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È appena uscito, a circa tre anni dal precedente lavoro, Acoustica, il nuovo album di  uno dei cantautori più innovativi e visionari degli ultimi anni, Rodolfo Montuoro. E ancora una volta è destinato a spiazzare l’ascoltatore.

Anzi, forse stavolta ancora di più, vista la peculiarità dell’operazione compiuta dall’artista, sempre più lanciato in sperimentazioni ardite, in barba all’aspetto più commerciale dell’odierna produzione discografica.

Inedito compagno – o forse dovrei dire complice – in questa nuova, spericolata avventura, Maurizio Marsico, geniale musicista e compositore attivo sulla scena musicale da diversi decenni in varie, talora spiazzanti, incarnazioni.

È un disco da ascoltare con grande attenzione, lasciandosi catturare dalla magia delle composizioni. Ne parlo più diffusamente sulle pagine di Onda Rock.

The Future Bites, Steven Wilson

A fine gennaio è uscito, dopo qualche rimando causato dalla solita, perdurante pandemia, il nuovo album di Steven Wilson, The Future Bites.

Musicalmente, S.W. sembra prendere le distanze dal prog, da lui praticato con gusto e intelligenza in passato, non solo con i suoi Porcupine Tree. Vira piuttosto verso nuove sponde: synth pop, electro-funk, rock-dance sofisticato alla Giorgio Moroder.

Sul fronte dei testi, l’artista, che in passato ha stigmatizzato il dilagare delle fake news propinate ad esempio dall’orrido Facebook, stavolta prende di mira gli eccessi del consumismo.

David Bowie, sempre “oltre”

Il 10 gennaio 2016, appena 2 giorni dopo aver compiuto 69 anni, moriva David Bowie.

Poco prima, nel giorno del suo ultimo compleanno, l’8 gennaio, usciva l’ultimo disco, Blackstar, struggente capolavoro col quale chiudeva la sua multiforme carriera.

Da Ziggy Stardust al rock berlinese di Heroes, al tripudio pop – dance di Let’s Dance, passando per la magnifica parentesi hard rock dei Tin Machine, fino alla ritrovata collaborazione degli ultimi anni con Tony Visconti, Bowie è stato artista in perenne mutamento, sempre “oltre”.

Qui potete leggere la recensione che scrissi all’epoca dell’album Blackstar.