Lib(e)roLibro recensisce La notte che uccisi Jim Morrison

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Lib(e)roLibro, portale d’informazione e diffusione culturale tra i più attenti alle diverse espressioni artistiche, recensisce La notte che uccisi Jim Morrison, romanzo breve apparso qualche tempo fa per i tipi di Dunwich Edizioni.

E ne parla anche bene, con grande sollievo dell’autore del libello!

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Il FantaRock di Mario Gazzola e Ernesto Assante

Segnalo un’opera particolarmente interessante, curata da due autori i cui nomi sono una garanzia di qualità e competenza, Ernesto Assante (praticamente la Treccani umana del Rock) e l’amico Mario Gazzola, non meno competente e in più artista visionario. Il lavoro in questione è Fantarock. Per altre info, non vi resta che leggere il post che segue.

HyperHouse

Su PostHuman la segnalazione di una prossima, monumentale uscita, un’opera che vede protagonisti Mario Gazzola ed Ernesto Assante che insieme – e in collaborazione con una manciata di altri redattori, tra cui io – definiscono le coordinate delle interazioni tra Rock e SF. Il volume, infatti, si chiama FantaRock, stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici, e dal 6 dicembre sarà in libreria, edito da Arcana. Ne riparleremo, di quest’opera, man mano che la Rete si accorgerà di essa; nel frattempo, ecco alcuni tratti dal post di presentazione.

FantaRock esplora tutte le connessioni fra musica rock e immaginario di fantascienza, partendo dalle origini negli anni ’50 e risalendone il corso fino al 2018: un capitolo a decennio, tranne la fase del mitico ’68 che occupa un capitolo a sé, uno per questi primi 18 anni dal fatidico 2000, uno sulla multiforme carriera del sopra evocato David Bowie, il…

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L’anticristo, Decibel

Negli anni ’70 e ’80 l’uscita di un nuovo disco costituiva per noi appassionati di musica un piccolo evento: una volta acquistato l’ambito LP, lo si apriva con grande cura e ne si ammirava innanzitutto la copertina. Quindi ci si predisponeva all’ascolto, che avveniva se possibile senza fare altro, al fine di gustare al massimo la novità dell’opera.

Oggi, nell’era della musica liquida, dematerializzata – stanno scomparendo anche i compact disc, che ormai vengono comprati sempre meno (e perfino la Sony ormai tiene aperto solo uno stabilimento per produrre i CD in Messico) – le uscite musicali si sovrappongono, e perlopiù passano inosservate. Il che può essere anche un bene, intendiamoci, vista la mole di dischi inutili, finti, di plastica, prodotti in questi ultimi anni.

l-anticristo-decibel-cover-ts1518745483È anche per questo che voglio spendere due parole su un disco uscito qualche mese fa, a mio avviso strepitoso: L’anticristo, dei Decibel. Uscito subito dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, il nuovo lavoro dei ricostituiti Decibel, capitanati sempre dal buon RougeEnrico Ruggeri, sfoggia testi e musica a livelli assolutamente non paragonabili alla media delle produzioni discografiche odierne. Al confronto i pur validi Baustelle sembrano gli Abba…

È un album di solido rock, a tratti punk, con echi salutari di Sex Pistols, Doors, Clash e anche dei nostri Trip (a proposito, il compianto e mostruosamente bravo Joe Vescovi è citato nelle note dell’album precedente, Noblesse Oblige) in certe fughe dal sapore progressive.

I testi, dicevo, sono graffianti e rabbiosi, come nella title track L’anticristo e nella sferzante La banca. I suoni sono compatti, spinti, aggressivi: nostalgici sì, ma anche attuali, quasi senza tempo, come i grandi classici. Insomma vitalissimi. Dunque non aspettatevi molta elettronica, ma tastiere anni ’70 come sintetizzatori, Mellotron, hammond e poi basso, batteria e chitarre potenti e cattive.

Gran bel disco, da ascoltare a ripetizione per disintossicarsi dalla dilagante spazzatura musicale.

 

Hendrix. La storia completa illustrata

gillianggaarhendrixDi libri sul mitico Jimi Hendrix ne sono stati pubblicati a vagonate nel corso degli anni, lo so. Molti sono raffazzonati, pagine e pagine di aria fritta e fuffa, concepiti per lucrare sul mito mai sopito di chi non a torto è considerato il più grande chitarrista Rock di tutti i tempi.

Al contrario, Hendrix. La storia completa illustrata, curato da Gillian G. Gaar, è un’opera finalmente ben fatta: contiene immagini molto belle e rare e una biografia asciutta, ben scritta e una volta tanto non agiografica.

Veniamo così a conoscenza dell’infanzia difficile di Jimi, dell’incontro – avvenuto con le caratteristiche di una vera e propria folgorazione – con la musica, approcciata dapprima con un ukulele e poi con una chitarra così malridotta da possedere una sola corda.

La Gaar non manca naturalmente di rievocare la prima esibizione dal vivo, e il sofferto periodo del servizio militare, durante il quale l’artista continua comunque a suonare con William “Billy” Cox.

JHE ancora: le imbarazzanti strategie messe in atto da J.H. per ottenere l’agognato congedo dai paracadutisti, i primi successi e le innumerevoli vicissitudini di una carriera terminata troppo presto.

Per chi volesse approfondire, ne parlo più diffusamente sul blog magazine Graphomania.

 

 

 

 

 

(post aggiornato in data 01-02-2018)

Addio, Johnny Hallyday

Johhny Halliday

Nella notte di mercoledì un altro grande personaggio ha lasciato questa nostra dimensione, Johnny Hallyday. Aveva 74 anni. Da tempo lottava con un cancro ai polmoni, ma non aveva rinunciato alla sua arte, alla sua vita da eterno ribelle.

Per chi come me è stato giovane nei primi anni ’70 la figura di Hallyday ha incarnato a perfezione il ruolo del bello maledetto, rocker dalla vita spericolata molto prima del Vasco nazionale.

Non solo. Come tutti sanno, Johnny Hallyday è stato anche eccellente attore. Mi piace ricordarlo tra l’altro ne L’uomo del treno, splendido film del 2003 diretto da Patrice Leconte.

Mi mancherà davvero, assieme alla, ahinoi, nutrita schiera di grandi artisti che hanno di recente abbandonato questo piano dell’esistenza.

Noblesse oblige, i Decibel di nuovo on the road

Lo so bene, il Rouge – ossia Enrico Ruggeri – a molti non piace. Vuoi per la voce e il timbro così particolari, vuoi per l’accento marcato – da quando poi, anni fa, l’ha magistralmente imitato il solito Fiorello, il buon R. è messo accora peggio.
Eppure è un rocker vero, punk della prima ora coi Decibel sul finire degli anni ’70 e poi raffinato cantautore e autore specie per le migliori cantanti di casa nostra, Fiorella Mannoia in primis.
In questi ultimi anni poi il Nostro sembra ringalluzzito, a dispetto dell’età, e addirittura si è riunito agli ormai brizzolati – lui i capelli li ha rimossi da tempo – compagni di strada, i Decibel appunto.
L’album che è scaturito da questa inaspettata e assai fruttuosa reunion è l’ottimo Noblesse Oblige. Rock robusto, testi mai banali, energia e ispirazione da vendere. Alla faccia dei capelli grigi, insomma.

Per approfondire

NoblesseObligeDecibel