Piazza Fontana: I colpevoli

1080x1080-FB-630x630

Antonella Beccaria, giornalista e scrittrice di provata bravura e competenza, è autrice di un libro importante, Piazza Fontana: I colpevoli, pubblicato da PaperFirst e disponibile da qualche giorno in edicola con Il Fatto Quotidiano (e anche in eBook), che cerca di far luce su una delle peggiori stragi che abbiano mai segnato il nostro Paese, quella di Piazza Fontana.

Questa la scheda dell’opera:

È vero che della strage di Piazza Fontana non si sa nulla e mai si potrà sapere qualcosa? No. È falso.
È una leggenda. A cinquant’anni dal massacro del 12 dicembre 1969 che cambiò la storia d’Italia e inaugurò la stagione della strategia della tensione, è possibile raccontare una storia conosciuta per buona parte.
È una storia fatta di sigle neofasciste, a iniziare da Ordine Nuovo, e di servizi segreti italiani e atlantici che, nella migliore delle ipotesi, sapevano quanto stava per accadere e non mossero un dito.
Si aggiunsero i depistaggi, che hanno un nome e un cognome. Ma è anche la storia di uomini dello Stato che, in cinque decenni, non si sono arresi e hanno continuato a lottare per dare giustizia alle vittime e restituire dignità alle istituzioni della Repubblica.

Libri da leggere a ottobre

libridaleggereottobre2019-1024x536

Puntuale come ogni mese, è disponibile on line, sul blog magazine Graphomania, la nuova puntata della rubrica Libri da leggere ora.

Lo so, l’estate è appena finita, ma ormai siamo approdati al mese di ottobre e già le previsioni meteo sembrano volerci suggerire piacevoli sessioni di lettura al caldo, magari davanti alla fiamma del caminetto…

L’arte di fare il cattivo

larte-di-fare-il-cattivo-595246Credo che ciascuno di noi almeno una volta si sia ritrovato ad ascoltare, da bambino, fiabe che parlassero del temibile Orco.  Qualche volta magari abbiamo subito addirittura la minaccia che questa creatura fosse pronta a venirci a prendere, se non facevamo i bravi.

Ognuno se lo è dipinto a immagine delle proprie paure, attingendo però, senza rendersene conto, a quello che in realtà è un bagaglio di cultura popolare profondo e antichissimo.

Dai miti greci del mondo degli inferi, al folklore contadino ricco di personificazioni della natura (il vento, la tempesta, il terremoto) ed elementi magici e pagani, la figura di questo personaggio dalla gran bocca cannibale e dal fiuto sopraffino ha conosciuto molte versioni, delle quali Carlo Lapucci dà conto in modo esaustivo e piacevole in un breve ma assai interessante saggio: L’arte di fare il cattivo.

Il libro, disponibile anche in eBook, è pubblicato da Graphe.it Edizioni.

La nostra invenzione finale?

JBarrata_LanostrainvenzionefinaleIl punto interrogativo l’ho aggiunto io, visto che il titolo del saggio scritto da James Barrat si propone di incutere timore da subito.

Proprio così: JB, documentarista (ma anche scrittore e regista) di fama, ha voluto, attraverso le fitte pagine del suo saggio, mettere in guardia noi poveri umani dal pericolo soverchiante dell’avvento dell’intelligenza artificiale (IA).

Lo fa adducendo molte argomentazioni, avendo intervistato nel corso degli anni molti esperti nel pionieristico campo dell’IA e delle nuove tecnologie in genere. Lo scenario che dipinge JB ricorda molto lo spaventoso futuro di Terminator.

Personalmente dissento con forza dalle tesi, invariabilmente negative, esposte dall’autore. Oltretutto, pur mostrando di aver studiato a fondo la materia, il saggio non propone soluzioni particolari, salvo agitare lo spauracchio di un’umanità destinata certamente a soccombere davanti allo strapotere dell’IA.

Per chi volesse approfondire, ne scrivo più diffusamente qui.

In arrivo l’edizione spagnola del saggio Biomimetica: la lezione della Natura.

cover BiomimeticaAltra ottima notizia, dopo quella ricevuta solo pochi giorni fa: riguarda sempre il saggio Biomimetica: la lezione della NaturaL’irrefrenabile Carlo Santi, patron di Ciesse Edizioni, ha appena comunicato a me, curatore del libro, e al Prof. Carlo Santulli, autore dello stesso, la prossima traduzione in spagnolo.

È il segno tangibile che perdura l’interesse attorno all’argomento, del resto di stringente attualità, anche alla luce delle ultime, preoccupanti notizie. Alludo al ritrovamento, in una baia nella zona di  Porto Cervo, di un capodoglio di sette tonnellate rinvenuto morto perchè soffocato da oltre 20 chili di plastica ingerita in acqua.

Capodoglio

© La Stampa

Colpa dell’uso dissennato della plastica “usa e getta” e delle pratiche, non meno dissennate – anzi criminali, diciamolo pure, senza mezzi termini – della dispersione nell’ambiente della plastica stessa.

Ebbene, il nostro saggio si occupa anche di questo aspetto, quindi mi permetto di insistere nel raccomandarne la lettura. E non per gargantueschi propositi commerciali, ma per sensibilizzare sempre più le coscienze. Ce n’è bisogno, credetemi.