Perché scrivere?

978880623854higNei giorni scorsi ho letto e recensito per il blog magazine Graphomania, un volume molto interessante, Perché scrivere, del compianto Philip Roth.

Il libro contiene testi rigorosamente “non fiction” per un totale di 37 saggi, interviste e discorsi dell’autore. Benché non si tratti di materiali del tutto inediti, la rilevanza degli stessi è notevole. Non solo per chi, come il sottoscritto, apprezza l’opera del grande scrittore recentemente scomparso, ma anche per chi s’interessi in generale di scrittura e letteratura.

Colpiscono tra l’altro le interviste realizzate da PR ad alcuni illustri colleghi, che danno la misura dell’uomo, oltre che dell’intellettuale: generoso, appassionato, non geloso del lavoro altrui (caratteristica quest’ultima, ahimè poco diffusa in ambito letterario).

Insomma, leggere questa raccolta di scritti, risalenti a vari periodi storici, è un po’ come curiosare nella valigetta degli attrezzi di un gigante della letteratura moderna, punto di riferimento ineludibile per tutti noi.

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L’intervista di ZeBuk

Cattura ZeBuk

Periodo di segnalazioni spudoratamente autoreferenziali: vi segnalo la bella intervista che mi ha fatto ZeBuk, “il blog per gli appassionati di lettura”.

Si è parlato, tra l’altro, del ruolo del curatore editoriale, del rapporto con gli altri scrittori, di autori di riferimento e anche di fumetti, da Dylan Dog a Jack “The King” Kirby.

Potete leggerla qui.

Il Libro maledetto

Cover Libro MaledettoPiccola, inevitabile, segnalazione decisamente autoreferenziale: è uscito oggi, per i tipi di Delos Digital, il romanzo Il Libro maledetto.

Scritto a quattro mani con l’infaticabile amica scrittrice Alexia Bianchini, è un thriller, ma… non solo, come forse si può intuire già da una breve scorsa alla trama:

Daniele Bizzarri, un tempo fascinoso autore di successo, ora alcolista perso e spiantato, si trasferisce dalla capitale in uno squallido paesino del centro Italia. Arroccato in una vecchia casa di campagna piena di spifferi e ragnatele, in fuga dalla ex moglie e dai tanti creditori, è in cerca dell’ispirazione perduta. Tra incontri al calor bianco con le bellezze locali e contatti inquietanti con misteriosi personaggi dediti all’occultismo, lo scrittore non solo non migliorerà la propria situazione personale, ma precipiterà in terribili incubi, contro cui dovrà lottare per uscirne vivo… e sano di mente.

Per tutte le altre info sull’opera, vi rimando alla pagina ufficiale dell’editore.

Igiene dell’assassino

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Fin dai primi anni ’90 Amélie Nothomb pubblica, con implacabile puntualità, un romanzo (breve, d’accordo, ma pur sempre un romanzo) all’anno. E  lo fa quasi sempre con invidiabile successo, nonostante l’evidente stato di affanno in cui versa l’editoria.

Il suo libro d’esordio è stato Igiene dell’assassino, un’opera interessante, anche se forse a tratti ancora un poco acerba. Contiene però in nuce alcune delle principali caratteristiche che ritroveremo anche nel resto della produzione successiva dell’autrice.

Per chi volesse approfondire, se ne parla qui.

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Paul Auster: Diario d’inverno

AusterNell’illusione di trovare refrigerio già nel titolo del libro, ho recuperato un volume di Paul Auster che mi era sfuggito: Diario d’inverno.

Battute a parte, si tratta di un’opera notevole: diario autobiografico sui generis, improntato alla descrizione di una fisicità che volge al tramonto, merita senz’altro di essere letto anche da chi non conosce il grande scrittore.

Ho sempre paragonato l’eleganza e la scorrevolezza della scrittura di Auster alle canzoni di Frank Sinatra, e anche Diario d’inverno, specie in alcune parti più intimiste, non si smentisce. Ne parlo più diffusamente sul blog magazine Graphomania.

IL PRINCIPE, Il romanzo di Cesare Borgia

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Giulio Leoni, maestro riconosciuto del thriller storico nonché amico di lunga data, è tornato in libreria in questi giorni con un nuovo, strepitoso romanzo, pubblicato dalla Nord: IL PRINCIPE, Il romanzo di Cesare Borgia.

Questa la trama in breve:

Imola, dicembre del 1502. Asserragliato in città con le poche truppe ancora fedeli, Cesare Borgia si trova a contemplare il tramonto di quello che è stato il suo grande sogno: dominare l’Italia intera. I capitani di ventura che lo hanno accompagnato fino a adesso lo hanno ormai abbandonato e ora si apprestano a tradirlo. Cesare è in preda alla disperazione, con la mente che vaga tra i fantasmi delle sue passate vittorie.
Ma come fosse un segno di benevolenza divina, proprio in quel momento le vedette annunciano il ritorno di Leonardo da Vinci, l’uomo cui il duca Valentino ha affidato il compito di ideare nuove armi e di rafforzare le fortificazioni dei nuovi domini. Un’improvvisa luce di speranza si accende nella cupa fortezza in cui si è rifugiato. E non è solo l’offerta di innovativi e terribili strumenti di distruzione a risollevare l’animo di Cesare. L’arrivo del maestro riaccende anche quella fascinazione reciproca nata nel corso del loro primo incontro a Milano, anni prima.

Il dialogo si trasforma in un confronto tra due concezioni del mondo apparentemente agli antipodi, sebbene entrambe soggiogate da un desiderio spasmodico di bellezza: bellezza nell’armonia del corpo e della sua rappresentazione per l’artista, bellezza nella forma di un grande progetto politico per il condottiero. Nella lotta comune contro ogni limite, che è stata la cifra delle rispettive esistenze, Cesare e Leonardo esplorano insieme le loro affinità e differenze. Ed evocando il ricordo delle battaglie passate, insieme con squarci della difficile giovinezza di Cesare e delle sinistre premonizioni della sua fine, prende corpo l’intuizione per superare con un colpo magistrale l’attuale difficoltà: quando Leonardo gli illustra il progetto della sua Battaglia di Anghiari e la grande allegoria della crudeltà umana che ne sarà il cardine, nella mente del Borgia si forma a poco a poco un affresco altrettanto maestoso, quello che sarà il capolavoro politico del suo genio spietato…

Cover Leoni